Nel ricordo di Sebastiano Tusa, al via da oggi Taormina il VI Convegno nazionale di archeologia subacquea [FOTO]

  • Valeria Li Vigni
    Valeria Li Vigni
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A Taormina centinaia di studiosi e ricercatori da tutta Italia. Il decano degli archeologi subacquei italiani, Luigi Fozzati: “Raccogliamo il testimone di Sebastiano per indirizzare i giovani archeologi verso l’approccio multidisciplinare, naturalistico e del paesaggio”

Un minuto di silenzio, in piedi, per ricordare “Sebastiano”. Come amichevolmente e ormai affettuosamente viene ricordato dalle decine e decine di allievi archeologi, di mare e di terra, italiani e stranieri riuniti da ieri a Taormina da ogni dove per il VI Convegno di Archeologia Subacquea e per la Rassegna Internazionale di Giardini Naxos. Ma anche per abbracciare la moglie, l’antropologa Valeria Li Vigni, suo successore alla guida della Soprintendenza del Mare. Sebastiano non c’è, ma il suo carisma, il lascito dell’intellettuale visionario, infaticabile e generoso di idee e voglia di fare, è presente e tangibile fra tutti i presenti.
Ad aprire i lavori il direttore del Parco Archeologico Naxos Taormina, Gabriella Tigano, che ha organizzato il convegno insieme con la Soprintendenza del Mare diretta da Valeria Li Vigni.

Quindi l’intervento di Sergio Alessandro, Direttore Generale del Dipartimento Beni Culturali della Regione Siciliana che ha ricordato la figura dell’illustre archeologo e assessore al ramo. Ruolo che oggi è in capo al Presidente della Regione Nello Musumeci. Dopo l’introduzione di Luigi Fozzati, decano degli archeologi subacquei, presidente del Comitato Scientifico del convegno ed ultimo erede della triade di colleghi dei quali oltre a Tusa faceva parte anche Claudio Moccheggiani Càrpano scomparso nell’ottobre 2018, sono cominciate le numerosissime relazioni. Settanta, nei tre giorni del meeting, quelle in programma. Per ognuno dei relatori dieci minuti di tempo per illustrare novità archeologiche e sviluppi di ricerche e scavi. Fra gli interventi anche professionisti di altre discipline – storici, geologi, antropologi – nel solco dell’idea-guida di Tusa quella di una “ricerca multidisciplinare, naturalistica e del paesaggio”.
I lavori proseguono domani, venerdì 11 ottobre e sabato 12. Al convegno sono abbinate tre mostre, visitabili a Palazzo Ciampoli, centro polifunzionale sul Corso Umberto e da poco fra i beni del Parco Naxos Taormina, fino al 1° dicembre. Dalle 9 alle 19, tutti i giorni con ingresso gratuito.

L’intervista a Luigi Fozzati, archeologo subacqueo e antropologo

Decano degli archeologi subacquei in Italia, era uno dei componenti della triade di studiosi italiani che negli ultimi decenni ha dato forte impulso a questa disciplina nel nostro paese, anche sulla scia dell’attività di Tusa con la Soprintendenza del Mare. Gli altri erano Claudio Mocchegiani Càrpano (scomparso nell’ottobre 2018) e Tusa, scomparso nel marzo 2019.

Perché questo convegno nazionale e la rassegna di Naxos in Sicilia
“Il convegno a Taormina era già stato “prenotato” a Udine da Tusa. Aveva già predisposto tutto sotto il profilo amministrativo e logistico. Per Giardini Naxos è importante perche rilancia la storica rassegna assente da 18 anni (dopo 15 edizioni). Quindi anche il prossimo anno ci sarà la rassegna con il comitato scientifico che inviterà alcuni relatori a parlare senza distinzione di paese. Il carattere internazionale è assicurato, sia per far conoscere i maggiori archeo sub del mondo sia per presentare le ultime novità in fase di ricerca nelle acque italiane e internazionali. Incontri su attività attuale.

La Sicilia ha un primato, quello delle università e dei centri di ricerca stranieri che finanziano scavi

“La Sicilia – dice Fozzati – ha un contesto archeologico eccezionale. E lo dico io, serenamente, non mi si potrà certo accusare di campanilismo. Grazie anche all’attività di Tusa, si è aperta a tutto il mondo scientifico, con la presenza di Università e Centri di ricerca internazionali (Stanford a Marzamemi, Marbourgh a Mothia, Udine a Camarina) in molti siti. Qui in Sicilia, poi, sono state combattute battaglie navali che hanno segnato la storia: come quella tra Roma e Cartagine (vedi rostro delle Egadi). Se i romani avessero perso la battaglia, sarebbe cambiata la storia dell’antichità. Con Tusa si è cominciato a parlare di “Archeologia della guerra”, che è lo studio non solo dei reperti, ma di moltissimi altri elementi – incluso il paesaggio costiero e le dinamiche migratorie di villaggi e città – che confluiscono nella ricostruzione della storia: per la battaglia delle Egadi, ad esempio, ricostruire le fasi preparatori e determinare le strategie degli eserciti, basandosi sullo studio del fondale marino che ha conservato i resti”.

A che punto è la ricerca archeosub in Italia?

“L’Italia ha sì recepito a livello normativo la Convenzione Unesco di Parigi sul patrimonio sommerso, ma non ha dato seguito (a livello attuativo) con l’istituzione di una Soprintendenza delle acque e centri tecnici sparsi lungo il Paese, con 7500 Km di coste, per studiare cose, laghi, fiumi e lagune che hanno ospitato antiche città”.

Qual è la sfida dell’archeologia moderna?

Quella di un approccio interdisciplinare, ossia con una prospettiva antropologica che include altre competenze. In questo senso il convegno di Taormina sarà all’avanguardia, perché proporrà anche interventi di antropologi e storici, gli studiosi deputati alle ricerche negli archivi (l’archeologo non è archivista e non conosce certe scritture e codici)”.
Nel team dei moderni studi d’archeologia entrano in campo anche paleobotanici, archeozoologi e geologi”.

L’eredita di Tusa e Mocchegiani Carpano

Eravamo legati da antica amicizia. Ci conoscevamo dai tempi dell’università. Tutti e tre avevamo deciso di alimentare la formazione dei giovani, aiutarli a crescere e a credere in questa professione e a credere in una dimensione scientifica nuova della Archeologia Subacquea. Direttamente collegata a quella che è oggi la migliore archeo, quella multidisciplinare, naturalistica e del paesaggio, e non centrata unicamente su uomo e suoi manufatti”.

Le mostre

Le mostre sono:
• “I pionieri dell’archeologia subacquea”, con foto d’epoca e documenti d’archivio sulle prime esplorazioni sottomarine degli anni Sessanta in Sicilia;
• “Storia della Soprintendenza del Mare” per ripercorrere la best-practice siciliana (nata dalla felice intuizione di Tusa) di un ente che, oltre a fare scuola nel proprio settore a livello nazionale e internazionale, in quindici anni di attività ha contribuito in maniera significativa a definire procedure e criteri per il recupero e la valorizzazione del patrimonio sommerso del Mediterraneo, culla della civiltà europea; infine
• “Archeologia subacquea tra passato e futuro: dai pionieri alla realtà virtuale”: con visori hi-tech (oculus) nei giorni del convegno si potrà sperimentare una vera immersione subacquea che rende accessibile a chiunque quello che è privilegio di pochi audaci esploratori subacquei; un’app, infine, consentirà ai visitatori di tutte le età di seguire sul proprio smartphone un breve docuvideo dove, con l’ausilio di animazioni digitali che rinnovano approccio e narrazione, si racconta la storia dei tre reperti in mostra: il micidiale rostro della Battaglia delle Egadi, potente arma da guerra che consentì alle flotte dei Romani di battere i Cartaginesi e rivoluzionare la storia del Mediterraneo nei secoli a seguire, un magnifico elmo del tipo Montefortino e un ceppo d’ancora in piombo.

D’accordo con Civita Sicilia, gestore dei servizi aggiuntivi del Parco Naxos Taormina, sarà possibile usufruire di visite guidate alle tre mostre con il supporto di giovani archeologi ogni sabato pomeriggio, dal 19 ottobre (ore 17) e tutte le domeniche (ore 10.30, domenica 13 ottobre eccezionalmente alle ore 17). Eventuali visite infrasettimanali per le scuole vanno prenotate al numero 335 730 4378.
Il VI Convegno nazionale di Archeologica Subacquea (Taormina 2019) – i cui atti saranno pubblicati nei prossimi mesi – è diretto da un Comitato scientifico costituito da Marco Anzidei, Lorenz E. Baumer, Massimo Capulli, Luigi Fozzati, Adriana Fresina, Tim Gambin, Roberto La Rocca, Valeria Li Vigni, Domenico Marino, N. Martinelli, Giovanni Mastronuzzi, Franco Marzatico, Pier Giorgio Spanu, Gabriella Tigano, Edoardo Tortorici, Annalisa Zarattini.


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