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Università Mediterranea, il rettore Costabile puntualizza sulla definizione di “tragedia” rispetto all’inchiesta “Magnifica”

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Il Rettore Feliciantonio Costabile puntualizza la definizione di “tragedia” riferita al momento che sta attraversando l’Università Mediterranea di Reggio Calabria

Il Rettore dell’Università Mediterranea Prof. Feliciantonio Costabile, tramite dichiarazioni rilasciate a StrettoWeb, puntualizza la definizione di “tragedia” riferita al momento che sta attraversando l’Ateneo reggino, rispondendo al dubbio sollevato dall’Architetto Clarastella Vicari Aversa tramite un post pubblicato sui social. “L’Architetto Chiarastella Vicari Aversa si è posta la domanda se la mia definizione di “tragedia”, in rapporto al momento che sta attraversando l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si riferisse al fatto che la magistratura ha sollevato il coperchio della pentola, o al suo contenuto – afferma il Prof. Costabile – . Se avesse letto per intero quanto pubblicato dalla vostra testata, avrebbe notato che la mia definizione era preceduta dal mio ringraziamento (e non semplice dichiarazione di fiducia) alla magistratura per l’opera svolta: dunque non avrebbe avuto dubbi che mi riferissi al contenuto della pentola e non al suo scoperchiamento”.

“La tragedia – prosegue il Prof. Feliciantonio Costabile – è quella della stragrande maggioranza del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, del tutto estraneo all’inchiesta giudiziaria, e degli studenti, che  si dedica responsabilmente ad una istituzione cittadina, riconosciuta dal Ministero di alta qualità per la didattica e per i servizi agli studenti ed eccellente da parte dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca”. Il Rettore Costabile conclude: “avevo altresì dichiarato che lo scandalo sottaciuto è che gli Atenei siano considerati e trattati come enti economici, anziché formativi, che il merito e la selezione siano penalizzati dal Ministero per l’Università e la Ricerca con una vera e propria multa (tecnicamente diminuzione del FFO) per gli ‘abbandoni’ (dovuti a bocciature agli esami) delle matricole di primo anno, e infine dal fatto che le università telematiche distribuiscano lauree ben poco qualificate in corrispettivo di tasse d’iscrizione più elevate di quelle delle tradizionali università pubbliche. Non si risolvono i mali degli Atenei italiani solo incidendo sul fenomeno del malcostume o della corruzione nei concorsi, ma anche e ancor più affrontando l’errata impostazione dovuta a una veteroideologia di egualitarismo antimeritocratico, non più rappresentata in nessun partito politico, ma sopravvissuta per l’inerzia burocratica e accademica di fondo, che contraddistingue l’intero sistema nazionale universitario”.