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L’ospedale di Pregliasco nega le cure a chi non ha la 3ª dose: un sopruso senza precedenti nella storia dell’Europa democratica

pregliasco nega le cure a chi non ha terza dose

Fabrizio Pregliasco nega le cure a chi non ha effettuato la terza dose all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi

Un vaccinato no vax, praticamente. Chi non ha la terza dose, ma ne ha almeno due, quindi è vaccinato, non può farsi curare in ospedale. E’ la decisione dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, è la decisione, ancor di più, del professor Fabrizio Pregliasco, uno dei virologi-star che da inizio pandemia alimenta la narrazione del terrore e l’allarmismo dilagante, arrivando così anche a negare le cure in ospedale a chi non ha terza dose. La notizia è stata lanciata da “Fuori dal Coro”, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano che ha evidenziato, tramite un servizio, il modo di agire dell’ospedale.

Lo ha fatto tramite le testimonianze di due pazienti, Raffaella e Kevin, in attesa di intervento chirurgico da molto tempo. “Mi hanno chiesto se avevo fatto la terza dose”, denuncia Raffaella, che dopo due anni di attesa per un intervento al piede viene finalmente chiamata per l’operazione, che però le viene negata perché senza Super Green Pass. “Abbiamo ricevuto l’indicazione dal professor Pregliasco”, rivelano al telefono dall’ospedale. E’ stato lui a firmare un documento ufficiale, fatto girare a tutto il nosocomio tramite mail interna, in cui si sottolinea che i pazienti devono essere in possesso della terza dose, guariti dal Covid da meno di 6 mesi o con la seconda da meno di 5 mesi. Una comunicazione, chiaramente, soltanto interna, che non può “uscire”. E non può uscire perché prevede un obbligo, anzi un sopruso, non previsto in realtà da nessun decreto del Governo, e ci mancherebbe pure. Un vergognoso sopruso senza precedenti nella storia dell’Europa democratica. Lo Stato infatti non impedisce una distinzione tra vaccinati e non o ancor di più tra vaccinati con due dosi o con tre. Tutti hanno diritto ad essere curati ed è ciò che spiega Raffaella: “Io pago le tasse, pago il Servizio Sanitario Nazionale, e non capisco perché non posso ricevere le cure quando e se ne ho bisogno. Tutti dovrebbero avere diritto alle cure.

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