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Lutto nel mondo della musica, è morto il dj Claudio Coccoluto: fece impazzire Reggio Calabria alla “Notte bianca” del 2006

Dj Claudio Coccoluto Foto di Alessandro Di Meo / Ansa

La musica italiana perde una figura importante: è morto a 59 anni il dj Claudio Coccoluto. Più di 10 anni fa aveva fatto sognare Reggio Calabria

Lutto nel mondo della musica. Si è spento all’età di 59 anni uno dei più noti dj italiani, Claudio Coccoluto. Protagonista in consolle da oltre quarant’anni, nel suo campo era una figura di fama internazionale. E’ morto nella notte dopo aver combattuto con una grave malattia. Originario di Gaeta, lascia la moglie Paola e i figli Gianmaria e Gaia. Da tutti conosciuto come “Cocco”, esordisce nel ’78 come speaker nell’emittente locale Radio Andromeda. Nel mondo del clubbing approda negli anni Ottanta, distinguendosi per l’originalità stilistica. Un gran ricordo di lui è presente anche a Reggio Calabria: la sua, nella “Notte bianca” della città dello Stretto – nel 2006 – fu una delle esibizioni più seguite e apprezzate, che ancora in tanti ricordano con piacere.

Morte Coccoluto, il ricordo dell’amico Battafarano

Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me“. L’amico e socio di Coccoluto, Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, ricorda così l’artista scomparso poche ore fa.

Morte Coccoluto, Linus: “Era un fuoriclasse”

Questa mattina è arrivata la notizia che non vorresti mai sentire“. Lo ha detto Linus in apertura della puntata odierna di Deejay Chiama Italia, in riferimento alla morte di Claudio Coccoluto. “Stamattina avevo pensato che avrei voluto iniziare come un sit-com, parlando degli applausi finti a Sanremo. Ma è arrivata la scomparsa di Claudio Coccoluto, uno dei più apprezzati e storici dj italiani. Si sapeva che stava male da tempo, che negli ultimi giorni si era aggravato. Ma poi quando arriva la notizia ti ferisce. Claudio è stato in qualunque campo, in qualunque mestiere, un fuoriclasse. I fuoriclasse sono quelli che lasciano il segno. Ho sempre scherzato sul suo cognome: un cognome così bizzarro e curioso è diventato, grazie alla sua bravura, un marchio di fabbrica. A me piaceva, mi piaceva il suo suono, la sua personalità, faceva un mestiere che possiamo definire ‘futile’, ma era bello parlare con lui. Era un fuoriclasse“.