Cane rinchiuso in auto da giorni: “non può bere né mangiare”. Animalisti indignati

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La segnalazione di Alleanza popolare ecologista: un cane è rinchiuso da diversi giorni dentri un mini van a Cagliari

Un cane di piccola taglia è richiuso da diversi giorni dentro un mini van. Allertata la polizia locale di Cagliari hanno dichiarato di non poter intervenire poiché impegnati in altre emergenze e hanno reso noto che l’animale è stato visitato da un veterinario. Porte e finestrini sono chiusi. Il quattro zampe non può bere né mangiare”, lo dichiara in una nota Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). “Non possiamo che esprimere indignazione per il presunto disinteresse dei vigili urbani a un palese caso di maltrattamento animale. Troviamo inaccettabile quanto avrebbero risposto a una nostra amica volontaria, Anna Rita Salaris, ‘che non ci sono estremi per il maltrattamento e quindi il cane può restare in auto’. È un fatto di una gravità inaudita che rientrerebbe nell’omissione d’atti d’ufficio. Ci appelliamo al Sindaco Paolo Truzzu di intervenire con urgenza a tutela del cane, ricordando che ‘il Comune, nella persona del Sindaco è da ritenersi il responsabile del benessere degli animali presenti sul territorio comunale, rispetto ai quali vanta una posizione di garanzia’, come stabilito dalla IV Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 148 del 2017″.

cane auto cagliari“Le persone che si imbattono in un essere lasciato all’interno di un veicolo – conclude Sidoli – devono rintracciare in tempi brevi i proprietari e/o chiamare immediatamente la forza pubblica, la quale ha competenza di intervenire per accertare la situazione e salvare l’animale, nonché denunciare d’ufficio il detentore del quattro zampe. Chi agisce al fine di salvare un cane rompendo il finestrino dell’auto in cui è rinchiuso, può invocare lo stato di necessità disciplinato dall’art. 54 c.p., ma può dare luogo a denuncia querela da parte del proprietario del veicolo per il reato di danneggiamento disciplinato dall’art. 653 c.p. e portando via con sé l’animale, commetterebbe furto aggravato. Se il cane è in evidente pericolo di vita prima di ogni cosa deve fotografare i luoghi ed eventualmente fare un filmato; se ci sono testimoni, annotare nome e cognome e un recapito telefonico. Oggi il fatto potrebbe anche essere non punibile per la nuova disciplina della ‘speciale tenuità del fatto’.”


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