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Piazza De Nava a Reggio Calabria, il Centro Intercultura: “il valore dello spazio urbano va salvaguardato”

Piazza De Nava reggio calabria

Piazza De Nava a Reggio Calabria, spazio d’incontro tra culture: mantenere l’esistente. Il comunicato del Centro locale Intercultura Reggio Calabria

Il Centro locale Intercultura Reggio Calabria ha deciso di intervenire nella vicenda legata al dibattito su Piazza De Nava. “La trasmissione del valore della fratellanza universale, presupposto per la convivenza pacifica tra le genti, costituisce la mission di un’associazione che opera nel mondo con il nome di AFS (American Field Service) e in Italia con quello di Intercultura”, comincia la lunga nota dell’ente. “L’obiettivo di Intercultura è quello di favorire la mobilità studentesca internazionale, sia individuale sia di intere classi, instaurando un dialogo costante con giovani persone di varie etnie, al fine di consegnare loro a piene mani messaggi culturali di altissimo valore morale che riguardano il bene comune”.

“Apri il tuo mondo al mondo – Incontri che cambiano il mondo”, sono alcuni degli slogan con i quali l’associazione si presenta e che animano la vita dei Centri locali, vale a dire delle numerosissime cellule associative di base, operative sui vari territori italiani. Assunti per nulla banali, densi di esperienza ed efficacemente rivolti ad un futuro sempre più complesso e globale. Ed è partendo da questi slogan – si legge ancora – e da un luogo simbolo della nostra città, il Museo Nazionale Archeologico considerato nel contesto urbano di riferimento, che il Centro locale di Intercultura di Reggio Calabria immagina di potersi inserire nell’acceso dibattito che, attualmente, anima la comunità reggina e riguarda proprio la piazza antistante il Museo – Piazza De Nava, luogo cittadino storico, poiché progettato all’interno del Piano Regolatore De Nava approvato e realizzato dopo l’immane catastrofe sismica del 1908 per la ricostruzione di una città atrocemente ferita”.

“Il MARC è significativamente meta obbligata per tutti i giovani ospiti di Intercultura che, per periodi più o meno lunghi, soggiornano e studiano a Reggio, poiché consente agli stessi di vivere un’esperienza culturale unica e indimenticabile, e si configura anche come luogo di contemplazione di una delle massime espressioni di bellezza artistica propria dell’antichità classica: i Bronzi di Riace! A noi volontari reggini di Intercultura, poi, è sempre piaciuto associare al Museo la Piazza intesa come luogo di appuntamento e di raduno prima di ogni visita annualmente programmata. Spazio pedonale recintato ma non chiuso, bensì aperto sui quattro lati per l’utile raccordo con le diverse direzioni viarie che ne fiancheggiano la sagoma rettangolare, essa costituisce un’importante testimonianza della rinascita cittadina dopo il terremoto, come anche tutti gli altri elementi urbani e architettonici coevi presenti in città”.

“Edificata nel corso degli anni ’30 del 1900, in armonia con l’edificio del museo a firma di Marcello Piacentini e del palazzo di Camillo Autore, posto di fronte al Museo, originalissima per la pendenza che la caratterizza e, proprio per questo, avveniristicamente prossima per concezione e progettualità alla ben più estesa famosa piazza antistante il Centro nazionale di Arte e Cultura di Parigi intitolato a George Pompidou, chiara espressione quest’ultimo di una cultura pluridisciplinare e massificata, rivolta ai popoli e, dunque, non elitaria, la Piazza reggina limita a Nord l’asse viario più importante della città, il corso Garibaldi, e fa memoria del Ministro del Regno d’Italia, Giuseppe De Nava, grazie allo splendido monumento centrale opera dell’insigne scultore polistenese Francesco Jerace“.

“Orbene – prosegue il comunicato – in questo momento Piazza De Nava si trova al centro di un acceso dibattito legato all’approvazione e alla prossima realizzazione del progetto di restyling a firma dell’architetto Giuseppina Vitetta che, di fatto, ne sancisce la demolizione, prevedendo il suo totale rifacimento. Seppur apprezzabile per le soluzioni tecniche che prospetta, l’attuale progetto Vitetta garantirebbe meglio spazi cittadini diversi, di nuova creazione, concepiti in contesti di altra natura, e andrebbe differentemente impiegato anche al fine di una sua maggiore contestualizzazione e significatività, in quanto ambito moderno, progettato con evidenti soluzioni di continuità che interrompono l’idea tradizionale della piazza concepita culturalmente come dimensione identitaria aperta, plurale e democratica, all’interno di un sistema urbano coerente e armonico, senza evidenti fratture che possano costituire reale impedimento fisico e, soprattutto, in rapporto simbiotico con gli spazi urbani contigui”.

“Accogliendo invece come meritevole la volontà di un restyling conservativo di Piazza De Nava, da concepirsi nel pieno rispetto della storicità del luogo con previsione anche di azioni di manutenzione del verde che, ad oggi, non si registrano minimamente, nonché di ristrutturazione delle criticità della recinzione, di posa di una nuova pavimentazione, di miglioramento dell’illuminazione e di tutto quanto possa concorrere ad eliminare lo stato di abbandono nel quale lo spazio urbano oggi versa, si propone il posizionamento di un pannello illustrativo dell’importante contesto urbano, di un chiosco da adibire ad uso info point e di piccoli punti di ristoro, al fine di voler garantire una più completa fruizione del piazzale da parte dei numerosi visitatori che da tutto il mondo giungono sempre al Museo”.

“Incontri che cambiano il mondo” potrebbe adattarsi significativamente ad un futuro ben più mirato utilizzo dell’attuale piazza. Il Centro locale di Intercultura di Reggio Calabria, pur non rientrando nel novero delle associazioni ambientaliste, ritiene comunque che il valore dello spazio urbano denominato Piazza De Nava sia innegabile e la sua facies vada assolutamente salvaguardata e rivalutata, attraverso la restitutio della primitiva dignità di spazio aperto, armonico, rispettabile e curato, concepito come luogo di raduno e di incontro, di piacevole sosta in attesa dell’ingresso al Museo e/o di riposo alla fine della visita dello stesso”.

“È con questo spirito che ci permettiamo di ipotizzare come la valorizzazione interculturale del Museo possa avvenire anche attraverso la conservazione della storicità dell’ambiente urbano circostante, chiara espressione della cultura reggina e italiana post-terremoto e di una volontà civica tenace che affondava le proprie radici e la sua ragion d’essere in un sentimento comunitario, indiviso e condiviso, volto ad un obiettivo indiscutibile: FAR RISORGERE REGGIO! Attraverso queste radici, detta volontà potrebbe ancora parlare alle varie etnie del mondo, raccontando frammenti della storia di una rinascita urbana fortemente voluta e progettata dai suoi cittadini. E su questa fondata volontà di rinascita deve attuarsi il recupero di quella Reggio “bella e gentile”, orientata interculturalmente, di cui molto spesso pretestuose velleità di cambiamento, tentano di offuscare la memoria”, si conclude la nota.