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Messina, il Sindaco ci ripensa: le scuole restano aperte dopo una domenica di ordinaria follia

Tags: Cateno De Luca

Scuole aperte e scuole chiuse, caos totale a Messina: il sindaco annuncia la dad, poi ci ripensa dopo la sentenza del Tar sul comune di Siracusa e una nota al vetriolo del sottosegretario Floridia. Alle mamme: “non mi contattate più, non posso fare nulla”

“A Messina domani la scuola sarà aperta”. Cateno De Luca, dopo aver annunciato un’ordinanza che prevedeva la Dad, torna sui suoi passi dopo la sentenza del Tar sul comune di Siracusa e una nota al vetriolo del sottosegretario Floridia. Il primo cittadino, in una diretta facebook, annuncia, dopo una giornata di ordinaria follia: “basta così, mi arrendo. Guarda che caso: la nuova ordinanza del Tar esce pochi minuti dopo il mio annuncio del primo pomeriggio. In zona arancione non posso fare nulla. Domani tutti in presenza, mi dispiace per studenti e genitori”. Nel pomeriggio aveva detto: “io ci provo, articolo l’ordinanza in un altro modo, dopo la sentenza del Tar, nella speranza che regga. Domani non si va a scuola e si fa la dad, poi se domani qualcun altro deciderà di fare ricorso e il Tar ci darà torto vorrà dire che martedì o mercoledì si tornerà in presenza. Ma per me siamo zona arancione e io ci provo per scardinare questo principio assurdo che è torniamo a scuola, ci contagiamo e poi andiamo in dad”. Presenti, il Vicesindaco Carlotta Previti; gli Assessori Dafne Musolino e Alessandra Calafiore; e i Consiglieri comunali Nello Pergolizzi, Francesco Cipolla, Serena Giannetto e Alessandro Di Leo, hanno affrontato il problema relativo alla ripresa dell’attività scolastica in presenza.

Il Tar di Catania accoglie ricorso del Miur sulla chiusura delle scuole nel comune di Siracusa, situato in “zona arancione”

“Il Ministero dell’Istruzione ieri ha impugnato l’ordinanza del comune di Siracusa su chiusura delle scuole”. E’ quanto affermano il Presidente del Comitato Scuola in Presenza – Messina, Cesare Natoli e gli avvocati Armando Hyerace, Massimo Nicola Marchese, Aurelio Rundo Sutera. “Appena pubblicato il decreto cautelare che accoglie la richiesta di sospensione specificando che “c) il Comune di Siracusa è attualmente “zona arancione”; d) ne consegue che l’ordinanza impugnata viola i parametri normativi appena indicati, che appaiono prevalenti rispetto a quanto disposto con ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 1 in data 7 gennaio 2022”. Il TAR quindi chiarisce che il potere discrezionale dei sindaci in materia di chiusura delle scuole può essere esercitato esclusivamente in zona rossa, che in una Città “normale” avrebbe messo la parola fine ad una vicenda grottesca e patetica tristemente giocata sulla pelle di bambini e ragazzi delle Scuole siciliane. Non è così a Messina, dove il Sindaco ha appena comunicato che disporrà una nuova ordinanza di chiusura delle scuole, incurante dei pronunciamenti dell’Autorità Giudiziaria. Una ordinanza che, a questo punto e con un quadro normativo assolutamente chiaro, al netto di eventuali responsabilità anche di carattere penale, non potremo che impugnare per fare ristabilire nuovamente l’ordine violato da chi continua a usare la comprensibile preoccupazione dei cittadini come facile strumento di consenso politico”, concludono.

Messina, Floridia contro De Luca: “le scuole non si chiudono per paura e comodità. Basta la politica gridata da sceriffi”

“Ho atteso nel silenzio la prima settimana di scuola. L’inizio poteva anche essere complicato. Ma adesso basta! Che nessuno continui a privare del diritto allo studio i più piccoli, i nostri giovani, tenendo le scuole chiuse mentre tutto il resto è aperto! In Sicilia un’ordinanza di Musumeci ha creato lo scompiglio e da troppi giorni c’è confusione. Questa ordinanza, malamente interpretata, viene utilizzata per chiudere le scuole in zona rossa o arancione, indiscriminatamente. E non solo. Le scuole non si devono chiudere, neanche in quelle zone, salvo in caso di focolai o gravi e comprovate situazioni”. E’ quanto afferma su Facebook il Sottosegretario all’Istruzione, la messinese Barbara Floridia.Non si chiudono per precauzione, per paura, per comodità. Non si chiudono per poi lasciare che il pomeriggio i ragazzi escano per le città a giocare e incontrarsi come nulla fosse! Lo chiedo a tutti i sindaci e in particolare al sindaco di Messina città della quale conosco molto bene la popolazione scolastica e le sue necessità, la smetta di fare campagna elettorale sul tema scuola e permetta ai nostri studenti di esercitare al meglio il diritto allo studio. Ne hanno bisogno loro. Ne abbiamo bisogno noi affinché la nuova generazione possa un giorno, con le parole imparate a scuola, combattere l’ignoranza che dilaga e indebolisce la nostra democrazia, superare le paure che fanno prendere decisioni d’istinto e non di conoscenza e riconoscere le falsità che certa politica diffonde. È gravissimo il danno che stiamo procurando a questa generazione! Non esisteranno ristori per loro. Ci sono ragazzi che vivono in alcuni quartieri delle città che solo a scuola trovano un ambiente sicuro dove crescere e trascorrere la giornata. Basta la politica gridata da sceriffi. Ci vuole un bagno di umiltà e coraggio. Nonostante tutte le difficoltà di questa pandemia, abbiate la forza di fare la cosa più giusta.Non più  facile. Non più popolare. Più giusta. E sappiamo tutti qual è. Spalancate le porte delle nostre scuole. La scuola è presidio di educazione alla legalità di cui abbiamo un cocente bisogno. Ragazzi, desiderate la scuola in presenza. Sarà la vostra ancora di salvezza in un mondo pieno di sfide e di mediocri“, conclude.

Messina, De Luca risponde a Floridia: “si aspetta che ci si infetti per tornare in Dad”

Non va giù la nota del Sottosegretario all’Istruzione, la messinese Barbara Floridia, al sindaco di Messina, Cateno De Luca. Il primo cittadino afferma: “nessuno continui a privare del diritto allo studio i più piccoli, i nostri giovani, tenendo le scuole chiuse mentre tutto il resto è aperto! In Sicilia un’ordinanza di Musumeci ha creato lo scompiglio e da troppi giorni c’è confusione. Questa ordinanza, malamente interpretata, viene utilizzata per chiudere le scuole in zona rossa o arancione, indiscriminatamente”. “Questa presa di posizione del rappresentante del Governo nazionale, si registra, guarda caso – prosegue il Sindaco De Luca – poco prima della pubblicazione del decreto del Tar di Catania di sospensione dell’ordinanza del Sindaco di Siracusa, relativa alla chiusura delle scuole in quanto comune in zona arancione. Secondo il TAR, i Sindaci per la normativa nazionale possono disporre l’attività in DAD soltanto se il proprio Comune è dichiarato zona rossa, pertanto l’ordinanza del Presidente della Regione siciliana N. 1 del 7 gennaio 2022, che prevedeva, sia la zona rossa che la zona arancione presupposto per l’attività scolastica in DAD, è in contrato con la legge nazionale. Pertanto – sottolinea De Luca – non posso fare nessuna ordinanza in quanto Messina è in zona arancione”.

Mi viene spontaneo dire al Sottosegretario Floridia, siete proprio voi a livello nazionale a generare una grande confusione. E bisognava attendere tutto questo tempo per intervenire visto che l’ordinanza è datata 7 gennaio?. Francamente leggendo, oltre al dispositivo del Tribunale Amministrativo Regionale, le implorazioni del sottosegretario alla Pubblica Istruzione che recitano: “Le scuole non si devono chiudere per precauzione, non bisogna creare allarmismi e paure, perché le scuole si chiudono soltanto se sussistono dei focolai accertati”. “Spalancate le porte delle nostre scuole”, “I ragazzi devono desiderare la scuola in presenza”, io Sindaco non posso fare nessuna ordinanza”, ha precisato De Luca. “Voglio rammentare a tutti, e in primis a coloro che sbandierando il diritto allo studio, la funzione socio pedagogica degli istituti scolastici, di fatto continuano a sparare corbellerie, che sono loro stessi violare la democrazia. Dinnanzi ad una situazione di emergenza non bisogna mai attendere, a maggior ragione quando si tratta della salute e dell’incolumità pubblica. Lo dissi più di un anno fa – ha continuato De Luca – bisogna avere il coraggio di assumersi la responsabilità di introdurre l’istituto del doppio turno programmando un serio investimento per pagare il disagio degli insegnanti, al fine di prevenire ciò che stiamo vivendo adesso. È sempre meglio pagare il prezzo del disagio e non attendere che la situazione epidemiologica degeneri sempre più. Questa attesa altro non è che una presunzione di Stato”. A conclusione del suo intervento il Sindaco De Luca ha affermato, “noi la subiamo, ma non ci allineiamo in silenzio, né tantomeno posso augurare ai ragazzi di tornare in DAD, anzi, spero tanto che si rimanga in presenza, affinché essa sia il segnale di un miglioramento della curva dei contagi. Certamente lungi da me la pseudo prevenzione attualmente in atto nell’ambito scolastico della serie: “contagiatevi, poi lo accertiamo e successivamente si va in DAD”. “Mi dispiace, ma Io non posso fare nulla!”, ha concluso De Luca attrezzandosi a trascorrere la notte, sempre in attesa di risposte da parte del Governo nazionale, con una tenda da campeggio.