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Covid, il report Iss-Istat sui decessi: l’età media dei morti è 80 anni, il 67.7% aveva almeno 3 patologie preesistenti

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E’ stato reso noto il rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia aggiornato al 5 ottobre 2021 e pubblicato sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di 80 anni, quella mediana di 82. E’ quanto si legge nel rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia aggiornato al 5 ottobre 2021 e pubblicato sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità. Nel periodo preso in considerazione sono 1.601, dei 130.468 (1,2%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 399 di questi avevano meno di 40 anni (245 uomini e 154 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Il report poi sulle vittime per settimana di calendario, a partire dalla 3° settimana di febbraio 2020 (la data del primo decesso risale al 20 febbraio 2020). L’età media dei decessi settimanali è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1° settimana di luglio 2020) per poi calare leggermente; un’ulteriore riduzione dell’età media dei decessi è stata rilevata a partire dai mesi di febbraio-marzo 2021 (80 anni nella 2° settimana di febbraio 2021), fino a raggiungere i 72 anni nella 2° settimana di luglio 2021. “Questa riduzione nell’età media dei decessi è verosimilmente conseguenza dell’effetto protettivo delle vaccinazioni nella popolazione più anziana cui è stata data priorità nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2”, si legge. Dalla seconda settimana di luglio 2021 l’età media dei decessi è aumentata leggermente restando comunque sotto gli 80 anni.

Patologie preesistenti in un campione di deceduti: il 2,9% non aveva patologie preesistenti

L’istogramma pubblicato dall’ISS presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) in un campione di pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 7.910 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Le cartelle cliniche sono inviate all’ISS dagli ospedali secondo tempistiche diverse, compatibilmente con le priorità delle attività svolte negli ospedali stessi. Il campione è quindi di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero, e le Regioni sono rappresentate cercando di conservare una proporzionalità rispetto al numero di decessi. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7. Complessivamente, 230 pazienti (2,9% del campione) presentavano 0 patologie, 902 (11,4%) presentavano 1 patologia, 1.424 (18,0%) presentavano 2 patologie e 5.354 (67,7%) presentavano 3 o più patologie.

Patologie e complicanze più comuni osservate nei pazienti deceduti SARS-COV-2 positivi: il 65,8% soffriva di ipertensione arteriosa

Lo studio statistico presenta le più comuni patologie croniche preesistenti e le complicanze legate all’infezione da SARS-CoV-2. Secondo l’ISS, il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, cioè aveva la pressione alta. Il 23,5% era demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni il diabete, il 24,8% la fibrillazione atriale. E scorrendo ancora il grafico: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni. Per quanto riguarda il numero di patologie, la prevalenza di coloro che hanno 3 o più patologie aumenta con le età, mentre diminuiscono con le età le prevalenze di coloro che hanno meno di 3 patologie. Per tutte le patologie considerate il trend è statisticamente significativo.