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Luxuria: “Italia si svegli su tema omofobia, non vorrei si arrivasse a derive come quelle russe”

Vladimir Luxuria Foto di Fabio Cimaglia / Ansa

L’opinionista de “L’Isola dei famosi” ha detto la sua per la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra oggi

“Anche oggi ci troviamo ancora a celebrare la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia in assenza di una legge”. Tuona così, all’Adnkronos, Vladimir Luxuria. “La politica continua a fare orecchie da mercante – prosegue – Basterebbe allargare una legge tutt’ora esistente, che si chiama legge Mancino, e che già prevede un’aggravante per chi incita o commette atti di violenza legati alla nazionalità all’etnia e alla fede religiosa, anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere. C’è chi ferisce con un insulto, chi colpisce con un pugno e chi discrimina con una presunzione di superiorità solo per il fatto di essere eterosessuale ma devo dire che siamo sempre di più quelli che vogliono costruire un mondo in cui a vergognarsi devono essere le persone che odiano e non chi ama sé stesso e gli altri”. 

I parlamentari che non volevano la legge Zan, e che avevano proposto una loro legge, “poi invece non hanno fatto nulla – continua Luxuria – dimostrando che le loro erano solo scuse per non approvare il Ddl Zan. Non vorrei che sottovalutando il fenomeno si arrivasse a pericolose derive”. Pericolose derive come ad esempio quella russa: “non è esattamente il mio modello – aggiunge – lì esiste una legge che ha voluto Putin che sia chiama ‘Legge contro la propaganda‘. L’assioma è che se tu parli di omosessualità in un contesto in cui potenzialmente ci può essere un minorenne, anche in una piazza pubblica, incoraggi la propaganda. Insomma, è come se parlando di omosessualità tu trasformi un etero in gay. Purtroppo questo è un pensiero che non appartiene solo a Putin ma anche a tanti suoi fan e dimostra che gli omofobi sono pericolosi quando stanno al potere. Vorrei ricordare che Putin è lo stesso che diceva di difendere la famiglia tradizionale e che poi è quello ha ordinato di bombardare il reparto di maternità in Ucraina”, conclude.