Nicolò: “educazione sessuale nelle scuole per conoscere meglio se stessi”

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”Si è pienamente coscienti della necessità  che occorra intervenire, sul piano pedagogico e a partire dalle scuole primarie, sugli aspetti della sessualità, aiutando quasi maieuticamente le giovani generazioni a confrontarsi con una parte del se’ che ha pesanti implicazioni sull’equilibrio interiore e la serenità delle persone”, queste le parole di Alessandro Nicolò,  Vice Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, che è intervenuto oggi al convegno “Il Paziente Sessuologico”, organizzato a cura dell’Associazione “Yana” in collaborazione con l’Arpes (Associazione romana di psicologia e sessuologia) e patrocinato dalla Regione Calabria. I temi trattati nel convegno sono, a parere dello stesso Nicolò, parte fondamentale di un dibattito attuale che vuole un intervento più deciso su quelle che possono sfociare come forme di patologia, e che inizialmente si sviluppano come disturbi legati alla sessualità, sfera intima e privata dell’individuo che però si riflette inevitabilmente nella rete dei rapporti sociali e nei comportamenti assunti dagli esseri umani in relazioni gli uni con gli altri.

“A fronte di una realtà che appare disinibita sul versante dei costumi e del modo di interpretare i temi della sessualità, alcune statistiche dei medici militari, che per lavoro osservano moltissimi giovani che intendono arruolarsi,  confermano quanto sia preoccupante la scarsa conoscenza del proprio corpo sul piano sessuale”, incalza il Vice Presidente calabrese cercando di sensibilizzare rispetto ad una problematica molte volte sottovalutata: la reale conoscenza del proprio corpo e delle proprie esigenze sessuali. La sessualità è una componente dell’essere umano dalla quale dipendono molte, se non tutte, delle azioni psichiche che inducono una persona ad agire in un determinato modo e a formare la propria identità; erroneamente si pensa che la sfera sessuale sia legata alla fisicità e al soddisfacimento di un piacere concreto legato ad un momento. Come ci insegna, invece, il grande Freud, che ha reso gli studi sulla sessualità il fulcro delle sue ricerche sulla psicanalisi, gli stimoli sessuali e la richiesta del corpo di soddisfarli o meno sono presenti nell’individuo sin dai primissimi anni di età; una crescita sana dal punto di vista psichico porterà il bambino, poi adolescente e adulto, a sviluppare una sessualità “normale” ed a evitare disturbi tipici della mente come nevrosi e isteria. Non tutti sanno che patologie come queste sono legate a processi inconsci che derivano dal modo in cui la sessualità viene vissuta in maniera consapevole e non consapevole. Perciò recuperare in modo sano e professionale delle conoscenze rimosse attraverso delle vere e proprie lezioni, ed educare verso un corretto sentiero sessuale, rappresenta la ricerca di una sensibilità maggiore nei confronti dei nostri ragazzi.
Conclude Nicolò: ”Pur non entrando nello specifico è opportuno che la politica, sulla base degli orientamenti e dei riscontri sul campo, ha il dovere di interrogarsi sul come predisporre i necessari supporti affinché – dalla sanità, al mondo della scuola – possa partire un progetto mirato sul territorio che abbia i connotati della ricerca sul campo e per oggetto le generazioni future. Sarebbe opportuno, dunque, introdurre l’educazione sessuale nella scuola”.

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