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Personaggi storici messinesi, il nobile Alaimo da Lentini: dalle amicizie coi Re alla condanna a morte

alaimo da lentini

Personaggi storici messinesi: la storia del nobile Alaimo da Lentini, o da Leontino

Il consueto viaggio di StrettoWeb nella storia di Messina e dei suoi personaggi ci porta oggi alla scoperta di Alaimo da Lentini, o da Leontino, nobile siciliano vissuto nel 1200. Nato nella città dello Stretto nel 1210, si affacciò relativamente tardi alla vita politica siciliana, dal 1250 in poi. Della sua vita precedente si sa ben poco, salvo andare a ricomporre l’albero genealogico. Alaimo era infatti discendente di una nobile famiglia normanna. Il capostipite, il cavaliere Lanfranco, nell’813 riuscì a difendere la città siciliana di Lentini e da qui ne prese il cognome.

L’inizio della carriera politica e gli onori ricevuti da Re Carlo I

Tornando ad Alaimo, invece, questi si fece notare nel 1254, quando – dopo aver partecipato alla congiura contro l’ultimo sovrano della dinastia sveva del Regno di Sicilia, Manfredi – fu mandato in esilio e fu nuovamente protagonista nel 1268 come fautore degli Angioini. Nei primi anni del 1270, il Re Carlo I lo nominò consigliere e familiare regio, mentre nel 1274 giustiziere del principato di Benevento. Sempre su volere del Re Carlo, gli fu data in sposa Macalda di Scaletta, baronessa di Ficarra e molto più giovane di lui, da cui ebbe due figli: Tommaso, barone di Castelvetrano, e Alanfranco, barone di San Basilio.

L’amicizia con Re Pietro III e le accuse del figlio Giacomo

Nel 1282 prese il posto di Baldovino Mussone, primo capitano di Messina battuto a Milazzo all’inizio della rivolta del Vespro, e successivamente ricevette ulteriori onori dal Re d’Aragona Pietro III. La posizione importante, e la sua influenza, si ritorsero però contro Alaimo quando Giacomo III, figlio del Re Pietro, cominciò a disapprovare le sue azioni. E così nel 1284 arrivò l’accusa di tradimento e la prigionia, per tre anni. Il padre, Pietro, respinse l’accusa, ma alla sua morte Giacomo riuscì a incastrare nuovamente Alaimo, condannato a morte e gettato in mare avvolto in un lenzuolo intorno al 1287.