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Reggio Calabria, arrivano i migranti e i ragazzi del volley vengono sbattuti fuori dal Palloncino | FOTO

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Reggio Calabria, la città dello sport umiliato: squadra di volley espulsa dal Palloncino durante l’allenamento per l’arrivo dei migranti sistemati nell’impianto sportivo

Lo sport, a Reggio Calabria, è umiliato. Ancora una volta. Ieri sera i ragazzi erano ancora in campo ad allenarsi quando sono stati letteralmente sfrattati dal Palloncino, unica struttura pubblica della città in cui si può praticare la Pallavolo. E i ragazzi si stavano allenando in vista delle finali nazionali Under-18, un’importantissima vetrina a cui parteciperanno la prossima settimana rappresentando Reggio Calabria. Ma evidentemente in questa città non c’è spazio per chi vuole crescere con i sani e genuini principi dello sport: dopo lo Scatolone, devastato da anni di utilizzo come centro d’accoglienza, adesso tocca al vicino Palloncino vivere lo stesso triste destino.

I migranti, stavolta, non sono neanche arrivati in città. Ma Roccella Jonica è ormai off-limits, in Provincia non ci sono più strutture e gli sbarchi si susseguono senza sosta. La situazione è al collasso, e tutti sono ormai rassegnati che durerà così almeno fino all’autunno. E’ una storia di ogni anno, che si ripete. Eppure dal Comune avevano promesso la realizzazione dei moduli abitativi al porto – una situazione sicuramente più logica e coerente – in alcuni periodi c’è stata pure la nave quarantena ma oltre gli slogan della politica nulla è stato fatto per evitare che dietro la bandiera dell’accoglienza ci fosse la negazione dello sport ai cittadini locali.

Da un lato abbiamo ragazzi disperati che tentano di fuggire da miseria, violenze e povertà per costruirsi un futuro migliore. Dall’altro abbiamo ragazzi che vorrebbero semplicemente praticare lo sport che amano. In mezzo si frappone l’incapacità della gestione politica, da parte di chi avrebbe il compito di consentire che entrambe le parti possano realizzare il proprio percorso senza negare ad altri diritti basilari ed evitando così gravi umiliazioni.