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Guardia medica di Vercelli dedicata al medico reggino dott. Barillà, prematuramente scomparso 8 mesi fa [FOTO]

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Il 27 luglio, l’ASL di Vercelli ha sentito di voler omaggiare il dottore Barillà, che per molti era “Franco”, l’amico medico, sempre disponibile a dare una mano, o semplicemente a offrire un caffè accompagnato dal suo proverbiale sorriso

“Quando il proprio lavoro è rispondere al bisogno degli altri, non ci si tira indietro, anche se il prezzo da pagare è la propria vita”.  Sono le parole incise sulla targa che riporta il nome di Franco Barillà, uno dei tre medici della provincia di Vercelli morti per Covid. L’8 dicembre 2020 il Covid ha portato via un pezzo di Calabria. Ha portato via un reggino. Via da chi? Via dai suoi figli, Federica e Antonio, non troppo piccoli ma ancora non troppo grandi per poter affrontare la vita a muso duro. Via dal padre, dalle sorelle, dalle nipoti, da tutti coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Via da dove? Via da Reggio, dalla sua amata Villa San Giuseppe, dal suo mare sempre freddo ma cristallino, dove trascorreva a volte intere giornate senza mai pescare un pesce.  Via dai suoi sentieri di montagna, alla ricerca di funghi, con gli amici di sempre. Ma soprattutto via dal Piemonte, da quella Vercelli tanto detestata quanto amata. Ventidue anni trascorsi a correre da una guardia medica all’altra, a visitare i suoi pazienti dislocati su cinque sedi e che portava con sé anche a Reggio, concedendo loro lunghe consulenze telefoniche a ogni ora e in ogni posto, mare o montagna, era comunque sempre lì, il medico del sud, pronto a dare consigli o semplicemente ad ascoltare. Quella “dannata” Vercelli, dal cielo sempre grigio in inverno e zeppa di zanzare in estate, quella Vercelli senza mare né montagne, piatta e monotona, da un lato ha portato via un nostro conterraneo, dall’altro gli ha restituito –per quanto possibile – una briciola di ciò che ha tanto generosamente dato ai piemontesi. Federica, la figlia, ha accolto le richieste di tantissimi pazienti che, durante il ricovero e dopo la morte del loro medico, hanno voluto stringersi attorno a lei e al fratello Antonio, aggiungendo, giorno dopo giorno, tasselli di memorie e aneddoti del padre, il cui risultato è un “diario di bordo” di storie e fatti che ritraggono il dott. Barillà come un medico-amico. Il 27 luglio, l’ASL di Vercelli ha sentito di voler omaggiare il suo “dottore Barillà”, che per molti era “Franco”, l’amico medico, sempre disponibile a dare una mano, o semplicemente a offrire un caffè accompagnato dal suo proverbiale sorriso, un gesto che indubbiamente rientra a pieno titolo nel patrimonio delle tipicità calabresi.

Alla cerimonia, giunta a Vercelli dalla Calabria, in rappresentanza della famiglia, era presente anche la figlia del medico scomparso, Federica, visibilmente emozionata e riconoscente per le dimostrazioni di affetto e stima tributate al padre. Questa iniziativa è motivo di grande soddisfazione per me e la mia famiglia – spiega – in quanto è stata promossa non solo dai colleghi ma, soprattutto, dai pazienti di mio padre che, in questi mesi trascorsi dalla sua scomparsa, non hanno mai mancato di manifestare alla mia famiglia tanta vicinanza, ricordandoci tutti i giorni la persona che è stato. È stato ricordato come una spalla, un amico, quasi un fratello; generalmente, si tende a pensare al rapporto che intercorre tra medico e paziente coma a un qualcosa di freddo, distaccato, invece lui sapeva affrontare le situazioni più difficili sempre con un sorriso, un atteggiamento sempre positivo e rassicurante nei confronti del paziente, cosa che non è affatto scontata in queste situazioni. Per lui fare il medico non era un lavoro, ma una vera e propria missione, sempre con il telefono acceso e sempre disponibile verso chiunque avesse bisogno del suo aiuto. Attraverso questa targa, sono convinta che lui continuerà a vivere e ad essere presente nella nostra vita di tutti i giorni”.

Il Direttore Generale di Asl Vercelli Eva Colombo ha introdotto la cerimonia di intitolazione dei locali della Guardia Medica dell’Ospedale Sant’Andrea, con queste toccanti parole “I medici che hanno operato nella seconda fase della pandemia sono da considerarsi ancora più eroi perché ormai consci di quello a cui andavano incontro; nell’approcciarsi al cittadino, hanno comunque avuto il coraggio di continuare con energia, eroismo, volontà e slancio di generosità. Il dottor Barillà rientra tra queste persone”.

Anche il Presidente dell’Ordine dei Medici di Vercelli, il cardiologo dottor Germano Giordano, ha ricordato la figura del collega scomparso con affetto ed emozione, sottolineando i tratti caratteristici e distintivi del compianto medico. “Franco era una persona particolare, una persona cui era impossibile non voler bene; a volte fanciullesco, sempre con un sorriso buono stampato sul viso, una brava persona. Nella drammaticità dell’evento io oggi sono contento, perché questa targa è nata spontaneamente dalla volontà di chi gli ha voluto bene, dai suoi pazienti che hanno avuto la possibilità di apprezzarlo prima come medico e poi come amico. È un grande orgoglio poter dedicare questo ricordo alla sua memoria, nella speranza che il suo nome sia un monito per le future generazioni di medici, che Franco sia visto come un esempio da seguire, come merita”.

Visibilmente emozionato anche il Sindaco di Vercelli, Andrea Corsaro. “Il dottor Barillà era una persona apprezzata e benvoluta da tutti per la sua professionalità ed umanità, e la targa che andiamo a scoprire oggi vuole essere un simbolo della gratitudine e dell’affetto che la comunità prova nei suoi confronti. Una persona capace di approcciare una situazione di estrema drammaticità con un entusiasmo, un altruismo ed una capacità di relazione con il prossimo, veramente unici. Grazie a questo piccolo segno verrà sempre ricordato, un segno piccolo ma significativo perché fortemente voluto dall’azienda e, soprattutto, dai suoi collaboratori, dai suoi pazienti e da tutte le persone che abbiano avuto la fortuna di conoscerlo”.