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Reggio Calabria: è caos in consiglio comunale, il Centro/Destra presenta la mozione di sfiducia. Tensione tra Milia e Burrone [VIDEO, INTERVISTA e FOTO]

  • Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Reggio Calabria: è caos in consiglio comunale. Il Centro/Destra presenta la mozione di sfiducia: “non c’è alternativa al ritorno alle urne”

Consiglio comunale di Reggio Calabria infuocato quello che si sta svolgendo oggi. E’ la prima assise dopo circa 7 anni senza il sindaco Falcomatà, condannato, insieme ad altri assessori e consiglieri, nell’ambito del processo Miramare ed in aula la tensione è fortissima. Il consiglio si è aperto con una missiva del Centro/Destra lettera dal consigliere Guido Rulli in cui si invoca il ritorno alle urne e si invita alla mozione di sfiducia. Nella lettera c’è scritto:

“Nel solco del garantismo, ci siamo lasciati nell’ultimo Consiglio comunale con l’attesa della pronuncia da parte della Magistratura sulle responsabilità penali del Sindaco Falcomatà e delle altre persone indagate dalla procura di Reggio Calabria nell’ambito del “processo Miramare”. In quella occasione, se ben ricordate, abbiamo chiesto di aprire un dibattito per consentire al Consiglio Comunale di poter agire senza il rischio di possibili condizionamenti, svolgendo tutte le attività necessarie ad un Comune che già vive una fase delicata di riequilibrio di bilancio. Abbiamo aspettato la conclusione del lavoro della magistratura, senza entrare nel merito dell’inchiesta, ma di certo eravamo preoccupati sul futuro di questa città. Criticità e difficoltà che dal 19 Novembre sono aumentate portando confusione nella gestione politico-amministrativa targata Falcomatà. Non c’è alternativa al ritorno alle urne. Lo ribadiamo, a scanso di equivoci. La democrazia non può restare sospesa, così come la città, ostaggio di un centrosinistra indolente dinanzi ai fatti e alle sentenze. Bisogna chiudere questa esperienza amministrativa e restituire ai reggini la possibilità di scegliere, con libere votazioni, da chi essere amministrati. Legalità e trasparenza, ripetutamente violate dalla Giunta Falcomatà, devono prevalere sugli interessi personali ed i giochi di potere. Lo si deve alla città le cui principali problematiche restano irrisolte, mentre il Sindaco viene condannato dalla Magistratura, sospeso dal suo ruolo ed i suoi uomini con la complicità dei partiti del centrosinistra, si spartiscono ruoli e poltrone pur di restare al timone di comando. Reggio non merita questo continuo oltraggio. Serve una nuova amministrazione comunale. Che possa affrontare e risolvere i problemi reali della città, accertata l’incapacità di questa maggioranza ormai da sette anni, riuscendo a rilanciare l’economia locale ed innalzare i parametri di vivibilità che, con questa Giunta, sono ai minimi storici. In attesa di verificare il lavoro della nuova società addetta al servizio di raccolta rifiuti, la crisi e l’emergenza in città resta devastante. Sostenere che la città non viva un’emergenza rifiuti, come ha fatto il facente funzioni pochi giorni fa, è un insulto all’intelligenza dei reggini. Rete idrica, manutenzione strade, rete fognaria, illuminazione stradale, cantieri, viabilità: argomenti e problemi accantonati da questa Giunta impegnata a spartire le poltrone nonostante le sentenze.

Quel che è certo è che sul Comune si sono addensate nubi che non lasciamo spazio a molto ottimismo. Da un lato le difficoltà dei numeri, dall’altro la battaglia politica tutta interna al Centrosinistra, con la città a rimetterci il prezzo più alto. Una lunga campagna elettorale regionale che si è giocata sulla pelle della città, che spinge la maggioranza del Consiglio comunale al tanto peggio tanto meglio, a non affrontare le emergenze di una città che non può spendere più un euro sui servizi essenziali (rete idrica, manutenzione strade, rete fognaria, illuminazione stradale). In questa situazione si trova il Comune di Reggio Calabria, in una condizione di bassissima capacità di riscossione delle entrate proprie, con un crescente accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità e i conseguenti anticipi della tesoreria. Una grande irresponsabilità, che unita alle responsabilità di chi governa rischia di produrre un black-out della città e della città metropolitana, della 95ª città d’Italia (fonti Sole 24ore).
– 104ª Tasso di occupazione;
– 100ª Cultura e tempo libero;
– 99ª Spesa sociale degli enti locali;
– 96ª Ricchezza e Consumi;
– 92ª Affari e lavoro;
– 86ª Ambiente e servizi;
– 79ª Incendi;
– 76ª Ecosistema Urbano;
– 52ª Giustizia e sicurezza;
Un’amministrazione comunale debole e divisa che sarà incapace di sfruttare e valorizzare al meglio i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e del nuovo sistema di mobilità sostenibile (MMS). Così come è evidente lo stallo, ormai cronico, dei cantieri cittadini, opere ferme, anche quelle che Falcomatà ha fintamente inaugurato in campagna elettorale e che ad oggi, dopo oltre un anno, restano inagibili. Resta sospeso il futuro della società in house Castore Spl a cui questa amministrazione non è riuscita a fornire le risposte necessarie tramite il reperimento dei fondi ed oggi a rischio chiusura. A fronte di questi infiniti disservizi, manca ad oggi una visione ed una programmazione di sui temi della rigenerazione urbana sostenibile e della transizione ecologica e digitale per valorizzare al
meglio possibili finanziamenti derivanti dal Recovery plan così come risultano abbandonati i progetti di Agenda Urbana. Inefficienze ed inoperosità che si accompagnano alla totale assenza di legalità e trasparenza, principi tanto sbandierati quanto ignorati dalla giunta Falcomatà in questi anni. A nulla è servito istituire uno specifico assessorato al ramo, frutto più di una scelta mediatica che di una vera e propria attuazione del rispetto delle regole. Nel 2016 in Consiglio comunale, abbiamo approvato il Codice Etico per la Buona Politica, prontamente tradito e disatteso da Falcomatà e la sua maggioranza all’indomani della sentenza per il “processo Miramare”. Così come risulta grave non aver ottemperato alle nozioni del Codice etico “Avviso Pubblico”, al quale Falcomatà aveva aderito, con tanto di campagna mediatica, a pochi mesi dal suo insediamento. I dettami del codice etico sono stati disattesi alla prima occasione da questa maggioranza. Subito dopo il rinvio a giudizio del 2019 nel “processo Miramare”, per seguire quanto riportato dalla carta di “Avviso Pubblico”, l’Amministrazione avrebbe dovuto senza indugio “promuovere la costituzione di parte civile della propria amministrazione nel relativo processo” (art. 21 – Rapporti con l’autorità giudiziaria).

Così non è stato. Lo stesso articolo 21 della Carta, prevede anche in caso di condanna non definitiva per reati cui la legge associ la sospensione della carica l’amministratore si impegna ad aderire spontaneamente e senza ritardi alle medesime prescrizioni previste per il caso di condanna definitiva, ossia “a dimettersi”. Il sindaco non solo non ha inteso rassegnare le dimissioni, così come i consiglieri e la giunta, ma anche proposto ricorso contro la sospensione. Dinanzi a tutto ciò e purtroppo a molto altro, Il centrodestra ribadisce che l’unica soluzione sia quella del ritorno al voto. Il Vice Sindaco, la Giunta, la maggioranza, siano leali con la città ed i cittadini, con le realtà produttive e le associazioni, con il terzo settore e con le società sportive, con i lavoratori ed i disoccupati, con tutti quei reggini che hanno bisogno di aiuto e non possono certo subire scellerate operazioni politiche. Per tanto si avanza una mozione di sfiducia motivata rivolta al sindaco (sospeso) Avv. Giuseppe Falcomatà, affinché in un barlume di coscienza rassegni le dimissioni e restituisca ai cittadini reggini la possibilità di scegliere, tramite elezioni, una nuova amministrazione comunale”.

Chi entra in consiglio comunale

I primi quattro punti hanno riguardato le sostituzioni dei consiglieri condannati: al posto di Armando Neri subentra Lavinia Marino, al posto di Giuseppe Marino entra Teresa PensabeneSaverio Anghelone è sostituito da Gianluca CalifanoAntonino Zimbalatti è sotituito da Antonio Ruvolo. In consiglio anche la surroga dei consiglieri Francesco Gangemi, Angela Martino e Lucia Anita Nucera, nominati assessori della giunta Brunetti.

Duro battibecco Milia-Burrone. Forza Italia abbandona l’aula

Nell’intervento in aula, il capogruppo di Forza Italia, Federico Milia, è stato durissimo contro la maggioranza di Centro/Sinistra: “non è possibile andare avanti così, si parla di tutto tranne che del terremoto avvenuto qualche settimana fa e che ha defenestrato Falcomatà ed altri esponenti del Centro/Sinistra. I cittadini sono senza acqua, senza illuminazione pubblica, mancano i servizi essenziali”. Il consigliere Burrone ha interrotto varie volte l’esponente di Forza Italia durante l’intervento di quest’ultimo tanto che, il presidente del consiglio, è intervenuto varie volte per riportare la calma. Successivamente gli esponenti azzurri hanno abbandonato il consiglio.

Pazzano: “Reggio Calabria è una città rassegnata”

Per Saverio Pazzano, esponente de “La Strada”, nel suo intervento durante il consiglio comunale ha detto: “Reggio Calabria è una città rassegnata dalla quale chi può va via e a questo hanno contribuito 7 anni di gestione approssimativa della cosa pubblica del Pd e alleati”.

Filomena Iatì non partecipa al consiglio comunale

Il consigliere Filomena Iatì del gruppo “Impegno ed Identità” ha abbandonato l’aula dopo una sua dichiarazione. Ai nostri microfoni spiega la sua posizione: “sono andata via dal consiglio comunale perchè la maggioranza prosegue con atteggiamenti arroganti. Oggi si discuteva di surroghe ed io ho voluto sottolineare come le convocazioni della giunta delle elezioni sia avvenuta in maniera illegittima”.

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