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Quirinale, è tutto in alto mare: si susseguono gli incontri ma non c’è intesa, i partiti giocano a carte coperte

Foto di Francesco Ammendola

Quirinale, è tutto in alto mare: si susseguono gli incontri ma non c’è intesa. Resta in campo Berlusconi ma gli alleati cercano altri nomi

Incontri su incontri ma ancora non c’è un’intesa e nemmeno un nome sul prossimo Presidente della Repubblica. E’ quanto sta avvenendo tra i vari partiti di Centro/Destra e Centro/Sinistra, i quali sembrano giocare tutti in difesa ed a carte coperte. Dopo l’incontro fra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, è seguito quello fra Giuseppe Conte e Matteo Salvini e, oggi, quello fra Enrico Letta e Matteo Renzi, in contemporanea con il vertice di Forza Italia ad Arcore e la telefonata di Silvio Berlusconi a Giorgia Meloni e Matteo Salvini (domani è previsto un vertice). Inoltre, Enrico Letta ha incontrato Enzo Maraio, leader dei socialisti, successivamente il gruppo FacciamoEco ed infine Sudtiroler Volkspartei e Union Valdotain. Ad onor del vero Silvio Berlusconi resta in campo, domani dovrebbe sciogliere la riserva, ma di fatto la sua candidatura è “crollata” in quanto il leader di Forza Italia, non è andato oltre i voti del Centro/Destra tradizionale. Lega e Fratelli d’Italia, in vari dichiarazioni, sembrano aver “dimenticato” Berlusconi parlando di “nomi autorevoli per il Colle” e di “varie alternative”.

“Convergenza sul patto di legislatura” tra Letta e Renzi. Il M5S apre a Draghi

Nell’incontro tra Matteo Renzi ed Enrico Letta, dal Nazareno confermano che si è trovata una “convergenza sul patto di legislatura“. L’impressione fra gli esponenti dem, comunque, è che alla fine si confluirà verso l’unico nome che sembra garantire l’orizzonte 2023 per governo e legislatura, Mario Draghi, con un contestuale accordo con il centrodestra sul governo. Quel che è certo è che le “carte sono coperte” e ci vorranno giorni per arrivare ad una quadra chiara. “Il premier in carica è il nome in ‘pole’ per il Colle”, spiegano fonti parlamentari del Pd che sottolineano come, sul suo nome, ci siano dei “problemi da risolvere nel M5S“, viene sottolineato che “vi è una sorta di scetticismo in alcuni grillini su cosa succederà se Draghi salirà al Quirinale”. Da sottolineare che ieri c’è stata un’apertura, nel corso dell’assemblea dei deputati pentastellati, nella quale è stato chiesto di togliere ogni veto sulla “carta Draghi” e di “sostenere il tentativo di Giuseppe Conte perchè si eviti una crisi di governo”. Alla fine non è detto che spunti un nome a sorpresa…