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Gratteri, frecciata a Draghi: “dopo notizia attentato non mi ha chiamato. Esperto di finanza, ma sul resto non tocca palla”

gratteri draghi

Gratteri: “Draghi non pervenuto per quanto riguarda la giustizia e la sicurezza, mi sembra solo un buon esperto di finanza. Sul resto non tocca palla o, se lo fa, mi preoccupa ancora di più perché non capisce che facendo così sfascia tutto”

Non le ha mandate a dire, Nicola Gratteri. Il procuratore di Catanzaro, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, ha affrontato tanti argomenti. Uno dei più importanti, su Mario Draghi: “dopo la notizia dell’attentato che volevano compiere contro di me, né lui né la ministra Cartabia mi hanno chiamato, ha confessato. E sempre sul Premier: “non pervenuto per quanto riguarda la giustizia e la sicurezza, mi sembra solo un buon esperto di finanza. Sul resto non tocca palla o, se lo fa, mi preoccupa ancora di più perché non capisce che facendo così sfascia tutto“.

In merito alla riforma della Giustizia “la cosa che mi preoccupa di più – ha affermato – è la riforma dell’ordinamento giudiziario: ad esempio la separazione delle carriere. Bisognerebbe facilitare il passaggio tra procura e tribunale, perché così si ha la completezza del magistrato, io ad esempio so che cosa serve per arrivare a una prova grazie all’esperienza che ho fatto da giudice. In questa riforma c’è molta rabbia, é una sorta di resa dei conti. Con questa riforma, chi fa il giornalista non può dare notizie. Ma l’indagato e il suo avvocato posso parlare e dare la loro versione dei fatti. Purtroppo la magistratura ha perso un’occasione in questi anni, poteva fare delle riforme interne ma non ha voluto cedere il proprio potere. C’è un abbassamento dell’etica, nessuno ha più rossore o vergogna e la politica è assente su questo tema. Ma un governo di larghe intese significa avere l’opposizione debole, perché quando invece non c’è una grande maggioranza come questa, l’opposizione può fare la voce grossa. Queste riforme vanno bene a tutti, dalla sinistra alla Lega: io sto ai fatti e i fatti dicono che tutti i partiti che compongono il governo hanno votato a favore delle riforme della giustizia” .

“La riforma del Csmprosegue – non depotenzia le correnti, anzi. Si creeranno due poli nella magistratura, uno di destra e uno di sinistra. Io continuo a pensare che a una certa politica giovi che la magistratura sia in queste condizioni perché ad ogni scivolone è autorizzata a fare nuove modifiche normative, un antipasto per controllarne il potere. E state attenti a quello che succederà anche all’ordinamento penitenziario. Sicuramente nella nomina alla procura nazionale antimafia, chi è iscritto ad una corrente è molto, molto avvantaggiato. Io questo già lo sapevo ma ho fatto la scelta di non iscrivermi. Io non conosco nemmeno il 50% dei membri del CSM, non li riconoscerei nemmeno per strada, perché non li frequento – ha detto ancora – Io ho fatto domanda alla procura antimafia perché pensavo di avere l’esperienza necessaria, facendo da sempre contrasto alla criminalità organizzata: non esiste nessun magistrato al mondo che abbia fatto più indagini di me sulle mafie. Quando non è arrivata la nomina, mi sono dispiaciuto e agli occhi della ‘ndrangheta e della mafia sono diventato un perdente, ma ricevo ogni giorno la stima e l’affetto delle persone che mi vogliono bene e che mi incoraggiano ad andare avanti”.

In chiusura, un pensiero su Falcone e Borsellino: “due monumenti, due persone che ho scelto a modello, ma sono di un’intelligenza irraggiungibile. Falcone capiva le cose vent’anni prima degli altri ed é per questo che è stato ostracizzato da tanti suoi colleghi gattopardi”.