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Elezione Presidente della Repubblica, Sgarbi frena Berlusconi: “operazione scoiattolo ferma. Cerchi un altro candidato”

Frenata nella cosiddetta “operazione scoiattolo” e nella candidatura al Quirinale di Berlusconi: Vittorio Sgarbi consiglia al Cavaliere di scegliere un nuovo candidato

Operazione scoiattolo“, il nome dell’operazione a supporto della possibile candidatura di Silvio Berlusconi a nuovo Presidente della Repubblica. Per chi se lo stesse chiedendo, possibile che il nome lo abbia scelto lo stesso Cavaliere, seppur non si conosca il motivo. In cosa consiste? Si tratta del convincimento di alcuni elettori indecisi, molti dei quali del Gruppo Misto, ma qualcuno anche delle fazioni politiche opposte, attraverso un giro di telefonate al fine di ottenere una base che consenta la vittoria del leader di Forza Italia. Le telefonate partono dallo smartphone di Vittorio Sgarbi, prestatosi a fare da “centralinista” per racimolare voti importanti.

Eppure l’operazione sembra aver avuto qualche intoppo proprio mentre la candidatura di Berlusconi viene messa in discussione dall’indecisione della destra. “L’operazione scoiattolo si è fermata. Se fossi in Berlusconi, cercherei un altro nome per il Quirinale“, a dichiararlo è lo stesso Vittorio Sgarbi a “Un giorno da pecora”. “Ci devono essere inquietudini di natura psicologica nel candidato, è rimasto a Milano. Credo che questa pausa dipenda dal fatto se esista una via d’uscita onorevole. – ha spiegato il critico d’arte – Tra la campagna contro di lui e l’obiettiva incapacità di prendere voti sul fronte avverso… E’ un’impresa pressoché disperata. Tra malati, no vax che non possono votare e franchi tiratori, lui parte da 400 elettori. Dovrebbe averne altri 105. Io non mi arrenderei, ma il fatto che lui ritardi l’arrivo mi fa pensare… L’ho sentito ieri sera, era abbastanza triste: ho la sensazione che stia cercando una via d’uscita con un nome gradito a lui. Anche se facessi tutte le telefonate, magari mi risponderà la metà: non basterà. Ci vorrebbe un miracolo, dovrebbero dire sì tutti quelli che chiamiamo“.

Intanto, il leader della Lega, Matteo Salvini, prepara una proposta. “Il problema non è che Salvini voglia realisticamente cercare un altro nome. Il problema è che il nome sia condiviso e magari proposto da Berlusconi. Io gliel’ho detto dall’inizio: ‘dì il nome di Draghi e li metti all’angolo’“, spiega Sgarbi aggiungendo che il nome “voleva farlo lui e vuole ancora farlo lui. Se fossi in lui, già oggi direi ‘cerchiamo un altro nome’. Credo che entro domani decide di cercare un nome nuovo“.