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Da Sant’Eufemia d’Aspromonte l’invenzione che genera corrente elettrica: intervista a Giuseppe Condello

Risparmiare sui consumi elettrici casalinghi grazie ad un’invenzione innovativa che arriva dal cuore dell’Aspromonte: intervista al geometra eufemiese Giuseppe Condello

Nel momento in cui gli italiani ricevono la notizia del rincaro delle bollette, da Sant’Eufemia d’Aspromonte arriva un’invenzione che potrebbe rivoluzionare il modo di produrre corrente elettrica. Per ora si tratta ‘solo’ di un prototipo artigianale, ma secondo quanto racconta il suo inventore è talmente all’avanguardia da aver ricevuto il brevetto e dall’essere in attesa del marchio CE. A realizzarlo è stato il geometra eufemiese Giuseppe Condello, il quale insieme ad un amico ha deciso di rendere produttivo il lockdown dello scorso anno. E possiamo ormai dire che c’è riuscito. Dopo il brevetto ricevuto ad agosto, il prototipo è stato ora spedito all’estero perché venga ingegnerizzato.

L’innovazione riguarda un apparato per la generazione esponenziale di energia in grado di autoalimentarsi contrastando la scarica della fonte iniziale: in sostanza è l’energia utilizzata per il suo funzionamento che in qualche modo viene restituita. Si tratta di qualcosa che potrebbe apparire come una sorte di miracolo della fisica, ma Giuseppe Condello è certo che si può fare e lo avrebbe dimostrato con il suo apparecchio.

Come è nata l’idea? Da quando? L’idea – spiega lo stesso Condello ai microfoni di StrettoWeb – è nata un anno e mezzo fa: con l’inizio delle restrizioni per contenere la pandemia, ci siamo dedicati giorno e notte alla realizzazione di questo progetto, volevamo fare qualcosa di concreto. Dopo un anno e mezzo di lavoro intenso abbiamo portato avanti la nostra idea e con prove e riprove siamo riusciti a finire il progetto, abbiamo fatto un prototipo da laboratorio e ne abbiamo testato il funzionamento. Ora siamo in fase di ingegnerizzazione e dunque abbiamo spedito il prototipo all’estero. Il passo successivo sarà quello di ottenere il marchio CE e andare sul mercato. Per farlo lo presenteremo in televisione e batteremo tutte le strade utili a portarci ad una eventuale commercializzazione del prodotto”.

Condello avrebbe dunque praticamente riscritto alcune regole della fisica. I due ricercatori calabresi sono riusciti a mettere a punto un prodotto che partendo da un’energia fissa a batteria, attraverso dei circuiti combinati, ne produce il triplo o il quadruplo, fino al limite stabilito, superando di gran lunga i vecchi sistemi. “Da una batteria da 100 Ampere – racconta ancora il geometra – possiamo generare anche 2400 watt; in fisica 1 dà 1 non può dare 1,5; noi abbiamo 1 e prendiamo 2,4; è una cosa che non riesce a comprendere nessuno”. Ed effettivamente è così: quella di Condello e del suo amico è un’invenzione talmente innovativa che è come se domani scoprissimo che 2 più 2 non fa più 4, e i dubbi sorgono.  “Abbiamo messo insieme le nostre competenze e abbiamo concretizzato il nostro progetto, ottenendo un qualcosa che mai nessuno aveva messo in atto“.

Si tratta di una ricerca che ha necessitato di conoscenze informatiche, chimiche e fisiche. Quali sono i campi di applicazione?Sono svariati – ci racconta Condello –: l’apparato, compatto e facilmente trasportabile, richiede una componentistica quasi minima che lo rende ideale per le installazioni residenziali (3-6-12 kw); può essere adattato ad ogni struttura rendendola completamente indipendente da qualsiasi altra fonte di energia elettrica. Si può spostare da un’abitazione all’altra; portare in barca, nei cantieri di lavoro, nelle parti più isolate del mondo dove manca completamente l’energia; utilizzare in caso di stati d’emergenza per applicazioni militari, negli ospedali o per iniziative umanitarie in zone colpite da catastrofi naturali”.

Il prototipo artigianale attualmente esistente è stato costruito utilizzando il case di un vecchio computer, ma dopo l’ingegnerizzazione si punta all’immissione sul mercato e a quel punto ogni famiglia potrebbe usufruirne, risparmiando sui consumi elettrici domestici. “L’idea è quella di una Start-up o di una campagna di crowdfunding – spiega il geometra – o ancora meglio sarebbe trovare dei partner che si innamorino del progetto. Il mio sogno sarebbe quello di poter avviare una fabbrica qui in Calabria: otterremmo posti di lavoro certi, anche perché dopo il brevetto abbiamo ricevuto richieste dal settore nautico, e soprattutto dall’estero”.