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Reggina, Bianchi innamorato di Reggio: “il Lungomare parla da solo, qui trattati da star”. Siparietto in diretta con Bellomo

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Parole d’amore per Reggio e la Reggina: Nicolo Bianchi è innamorato della città dello Stretto. E spiega le differenze tra la squadra di Baroni e quella di Aglietti

Terzo anno a Reggio Calabria. E’ uno degli “incrediBles”, uno dei più costanti, uno di quelli – per caratteristiche – che ogni allenatore vorrebbe. E infatti Nicolò Bianchi è rimasto ancora, rinnovando questa estate con la Reggina. E’ innamorato, di squadra, società e città. Ormai, reggino d’adozione: “il clima che si respira qui, in poche città si respira ancora. Anche quando eravamo in C si passeggiava sul Corso e la gente ti fermava come se fossi una star e succede in poche piazze a parte le big. Poi io volevo fare un’esperienza in una città di mare e l’avevo fatta solo 11 anni fa a Giulianova, ma il Lungomare di Reggio parla da solo, ha detto il centrocampista amaranto ospite di “Buongiorno Reggina”, sui canali ufficiali del club. E lo rimarca anche per il tifo: “la prima partita stagionale col Monza si era già notato, i nostri tifosi sono i nostri tifosi, non c’è nulla da fare. E poi mi mancava anche il coro finale, me ne ero quasi dimenticato, quasi però”.

E si passa alla gara di sabato e alla Serie B complicata: “abbiamo avuto le occasioni di Rivas, Laribi e Cortinovis nella ripresa. La mia nel finale? Non è un’occasione, perché l’ho tirata al terzo anello (ride, ndr). Avrei dovuto fare un altro tocco. Ieri avevo il giorno libero e ho guardato le partite, anche il Vicenza ha giocato, meglio della Cremonese, e per 60 minuti è stata in 10. Basta guardare Benevento, Parma, lo stesso Crotone. La più forte? Per me il Frosinone. Ha mantenuto uno zoccolo duro e ha inserito anche Garritano e Canotto”.

Quali differenze tra la Reggina di Baroni e quella di Aglietti? “L’anno scorso ci adattavamo molto agli avversari – spiega Bianchi – sfruttando la velocità di chi avevamo davanti, con palle lunghe e determinati movimenti. Quest’anno invece vogliamo impostare noi il gioco da dietro, con i problemi del caso, come contro il Frosinone, in cui venivano a prenderci alti e in alcune situazioni non era facile. Dobbiamo stare attenti quando attacchiamo, perché portiamo tanti uomini davanti. Crisetig alto in pressing permette di chiudere le linee di passaggio e lasciare in posizione pericolosa gli esterni, già in proiezione avanzata”.

Piccola nota per Massimo Bandiera, scomparso qualche giorno fa e ricordato al Granillo sabato prima del fischio d’inizio. Nicolò, qui da anni, lo conosceva bene e meglio di altri compagni: “come ogni anno, il 7 di luglio la convocazione ce l’aveva mandata lui, l’avevo sentito al telefono. Poi già al ritiro avevamo capito della situazione, non lo si poteva chiamare, non era potuto venire in ritiro. La notizia di qualche giorno fa è stata bruttissima”.

In chiusura, l’analisi su un singolo in particolare, l’unico a Reggio da prima di lui, Nicola Bellomo. Il barese, tra l’altro, si è reso protagonista di un simpatico siparietto social, commentando la diretta di Reggina Tv: “Nik ti potevi vestire meglio”, ha scritto. Risate in studio, con Bianchi che ha poi elogiato il compagno, che ogni anno sembra sempre partire dietro nelle gerarchie salvo poi essere tra i migliori: “anche nell’anno di C sembrava dovesse andar via da un momento all’altro, così come con Baroni l’anno scorso e anche quest’anno, in cui tuttavia è sempre stato dentro il progetto di Aglietti, quindi non posso dire fosse fuori dai piani”.