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Elezioni, i mercati apprezzano la vittoria di Giorgia Meloni: cresce la borsa, stabile lo spread

Giorgia Meloni Foto di Massimo Percossi / Ansa

Elezioni: a seguito della vittoria di Giorgia Meloni, Piazza Affari si rafforza e dopo mezz’ora di negoziazione il listino prende fiducia

Piazza Affari si rafforza e dopo mezz’ora di negoziazione il listino prende fiducia, con un risultato netto delle elezioni. Il Ftse Mib, partito in cauto calo, guadagna ora l’1,29% a 21.338 punti. Al centro dell’attenzione i titoli finanziari, il 29% dell’indice Ftse Mib e sono particolarmente sensibili allo spread BTP-bund. Intesa Sanpaolo sale del 2,7%, Unicredit dell’1,28%, Finecobank del 3,8 per cento Tra le societa’ a controllo statale soffrono quelle dell’energia (Enel – 0,8% ed Eni -0,6%) ma Leonardo guadagna l’1,67% e Poste l’1,65 per cento. Corre Tim (+5% a 0,19 euro),uno dei dossier caldi sul tavolo del prossimo Governo.

Elezioni, analisti: “Spread atteso in assestamento a 230-250 punti”

Lo spread dovrebbe risultare in leggero assestamento, ma sostanzialmente stabile intorno ai 230-250 punti nei prossimi mesi, in attesa che i mercati valutino la composizione della squadra di governo del centrodestra e la prossima legge di bilancio. E’ la valutazione degli analisti di Unicredit e di Equita nel dopo voto. “Ci aspettiamo una reazione contenuta sui mercati in termini di spread sui Btp nel breve periodo dato che il risultato delle elezioni e’ ampiamente in linea con i sondaggi. Restiamo del parere che lo spread resti intorno ai 250 punti base fino a fine anno – afferma Unicredit – ci aspettiamo che il presidente Mattarella dia al centro-destra l’incarico di formare un nuovo governo e che Giorgia Meloni sia la candidata premier. Nel frattempo, Mario Draghi restera’ in carica e iniziera’ la stesura della legge di Bilancio del 2023″. “Ci aspettiamo che lo spread possa assestarsi attorno a 230-250 in attesa che il mercato vada a valutare la composizione del governo e la legge di bilancio, a meno che non ci sia un cambio di tono da parte del nuovo governo o un deciso peggioramento del contesto macro. Una maggiore inflazione sia sul 2022 che sul 2023 lascia qualche spazio per mantenere il rapporto debito/Pil sotto controllo con le maggiori entrate fiscali in grado di compensare oneri finanziari e spese pensionistiche piu’ alte“.

Elezioni, Arfaras: “vittoria di FdI già apprezzata dai mercati”

La vittoria alle elezioni italiane di Fratelli d’Italia “era’ gia’ stata prezzata dai mercati, una vera alterazione dei prezzi non c’e’ stata e non poteva esserci“. Giorgio Arfaras, economista del Centro di Ricerca e studi Luigi Einaudi di Torino, a colloquio con l’AGI, all’indomani del voto parla di una vittoria di FdI “gia’ ampiamente prevista e senza estremismi”. Il che spiega, osserva l’economista, “perche’ lo spread e’ rimasto dov’e’ e perche’ la Borsa, gia’ morta dal 2008 ha fatto solo un piccolo rimbalzo“. E prosegue nella riflessione: “Se le promesse di Meloni saranno mantenute, e cioe’ una qualche austerita’ di bilancio e il filo europeismo, considerando che gli altri due partiti della sua coalizione hanno raccolto insieme la meta’ dei voti di FdI, dovrebbe essere un meccanismo di stabilizzazione. Anche perche’ non puo’ permettersi di perdere i soldi del Pnrr e innescare una crisi finanziaria“.