fbpx

Web designer 54enne muore dopo la prima dose del vaccino: “non voleva perdere il lavoro”, Asl dispone l’autopsia

ambulanza vaccino

Nel certificato di morte i sanitari scrivono che il decesso è stato causato da un arresto cardiaco, ma i familiari hanno presentato una denuncia-querela per capire se possa esserci una correlazione con il vaccino anti-Covid somministrato poche ore prima

Aveva deciso di aderire alla campagna vaccinale dopo l’introduzione dell’obbligo per la fascia Over 50, ma il destino per lui è stato tragico. Claudio Di Paolo, 54enne salentino, è morto per un arresto cardiaco dopo l’iniezione del farmaco anti-Covid, così la famiglia ha deciso di chiedere l’autopsia per stabile le cause del decesso. Come si apprende dal portale web del Corriere della Sera, l’uomo era un web designer, lascia una moglie e due figli, non aveva alcun problema di salute da come dichiarato in anamnesi. Per questo la sua morte ha gettato nello sconforto la famiglia, gli amici e l’intera cittadinanza di Galatone (Lecce) dove Di Paolo viveva.

“Vogliamo capire cosa è successo – spiega l’avvocato Massimo Maria Aprile che insieme al collega Francesco Protopapa assiste la famiglia – noi sappiamo soltanto che Claudio è deceduto a distanza di poche ore dalla prima dose di vaccino anti Covid”. Di Paolo, sinora, non aveva aderito alla campagna vaccinale. “Non era un no vax attivista ma nutriva dei forti dubbi sull’efficacia del siero – spiega sempre il legale della famiglia – e con l’introduzione della norma del pass obbligatorio sul posto di lavoro per gli over 50 aveva deciso di aderire alla campagna vaccinale nonostante le sue incertezze”. Martedì 18 gennaio il web designer si presenta presso l’hub di Galatone per ricevere la prima dose di vaccino. Appena un’ora dopo iniziano i suoi primi problemi. Di Paolo accusa un forte dolore al petto e immediatamente si reca presso l’ospedale di Gallipoli. Qui, i sanitari del nosocomio rilevano qualche parametro non a norma “ma non così allarmanti da richiederne il ricovero”, precisa l’avvocato. Di Paolo rientra così a casa ma il dolore si fa ancora più intenso. E, questa volta, accompagnato dalla moglie presso l’ospedale di Galatina, i parametri risultano ancora più sballati. I medici gli consigliano il ricovero ma “Claudio – racconta l’avvocato – firma le dimissioni e fa rientro una seconda volta a casa”.

Le sue condizioni, però, non migliorano. Anzi si aggravano. L’uomo accusa inappetenza e va a dormire. Nel cuore della notte, poi, avverte un malore. “Portami in ospedale, sto morendo”, afferma nella chiamata al fratello, ma la disperata corsa in ospedale non gli salverà la vita. Dopo un paio di ore, infatti, i medici comunicano ai familiari che il cuore del web designer si è spento definitivamente. Nel certificato di morte i sanitari scrivono che il decesso è stato causato da un arresto cardiaco, ma i familiari credono ben poco ad una simile diagnosi. “Abbiamo presentato una denuncia-querela – precisa l’avvocato Aprile – per capire se ci sia una correlazione tra la somministrazione del vaccino e il decesso di una persona che, sino a pochi giorni fa, non aveva mai avuto problemi di salute”. Sulla salma della vittima l’Asl ha disposto l’autopsia che verrà eseguita da un medico legale affiancato da un collega nominato dalla famiglia.