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Reggio Calabria, l’importanza di recuperare l’ex Biblioteca Militare

L'ex Biblioteca militare a Reggio Calabria

Lo studioso Francesco Ventura sottolinea l’importanza che avrebbe il recupero dell’ex Biblioteca Militare a Reggio Calabria

Il Comando Reclutamento e Forze di Complemento Regionale Calabria, con sede all’ex Caserma “Carlo e Luigi Mezzacapo” di Reggio Calabria, il 30 marzo del 2001 apriva al pubblico la propria Biblioteca. L’iniziativa fu presa dal generale Alberto Nanni, in collaborazione con la locale sezione dell’ArcheoClub, presieduta dall’archeologo Giuseppe Alessandro Bruno. L’istituto restò fruibile fino al 6 novembre del 2007, quando gli Uffici del CRFCR furono trasferiti a Catanzaro, libri inclusi.

La dotazione bibliotecaria al suo apice si attestò attorno al migliaio di volumi, con alcune serie che la rendevano qualitativamente di interesse, come ad esempio la quasi totalità delle opere edite fino ai primi del 2000 dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiori dell’Esercito od anche l’intera serie delle tavole redatte dall’Istituto Geografico Militare relative alla Calabria. Il catalogo fu poi ampliato grazie a donazioni da parte di enti pubblici ed organizzazioni private, nonché col contributo di studiosi locali, tra cui il compianto filologo Franco Mosino, assiduo frequentatore della Biblioteca Militare, per come ricordato dall’allora bibliotecaria facenti funzione Filomena Tosi.

A quindici anni dal trasferimento a Catanzaro di quest’istituto, in riva allo Stretto è mancata un’alternativa seria e concreta in grado di compensare la perdita di quella biblioteca, un autentico unicum in materia di storia militare contemporanea – commenta lo studioso Francesco VenturaSono sicuro che sarebbe fattibile allestire una buona sezione tematica presso un ente pubblico già esistente, penso innanzitutto alla Biblioteca Comunale di Reggio, possibilmente con la collaborazione del CRFCR Calabria stesso, a cui magari si potrebbero pure aggregare le sezioni locali dell’Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Sono consapevole di non avere le energie per portare avanti questa proposta, dunque spero possa essere fatta propria da chi invece lo potrà e così compiere un’azione culturalmente benemerita“.