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La Reggina di Inzaghi e l’importanza delle mezz’ali: la lavagna tattica del match con la Spal | FOTO

spal-reggina lavagna tattica

Si vede praticamente da subito l’impronta di mister Inzaghi: la Reggina scende subito in campo aggressiva, corta, compatta e altissima. Immediatamente in pressione, con le ali e con le mezz’ali soprattutto. La lavagna tattica del match con la Spal

“Non si è fatto nulla” lo abbiamo già scritto? Sì, ma ribadirlo una volta di più non è male. Di certo, al netto di tutto quello che si sa – dalla partenza in ritardo alla squadra rivoluzionata (anche se Super Pippo si è affidato per 7/11 ai “vecchi”) – la Reggina ha ampiamente meritato di vincere, domenica sera, a Ferrara, in casa della Spal. Se troppo per meriti suoi o troppo per demeriti biancazzurri, non si sa, ancora, ma il campo presto lo stabilirà. Rispetto alla compagine di Venturato, però, quella dello Stretto è apparsa decisamente più organizzata, corta, compatta, aggressiva. Insomma, sapeva cosa fare. E lo sapeva sin da subito, come dimostra la clamorosa occasione fallita da Ricci dopo 40 secondi. Alla faccia dei ritardi e dei meccanismi da oliare, insomma, anche se la scelta di affidarsi per buona parte alla vecchia guardia – in alcuni casi anche costretto da infortuni e squalifiche – la dice lunga sulla volontà dell’allenatore di iniziare a costruire da ciò che c’era prima, a livello di amalgama.

Sicuramente, in mezzo a questa lunghissima premessa, la certezza è una e una sola: si vede praticamente da subito l’impronta di mister Inzaghi. “Le loro squadre hanno tanta aggressività, compattezza e sono brave a riattaccare immediatamente”. L’aveva presentata, così, alla vigilia, Venturato, parlando della Reggina, delle compagini di Inzaghi e del loro modo di giocare. Ha fatto centro, il tecnico spallino, anche se si è fatto sorprendere lo stesso. Perché la Reggina scende subito in campo aggressiva, corta, compatta e altissima. Immediatamente in pressione, con le ali e con le mezz’ali soprattutto. Liotti e Fabbian (oggi loro, domani magari altri, visto che c’è tanta abbondanza) in alcuni casi anche davanti agli attaccanti, o in altri a formare una linea a 5 (in fase di non possesso, quando il portiere o il difensore costruisce da dietro) in quello che è una sorta di 4-1-5.  Subito in pressione e poi, alla riconquista della palla, immediatamente in area ad attaccare la porta. Lo sa fare benissimo Liotti (goleador mascherato non per caso, ma per la sua capacità di attaccare la porta come un centravanti), ma anche Fabbian. E, probabilmente, anche le altre mezz’ali arrivate, perché è Inzaghi a cercarle così, con capacità di corsa, gamba, interdizione e inserimento. Di seguito alcune immagini che spiegano meglio il concetto, in basso altre riflessioni.

mezz'ali in pressione Reggina

Liotti e Fabbian attaccano il portatore di palla, sono davanti agli attaccanti, che restano un po’ più dietro

linea a 5 reggina

La linea a 5 quando la Spal inizia a costruire dal basso: i 3 attaccanti più le 2 mezz’ali in pressione

rivas ricci in pressione Reggina

Rivas e Ricci sulla linea dell’area di rigore, pressione su portiere e difensori

Ne consegue che la squadra rimane altissima e si può vedere anche dalla posizione di Giraudo, spesso a metà campo, quasi sempre in anticipo (riuscito) sull’avversario. Ne consegue, ancora, che in area avversaria ci sono almeno, spesso, 4-5 calciatori. Tanti. Gli attaccanti e le mezz’ali, almeno, con il terzino che riceve, a volte, o addirittura Crisetig, pronto alla ribattuta come dimostra lo 0-1 ma come dimostra anche il gol di Genova. Insomma, altra caratteristica di Inzaghi, tipica, e cioè appunto quella di attaccare l’area con tanti uomini. E infatti ha chiesto – ammissione di Canotto – di essere cattivi sotto porta. Sempre. Non lo è stata, la Reggina, almeno fino allo 0-1. Tante occasioni fallite (male soprattutto Ricci), ma dal vantaggio in poi grande cinismo. Infatti poi la squadra si abbassa, fisiologicamente, anche per una Spal che entra meglio in campo, ma sa pungere in contropiede e lo fa alla grande anche sullo 0-3, con un’azione da manuale che passa dal gran lavoro di Gori e poi di Canotto. Altre due immagini in basso e poi altra riflessione.

la Reggina si alza e giraudo in anticipo

Il baricentro è alto e Giraudo va in anticipo, intercettando il pallone a centrocampo

reggina attacco area

Giraudo mette in mezzo, in 5 in area a ricevere il pallone, lo colpirà Ricci che manderà alto

reggina attacco area

Qui è Ricci a mettere in mezzo con 3 in area e Menez leggermente dietro, Rivas colpirà il palo

Altra nota lieta, la costruzione dal basso, con gentile concessione della Spal. Ma il concetto è chiaro: palla al terzino, che allunga per l’ala (spesso il lato Giraudo-Rivas, con quest’ultimo che si abbassa) oppure si appoggia alla mezz’ala o a Menez, che viene spesso dietro, a centrocampo, provando a dialogare con Crisetig in appoggio, pronto al cambio di gioco per le ali e per i terzini che si sovrappongono. Concetti abbastanza semplici, ma all’interno di 70 minuti giocati veramente bene. Poi, dal 70′, sullo 0-3, un atteggiamento che a Inzaghi non è piaciuto. Giusto così. E non può essere tutto bello e semplice. Arriveranno i momenti difficili. E, magari, anche l’impronta di Inzaghi, ma in negativo. Il club spera il più tardi possibile.

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