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Reggina, Praticò: “vi dico la mia su Saladini e Cardona”. E poi precisa: “soldi di Gallo? Non potevamo dirlo prima…”

mimmo praticò

L’intervista di StrettoWeb all’ex Presidente della Reggina Mimmo Praticò sulla nuova proprietà e su vecchie questioni

Marcello Cardona lo ha nominato più volte. A lui come a tanti altri. E’ un suo coetaneo, un amico, c’è una stima reciproca importante e anche lui incarna al meglio quei concetti di regginità e di storia espressi dal nuovo Presidente della Reggina. Stiamo parlando di Mimmo Praticò, ex patron amaranto e figura importante dello sport calabrese. La conferma della grande amicizia tra i due arriva anche dalle parole di Praticò, che ai microfoni di StrettoWeb si mostra contento della nuova proprietà e della nuova società.

Un primo pensiero su Saladini? Lo conosceva? Che impressione le ha fatto?

“Felice Saladini ho avuto il piacere di conoscerlo in hotel prima della partita Lamezia-San Luca che si è giocata al Granillo (6 marzo 2022, ndr). Mi è sembrato un giovane disponibile, poi non ho avuto più modo di incontrarlo. Quando ha preso la Reggina gli ho mandato un messaggio di complimenti. In base a come si è presentato – al di là dell’aspetto finanziario, di cui si dice essere importante, e questo non dispiace nel calcio – mi è sembrata una persona solare che vuole fare le cose per bene, ambiziosa. E poi permettimi di evidenziare a mio avviso una scelta importante da lui compiuta…”

Prego.

“Quella di Marcello Cardona. Ho apprezzato tanto che Saladini abbia deciso di metterla al suo fianco. Il dottor Cardona lo conoscono molto bene. E’ la storia che parla per lui, la persona non si discute, anche per i ruoli che ha ricoperto. Ha una patente di trasparenza e legalità e questo è fatto positivo in una città che vede sempre cose losche o critica senza informarsi troppo o approfondire. Cardona per me è sinonimo di garanzia. Lui, come ha detto in conferenza stampa, si è informato su Saladini, ha visto in lui una persona cristallina”.

Si è un po’ rivisto quando ha sentito parlare di storia, passione, legame col territorio? Sono concetti che anche lei ha spesso utilizzato in passato.

“Assolutamente sì. Mi sono ritrovato in toto e finalmente c’è qualcuno che mi dà ragione. Lo spirito con cui io mi sono approcciato a quella avventura, di cui non rinnego nulla, è quella di un atto d’amore. Anche lui lo ha fatto per atto d’amore”.

E poi, sempre in termini di legame col territorio, l’intervento sul Catanzaro non si crede possa essere casuale. Cardona si è detto dispiaciuto dell’eliminazione, forse anche per tentare di recuperare recenti frizioni tra le due piazze.

“Questo è fondamentale. Quando sono stato Presidente della Reggina, spesso abbiamo visto anche gli altri Presidenti di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibonese, Rende. Ci confrontavamo, pranzavamo insieme. E poi stamattina ho inviato un messaggio di complimenti a Tommasi, che è diventato Sindaco di Verona. Tommasi mi ha risposto ringraziandomi, eppure con lui ci siamo visti l’ultima volta quattro anni fa. Quando costruisci dei rapporti, e non hai secondi fini, il risultato è questo, il grande rispetto”.

E in conferenza Cardona lo ha anche definito, benevolmente, pazzo, per aver fatto ripartire la Reggina dopo il fallimento e averla iscritta in Serie D.

“Sì, ho visto. E infatti sono orgoglioso della stima che ha nei miei confronti e per il riconoscimento che ha voluto dare alla mia opera. Detto da lui mi fa solo onore”.

Il club ieri ha ufficializzato il nuovo organigramma. C’è il ritorno di Martino come DG e anche quello di Taibi dopo l’evidente rottura di lunedì sera.

“Parlo da tifoso, non vorrei entrare nel merito di questioni che non conosco internamente. Voglio precisare però che non dovrebbero esistere uomini di Tizio o uomini di Caio, ma ‘uomini Reggina’. Qualche giorno fa ho letto un articolo che esaltava il feeling particolare tra Gazidis e Maldini al Milan. Ma si precisava che Gazidis aveva comunque l’ultima parola. Penso che se Taibi e Martino riuscissero a coesistere sarebbe un gran colpo per la società”.

E Stellone lo confermerebbe?

“I numeri dicono che ha fatto bene nel suo periodo qui a Reggio. In qualche occasione è stato anche fortunato. Fossi io valuterei di prendere un allenatore di una certa esperienza, che non abbia avuto negli ultimi tempi una continuità di licenziamenti ed esoneri. Quando per tre o quattro volte di seguito sei esonerato, la cosa ti turba. Faccio un nome che mi viene al momento: uno tipo Castori. Trattasi ovviamente di esempio, anche perché ha da poco firmato col Perugia. Però volevo fare intendere l’identikit e il curriculum, poi magari può anche arrivare ultimo…”.

E sulla strada da seguire? La proprietà è stata chiara: abbattimento costi, conti in ordine, giovani e programmazione.

“Cardona ha detto chiaramente qual è la strada che vogliono seguire, che io condivido. E lo si è detto anche per non creare illusioni. La loro politica è questa e mi auguro che non si facciano condizionare. E poi bisogna puntare sul settore giovanile. E su questo apro parentesi…”.

Dica.

“Quando ero io Presidente eravamo partiti con questa politica, ma sono reggino e non mi hanno dato il tempo. Qualcuno dirà: ‘a dicembre 2018 stavamo fallendo’, ma le carte in mio possesso dicono che non è così. Quella Reggina, da gennaio 2019 a giugno 2019 doveva prendere 693 mila euro di contributi, avrebbe finito il campionato. C’è stato quell’intoppo a dicembre 2018. Qualcuno ci accusa anche che abbiamo preso 120 mila euro. Se io avessi detto, durante il campionato, che Gallo doveva darmi 120 mila euro, avrei fatto un danno alla squadra. Da due anni abbiamo presentato tutte le carte alla Magistratura per avere i nostri soldi. Sarebbe stato facile dirlo quando abbiamo perso le otto partite di seguito. Lo abbiamo detto a fine campionato. Gallo dice che non ha trovato neanche i palloni, ma aveva 50 mila euro di merce in magliette e palloni”.