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Reggina-Frosinone e quella richiesta particolare: “prendete i fogli, dove si firma?”

Considerazioni sparse dopo Reggina-Frosinone e una particolare richiesta che qualche mese fa avremmo solo potuto sognare, o forse neanche quello

Reggina-Frosinone tabellone Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Utilizzare il termine “classifica bugiarda” è cosa comune, nel calcio. Spesso ne abusano addetti ai lavori e tifosi per sminuire o evidenziare meriti e demeriti di una squadra rispetto a quanto invece rivela la classifica, giudice supremo. Ecco, diciamo che Reggina-Frosinone è invece lo specchio esatto di una classifica che è tutta meno che bugiarda. E il ragionamento è ascrivibile più o meno a tutte le attuali 20 compagini. Un Frosinone che vince con distacco in casa della seconda classificata, che mai si era fatta mettere sotto da nessuno, fa capire che non merita solo il primo posto, ma lo merita anche ampiamente, con evidente distanza dalle inseguitrici, com’è effettivamente. Stesso discorso per la Reggina: l’unica che la precede in classifica è anche l’unica che l’ha messa realmente in difficoltà sul campo per gran parte della gara. Tutte le altre, che stanno dietro, non l’hanno mai impensierita veramente, al di là di alcuni risultati. E, per una volta, uno sport non scontato come il calcio sottolinea valori che rispecchiano prestazioni in campo e classifica.

Certo, i rimpianti restano. Il primo: come sarebbe andata senza l’errore di Camporese? Mette più o meno d’accordo tutti il fatto che prima di quell’episodio la gara fosse in perfetto equilibrio. E che, di solito, gare così possano essere sbloccate da una sostituzione illuminante, da un calcio piazzato, da un’espulsione, da un qualsiasi tipo di episodio che può anche essere un errore, e in questo caso quell’errore specifico che ha poi portato allo 0-1. Possibile, chissà, che uno dei due allenatori a un certo punto potesse pensare di non forzare, difendendo lo 0-0 (da non buttare considerando la classifica di entrambe) se si fosse arrivati nel finale di gara con le squadre stanche e lunghe. Ma quell’episodio ha indirizzato ovviamente la gara dove voleva la capolista. Secondo rimpianto: come sarebbe andata se, anziché giocarsi in mezzo alla settimana, questa partita si fosse disputata in un normale weekend, con la preparazione normale della settimana e senza gare ravvicinate prima o dopo? Si direbbe: anche per loro era la stessa situazione. Vero, ma Grosso – anche sfruttando l’ampio divario in graduatoria – qualche rotazione l’ha effettuata a Bolzano domenica, a differenza di Inzaghi, che in un campo non semplice come Brescia ha messo in campo la migliore formazione. E poi, giustamente, come lasciare fuori anche un solo effettivo dopo la grande prova del Rigamonti? Ne consegue che in campo si sia vista, in qualche elemento, un po’ di stanchezza, prevedibile. Meno lucidità del solito che si è tradotta in ritardi sulle seconde palle, appoggi sbagliati, diagonali non sempre perfette e simili. Forse, chissà, senza troppe scorie fisiche e mentali sarebbe potuta andare diversamente, per quanto possano contare i “se” e i “ma” in ragionamenti del genere.

Di certo, c’è una statistica che potrebbe non rappresentare un caso: la Reggina ha perso al Granillo in questa stagione le uniche due volte in cui è andata in svantaggio. E in entrambe le situazioni ha subito tanti gol, troppi per una seconda classificata. Che significa? Significa che, subito lo svantaggio, l’equilibrio si perde, la squadra di sbilancia e se la gioca al 50%: o pareggio o sotto di due reti. Questa mentalità, sempre soggettiva e da attuare a seconda dei momenti della partita e della stagione, è probabilmente la più apprezzata dai tifosi, ed è forse anche quella che sta consentendo alla Reggina di essere leggermente staccata dal gruppo playoff. Le squadre che le stanno dietro, appaiate nel giro di pochi punti, hanno infatti ottenuto qualche pareggio di troppo, risultato che ha garantito loro continuità ma anche piccoli passettini anziché grandi balzi. La squadra di Inzaghi, invece, ne ha persa qualcuna in più della media, ma ne ha anche vinte tante. Si considerino i soli tre pareggi in sedici gare, un po’ pochini, e quel classico ragionamento secondo cui in due partite è meglio una vittoria e una sconfitta (3 punti), anziché due pari (2 punti).

Fatte queste premesse, e benedicendo il fatto che si giochi immediatamente domenica (importante per la tenuta mentale di un gruppo in cerca di riscatto), chiudiamo legandoci al criptico titolo di questo articolo. Se il 30 maggio, quando regnava incertezza e paura, a qualsiasi tifoso della Reggina avessero detto: “firmereste oggi per essere secondi a dicembre in B, con una società nuova, con Filippo Inzaghi allenatore, perdendo contro la prima in casa per 0-3 ma mantenendo un +3 sulle terze?”, probabilmente non si sarebbe neanche permesso che venisse terminata la domanda, e prendendo immediatamente la prima penna trovata in qualche angolo, l’esclamazione sarebbe stata: “prendete i fogli, dove si firma?”. Questo, ovviamente, non significa affatto accontentarsi o buttare all’aria il lavoro di questi mesi: Inzaghi lo sa bene ed è il primo ad aver affermato che ad oggi non firmerebbe per il terzo posto.