Ue, Sofo: “cortocircuito della sinistra su velo e proteste in Iran”

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Il deputato del Parlamento europeo fa notare: “da settimane si presentano nelle piazze a sostegno delle proteste delle donne iraniane, poi votano al contrario sugli emendamenti”

“Cortocircuito (o doppio gioco) della sinistra su velo e proteste in Iran”: è così che Vincenzo Sofo, deputato di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, ha definito il voto sull’emendamento che proponeva lo stop dei finanziamenti a campagne future di promozione del hijab. “Quanto verificatosi stamattina a Strasburgo durante il voto sulle proteste in Iran è emblematico del cortocircuito ideologico (o doppio gioco) delle sinistre, Partito Democratico incluso – scrive il deputato di origine calabrese – . Da settimane infatti si presentano sui media e nelle piazze a sostegno delle proteste delle donne iraniane scatenatesi dopo la morte di Mahsa Amini, la studentessa arrestata per non aver indossato correttamente il velo islamico. Peccato che nel mentre, questa mattina, la sinistra si sia opposta all’emendamento presentato dal collega francese Francois-Xavier Bellamy che chiedeva alle istituzioni europee di non finanziare alcuna campagna futura di promozione del hijab”.

“Ricordo infatti – prosegue Sofo – che lo scorso autunno proprio la Commissione europea, con il plauso dei partiti di sinistra, ha promosso una campagna pubblicitaria di promozione del velo con lo slogan “Freedom is in Hijab”. Dunque, in sintesi, la sinistra sostiene in Iran le proteste delle donne che si oppongono all’utilizzo di quel velo islamico il cui utilizzo invece la stessa sinistra promuove in Europa definendolo simbolo di libertà”. La campagna a cui Sofo fa riferimento è stata bloccata appena una settimana dopo essere stata pubblicata: “rifletteremo meglio su una migliore presentazione di questo progetto”, aveva affermato la Commissione Europea. L’obiettivo era quello di promuovere il rispetto per le donne musulmane che scelgono di indossare il velo dopo aver provocato l’opposizione in Francia. Per molti, però, che l’hijab non rappresenta la libertà per le donne e per questo l’idea fu subito messa da parte.

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