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Rasi (consulente Figliuolo): “quarta dose? Non sostenibile vaccinare ogni pochi mesi, basta la terza”

Vaccino covid Foto di Stephanie Lecocq / Ansa

Anche il CEO di Pfizer approva: “Questa ondata sarà l’ultima con così tante restrizioni”

Si continua a parlare di richiami vaccinali e quarta dose in Italia, nel momento in cui però la terza è ancora in atto, forse nel suo “periodo clou” a livello di somministrazioni. Tanti esperti si sono però espressi in questi giorni e hanno “frenato” sulla questione. A loro si aggiunge anche Guido Rasi, consulente del Commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo ed ex direttore esecutivo dell’agenzia europea del farmaco Ema, che ha parlato a Repubblica: Se è l’ora della quarta dose? Non direiha affermato – non ha senso mantenere il sistema immunitario continuamente attivato. Abbiamo una memoria che ci aiuta anche quando gli anticorpi calano. Forse non sarà in grado di evitare l’infezione, ma la malattia grave sì. In ogni caso non possiamo andare avanti con campagne vaccinali di massa ogni pochi mesi. Non è sostenibile. Bisognerebbe pensare a una risposta più strutturata”.

Secondo Rasi, anche se gli anticorpi dovessero calare, la terza dose già basta per una memoria immunitaria forte: “La terza dose, a differenza della quarta – ha proseguito – ha una motivazione forte”. C’erano dubbi anche prima di questo booster ma, ha puntualizzato l’esperto, “nel frattempo è arrivata Omicron. E abbiamo fatto bene a cambiare idea, perché oggi la terza dose ci sta difendendo. L’accettazione in Italia è stata molto buona, con oltre 26 milioni di vaccinati da novembre. Sappiamo bene dai vaccini che usiamo tradizionalmente che tre dosi consolidano la risposta della memoria immunitaria, e la realtà ce lo sta confermando. La quarta dose invece ci pone più domande che risposte. Al momento la consiglierei alle persone immunocompromesse, ai pazienti oncologici, a chi ha una riduzione rapida degli anticorpi perché è in dialisi. Gli anticorpi calano, come è naturale che sia, ma la memoria immunitaria, la risposta cellulare, restano attive ancora oggi. La quarta dose sarà sicura, ma non è scontato che una stimolazione continua e ripetuta dopo un po’ non crei problemi al sistema immunitario”. Per l’immunologo è necessaria invece una “risposta più strutturata”, che potrebbe passare dal creare “vaccini spray che producano un’immunità nelle mucose dell’apparato respiratorio, per esempio. O che siano facili da prendere, ad esempio per via orale come avviene con la polio. Oppure vaccini che riconoscano altre proteine del virus, più stabili della spike che muta rapidamente”.

A conferma della linea degli esperti sul tema ci sono anche le parole del CEO di Pfizer, Albert Bourla: “Questa ondata sarà l’ultima con così tante restrizioni”, ha affermato in un’intervista all’emittente francese Bfmtv. Per Bourla, “è importante avere tre dosi per avere una vaccinazione completa. Poi sarà sufficiente “una dose all’anno ad eccezione delle persone immunocompromesse che potrebbero essere vaccinate ogni trimestre”. “La questione non è di sapere se questo virus scomparirà o no – ha detto a Le Figaro – ma è: potremo riprendere una vita normale? E io credo di sì. Siamo ben messi per riuscirci in primavera, grazie a tutti gli strumenti a nostra disposizione: tamponi, vaccini molto efficaci, anche contro Omicron proteggono dai rischi di contagio e di morte, e i primi trattamenti da prendere a casa. Il Paxlovid arriverà a fine gennaio nelle farmacie francesi. Prescritto alle persone a rischio diagnosticate positive, cambierà la situazione per i nostri sistemi sanitari, svuotando gli ospedali”.