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Sorrisi, serenità e trasparenza: per la Reggina inizia una nuova era

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Una “nuova-vecchia” era, forse, se vogliamo essere precisi. Perché si riacquista l’identità reggina (con Cardona), ma in generale calabrese (con Saladini). Perché si torna a mantenere quel profilo basso, umile, che faceva simpatia a tutta Italia. Perché la conferenza stampa odierna è stata contraddistinta da sorrisi, tanti; da ironia, leggera; da serenità, più volte pronunciata; e soprattutto da trasparenza e legalità

Una ventata d’aria nuova e fresca, nonostante il caldo torrido di questi giorni in riva allo Stretto e in special modo alle ore 13. Una ventata d’aria nuova e fresca è quella che ha portato in dote la conferenza stampa odierna, in cui il neo proprietario della Reggina Felice Saladini ha annunciato come nuovo Presidente del club amaranto il Prefetto ed ex arbitro Marcello Cardona. Una ventata d’aria nuova e fresca non solo perché società e città si lasciano dietro 50 giorni lunghi ed estenuanti, successivi ad altrettante settimane agitate, ma anche perché i profili protagonisti, e le loro parole, aprono di fatto completamente a una nuova era.

Una “nuova-vecchia” era, forse, se vogliamo essere precisi. Perché si riacquista l’identità reggina (con Cardona), ma in generale calabrese (con Saladini). Perché si torna a mantenere quel profilo basso, umile, che faceva simpatia a tutta Italia (quello di Granillo, Foti e Praticò, più volte nominati dallo stesso Cardona) e che era entrato in contrasto – nella gestione precedente – con  un atteggiamento diverso (per scelta), più altezzoso e più antipatico; un modo di fare che pure all’inizio piaceva e ci poteva pure stare, ma che la tifoseria ricorderà infelicemente per i recenti fatti noti, accantonandolo e tornando a preferire quello di sempre. Perché la conferenza stampa odierna è stata contraddistinta da sorrisi, tanti; da ironia, leggera; da serenità, più volte pronunciata; e soprattutto da trasparenza e legalità, concetti ripetuti all’inverosimile, quasi stancando e annoiando, concetti che la piazza aveva però in un certo modo bisogno di sentire e avere propri.

Per la Reggina inizia oggi una nuova era perché a rappresentarla c’è un Prefetto, un Questore in diverse città d’Italia, una Istituzione nel vero senso della parola, una figura stimata e conosciuta in tutta Italia. E un reggino vero, che dal punto di vista comunicativo ha colpito nel segno reincarnando quei concetti di regginità, di calabresità. Perché, lo ha ripetuto più volte, “noi siamo così”. Siamo “quelli dei grandi pranzi a Pasquetta”, siamo quelli di “Granillo e Foti”. Un’ironia calzante, accompagnata dal sorriso contagioso del proprietario Felice Saladini, il quale ha lasciato la scena quasi sempre all’ex arbitro e che, quando ha preso la parola, lo ha fatto con una voce tremolante, rotta dall’emozione di una quasi prima volta. Lui che si è fatto da solo, da Lamezia a Milano, ma che al Granillo, davanti alla stampa, e davanti alla presentazione di una figura come Marcello Cardona, quasi non riusciva a parlare. Segno di umiltà, di uno che vuole fare le cose per bene. Lo vuole, e chiede, la tifoseria, lo ha assicurato lui e lo stesso ha fatto anche Cardona, ribadendo la solidità e serietà del soggetto, che “programma le cose per tempo e non esiste che tra un anno ci iscriveremo al campionato l’ultimo giorno”. Il tutto nel segno della serenità, della leggerezza, della trasparenza, del rispetto dei ruoli. E sognando. Perché, come ha chiuso Felice Saladini, “si può fare”. I sogni si possono realizzare.