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Incubo Scilla, al Comune torna la Commissione d’accesso antimafia. Ciccone: “operato sempre nel bene del mio paese”

scilla sindaco ciccone

Il sindaco dice di voler restare in silenzio: “adesso non cerco risposte a differenza di come ho fatto nel passato. Sono più debole e non più nelle condizioni di combattere contro i fantasmi”

“Ci risiamo. Questa mattina mi è stato comunicato l’insediamento della commissione d’accesso antimafia. Notizia terribile che non avrei mai voluto dare a coloro i quali mi hanno sostenuto nel mio percorso di rilancio della città di Scilla”. E’ quanto afferma con tono molto triste il sindaco di Scilla, Pasquale Ciccone, tramite una nota pubblicata sui social. Il Comune perla in provincia di Reggio Calabria rimpiomba quindi nell’incubo dopo esserne uscita soltanto nel 2020, con le elezioni amministrative che appunto avevano portato alla vittoria del sindaco Ciccone. “In questo momento sono attraversato da mille pensieri e tanti sono “i perché?” – prosegue il primo cittadino – Adesso non cerco risposte a differenza di come ho fatto nel passato. Sono più debole e non più nelle condizioni di combattere contro i fantasmi. Mi ritiro in un silenzio religioso, nel bisogno di pace e serenità, nella speranza che alla fine, se non la giustizia terrena, trionfi la giustizia divina. Come sempre ho cercato di fare il bene del mio Paese, alle volte litigando ma sempre nell’interesse di Scilla. Probabilmente non servono uomini come me”.

Ciccone si lascia andare quindi ad uno sfogo personale: “l’infiltrazione in generale negli organi dello Stato è molto pericolosa, non solo quella mafiosa ma tutte le infiltrazioni. Ad esempio, se un individuo ce l’ha con un altro individuo che ricopre un ruolo importante come essere Sindaco e il primo conosce, ad esempio. un colonnello della Finanza o di qualche altra forza dell’ordine a cui riesce a millantare cose non vere sul secondo, e se a questo si aggiungono ad esempio lettere anonime di cui magari il primo soggetto è l’artefice dei contenuti, e che fanno ritenere vero quanto millantato, e se poi si aggiunge sempre per ipotesi qualche altra persona che riveste un ruolo importante e che era abituato ad ottenere vantaggi da chi oggi si sente bistrattato da un sindaco qualunque che ha messo in evidenza i loro comportamenti non regolari, il gioco è fatto. Se poi si aggiunge qualche altra organizzazione di fratellanza che come credo ha la difesa dei propri appartenenti l’obiettivo si raggiunge: ci si vendica del nemico infiltrandosi negli organi dello Stato, ingannando alcuni di essi assolutamente in buona fede, e finalmente si elimina il nemico. La storia è piena di questi episodi. Ancora una volta servirà tempo per ristabilire la verità, ma per me sarà tardi”.