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Trieste, i portuali non mollano: “proteste ad oltranza fin quando non tolgono il Green Pass”

  • Foto di Paolo Giovannini / Ansa
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  • Foto di Benedetta Moro / Ansa
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“Come Coordinamento siamo qui perché con oggi più del 40% di lavoratori non sarebbe potuto entrare a lavorare. Cioè circa 400 che hanno lavorato per due anni senza sanificazioni”: le parole di Stefano Puzzer, leader del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste

“La protesta va avanti fino a quando non tolgono il Green pass”. Lo ha annunciato oggi Stefano Puzzer, leader del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste, in una conferenza stampa al Varco 4. Puzzer ha detto che “tanta gente in pullman che arriva da fuori viene bloccata. Non credo sia per motivi di ordine pubblico, è un segnale che la dittatura è iniziata”, ha aggiunto. “Come Coordinamento siamo qui perché con oggi più del 40% di lavoratori non sarebbe potuto entrare a lavorare. Cioè circa 400 che hanno lavorato per due anni – io sono vaccinato – senza sanificazioni. Unico che si è preoccupato è stata l’autorità che ci ha dato gel e mascherine, altre aziende hanno solo fatto un passo. Il Protocollo è stato rispettato forse per il 10%”, ha spiegato. “Noi abbiamo sempre lavorato e il volume di traffico è aumentato del 45%. La risposta è stata: se non avete il Green Pass non entrate. Il Green pass non è una misura sanitaria ma economica, un ricatto che è stato fatto alla gente per far andare a far vaccino”.

Il leader del coordinamento è poi tornato sulla trattiva messa sul tavolo dal Governo, che aveva proposto la possibilità dei tamponi gratuiti nei confronti dei portuali sprovvisti del Certificato vaccinale: “dallo Stato è arrivata un’istigazione alla violenza quando hanno cercato di comprarci offrendoci tamponi gratuiti”. Lo ha detto Stefano Puzzer, promotore dello sciopero dei portuali di Trieste in un comizio. “Proponendo i tamponi solo per la nostra categoriaha motivato la sua affermazione – ha istigato gli altri lavoratori alla violenza dimostrando che chi batte i pugni può avere dei privilegi”.  Puzzer si è infine richiamato alla Costituzione sul diritto al lavoro e la libertà di scelta, non essendo obbligatorio il vaccino.

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