Reggio Calabria: “I ficus magnoloidi del Lungomare stanno morendo?” [FOTO]

Reggio Calabria: l’associazione Amici del Museo interviene sulle condizioni dei ficus magnoloidi presenti sul Lungomare Falcomatà

“Le segnalazioni del dr, Antonino Genovese e di numerosi altri Soci ci hanno messo in allarme circa le condizioni di salute dei meravigliosi ficus magnoloidi che, maestosi, si ergono da oltre cento anni sul nostro Lungomare, di cui costituiscono l’attrattiva principale. Le immagini fotografiche confermano le preoccupazioni. Quasi tutte queste eccezionali piante sono palesemente in stato di sofferenza: rarefazione del fogliame, rami palesemente disseccati, le radici aeree mozzate. Si osserva, inoltre, un fenomeno particolarissimo, costituito dal fatto che grosse radici stanno sconvolgendo la pavimentazione dei marciapiedi attorno; cosa mai verificatasi, per quanto la nostra memoria possa risalire nel tempo. La minaccia è gravissima: quei grandi alberi sono una eccezionale testimonianza della singolarità del nostro clima, nel contesto del lussureggiante Lungomare”. Lo afferma in una nota l’associazione Amici del Museo.

“Rivolgiamo, quindi, un appello accorato a chi di competenza, perché si intervenga subito per scongiurare un pericolo immanente. La flora del Lungomare non è soltanto la più splendida caratteristica naturale della nostra Città: è parte integrante della Storia stessa della città, da quando, un secolo fa, la realizzazione di quella suggestiva doppia arteria rappresentò il segnale più importante della volontà dei Reggini di riprendere la normalità sociale che le scosse telluriche del 28 dicembre 1908 sembrava avessero stroncato”.

“Auspichiamo che rapidamente i tecnici riescano ad individuare le cause di tanto danno, e vi appongano definitivo rimedio. Le nostre Associazioni “Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria”, “Soroptimist Club Reggio Calabria” e “Lions Club Reggio Calabria Host” seguiranno, con doverosa attenzione, lo sviluppo degli eventi. Francesco Arillotta, Francesca Crea, Giuseppe Strangio”.