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Barcellona Pozzo di Gotto, mobilitazione generale per salvare l’ospedale: “no alla chiusura”

Barcellona Pozzo di Gotto: migliaia le persone in piazza per salvare il nosocomio cittadino dalla chiusura

manifestazione ospedale barcellona

Migliaia di cittadini in piazza San Sebastiano per salvare dalla chiusura l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Il nosocomio era stato un punto di riferimento nella fase più acuta del Covid e adesso si chiede che la struttura della sanità siciliana torni alla normalità mentre la maggior parte dei reparti, viste ed esami è stato “trasferito” agli ospedali di Milazzo e Messina. Nei giorni scorsi il sindaco di Barcellona aveva incontrato l’assessore regionale alla sanità Volo, avendo delle rassicurazioni. “Barcellona Pozzo di Gotto non può fare a meno di un presidio territoriale importante come l’ospedale. Lo smantellamento della struttura lascerebbe privi di un punto di riferimento importante per i servizi sanitari e la garanzia del diritto alla salute i cittadini che risiedono in quell’area”, affermano Francesco Lucchesi, della segreteria regionale Cgil, e la segretaria generale dello Spi Sicilia, Maria Concetta Balistreri, che stanno partecipando al corteo in corso. Al corteo partecipano cittadini, lavoratori della sanità, sindaci, sindacalisti, studenti. “Soprattutto le persone più fragili- affermano Lucchesi e Balistreri- devono avere un punto di riferimento vicino assicurato. Continueremo a batterci per mantenimento della struttura”.

Bucalo: “la tutela della salute è un diritto fondamentale dei cittadini”

“La tutela della salute è un diritto fondamentale dei cittadini. È arrivato il momento che si riorganizzi tutto il servizio sanitario siciliano. Bisogna restituire immediatamente i servizi essenziali ai cittadini e soprattutto tutelare quei territori che durante la pandemia hanno pagato il prezzo più alto e sofferto dell’azzeramento dei servizi di assistenza territoriali dovuto alla trasformazione degli ospedali in Covid Hospital. Bisogna restituire i presidi ospedalieri alle loro funzioni e ritornare a garantire la salute dei cittadini attraverso l’erogazione dei servizi essenziali. Il Cutroni Zodda va riconvertito e restituito al territorio”. Lo dichiara la Senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo presente questa mattina al sit in tenutosi a Barcellona Pozzo di Gotto a difesa dell’ospedale Cutroni Zodda.

Le parole di Alibrandi (Cisl)

“Oggi a Barcellona si è alzato un grido d’allarme importante di un territorio intero che vuole, anzi pretende che l’ospedale ritorni alla piena operatività”. A dirlo è stato il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, durante la manifestazione che si è tenuta a Barcellona Pozzo di Gotto a sostegno della vertenza dell’Ospedale Cutroni Zodda. “Il tema, però, deve essere più complessivo e dobbiamo chiedere una sanità che guardi al bisogno dei lavoratori e delle persone. Soprattutto durante la pandemia, il sistema salute è stato utilizzato più per spot elettorali senza che poi abbiamo portato a garantire assistenza e continuità sanitaria sul territorio. È fondamentale che la politica comprenda il suo ruolo strategico e riapra l’ospedale di Barcellona con i livelli di assistenza pre Covid. La sanità, sul territorio, deve guardare al fabbisogno dell’utenza e la Regione deve prenderne coscienza. La rete sanitaria non è solo ospedali, ci sono tante altre strutture che possono e devono essere operative e che sono inserite nella progettualità del Pnrr e non possiamo permetterci di perdere i fondi che arriveranno. Ma occorre avviare immediatamente un confronto sul sistema dell’emergenza-urgenza, affinché sia funzionale alle esigenze del territorio perché è inimmaginabile che comunità come quella del comprensorio di Barcellona, con un bacino di 100.000 abitanti, debbano fare riferimento a Milazzo o gli altri ospedali della provincia con il rischio che collassino anche quelle strutture perché sottodimensionate alla ricezione di un così alto numero di pazienti. Auspichiamo che questa grande manifestazione faccia comprendere alla politica regionale la necessità non più rinviabile di riportare il presidio di Barcellona alla massima funzionalità“.