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Reggina, Tempestilli a StrettoWeb: “Gallo è preoccupato, ma è disposto a fare sacrifici per uscire fuori da questa situazione”. Poi il mercato e i tempi di recupero di Charpentier e Rivas

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Intervista esclusiva di StrettoWeb al Direttore Generale della Reggina Antonio Tempestilli: dal campo al mercato passando per la questione stadio, i tempi di recupero di Rivas e Charpentier e l’umore del presidente Gallo

Arrivato come responsabile del settore giovanile, da qualche mese ricopre anche la carica di Direttore Generale della Reggina, rimanendo comunque il “supervisore” delle varie selezioni dalla Primavera in giù. Antonio Tempestilli è un “uomo di calcio”. Più di 40 anni nel mondo del pallone, da calciatore prima e da dirigente poi. Abruzzese di nascita ma romano e romanista d’adozione, parla per lui la carriera legata ai colori giallorossi. Dallo scorso maggio, però, si è buttato a capofitto sulla “questione” amaranto, lavorando al fianco del presidente e di tutta la dirigenza. Abbiamo piacevolmente scambiato quattro chiacchiere con lui, parlando di campo, mercato, stadio e anche – appunto – di Roma e del derby di venerdì. Ecco l’intervista integrale concessa a StrettoWeb.

Direttore, siamo alle solite. Si crea tanto ma non si finalizza e si subisce gol al primo e unico tiro in porta.

“Eh sì. Questa squadra crea ma non riesce a finalizzare. Se si va ad analizzare quello che è successo dall’inizio fino a oggi, con serenità e obiettività, avrebbe potuto avere 6, 7 punti in più, stazionando in una posizione diversa e lavorando in maniera più tranquilla. Ma io sono fiducioso e guardo con positività al futuro, ci tengo a sottolinearlo. Affrontavamo un Lecce che si sta giocando la Serie A. Siamo stati bravi ad interpretare la gara e questo mi lascia ben sperare”.

Per qualche giovane può essere frustrante, dal punto di vista psicologico, produrre tanto e raccogliere le briciole?

“Il fattore psicologico è determinante, tocca a noi lavorare, infondere fiducia alla squadra, isolarla da chiacchiere esterne e critiche via social, radio, televisione o altro. Chi è più giovane può farsi condizionare, chi ha qualche anno in più invece ha già vissuto queste situazioni e riesce ad affrontarle meglio. Noi addetti ai lavori dobbiamo trasmettergli fiducia e sicurezza, dargli forza. Che poi non è che la forza non l’abbiano dimostrata. Il calcio riserva momenti così, in cui si vengono a creare una serie di circostanze. Tipo in una partita che ho visto domenica”.

Quale?

“Pescara-Cremonese. I due gol grigiorossi sono due cross sbattuti sull’anca di un centravanti prima e di un difensore poi. 0-2. Ci sono delle annate talmente particolari dove l’attaccante si gira di schiena e fa gol e poi altre in cui invece non ci riesce in nessun modo. Un esempio ce l’avevamo in casa”.

Sarebbe?

“Corazza lo scorso anno. Io non l’ho conosciuto però ho seguito le vicende. Ha segnato più di 10 gol nel girone d’andata e in quello di ritorno niente”.

Come stanno Charpentier e Rivas?

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

“C’è grande rammarico e dispiacere per i loro infortuni, specie per Gabriel che era appena rientrato dopo una lunga sosta. Vederlo piangere in panchina mi ha fatto un grande effetto, anche perché ha tante potenzialità. Dobbiamo aspettare gli esami che ci diranno i tempi di recupero”.

Una stima?

“Per Charpentier non credo che recupererà prima di un mese, un mese e mezzo. Quando trattasi di stiramento ci vogliono almeno 3-4 settimane. Rivas aveva un problemino su questo muscolo su cui soffre spesso. Speriamo sia meno grave per lui. Non mi sbilancio però, aspettiamo gli esami” (qui la nota ufficiale con le loro condizioni, ndr)

Su Charpentier c’è stata troppa fretta nel buttarlo dentro?

“Quando ci si trova in certe situazioni, in cui bisogna fare punti, ci si fa il segno della croce e si spera che le cose possano andare per il meglio. Anche se il calciatore a livello muscolare non aveva mai avuto problematiche. Si era operato al crociato, poi un altro problema dopo un contrasto. Solo articolazioni, non era un discorso muscolare. E ormai si allenava da un po'”.

Sbagliato il lavoro in estate?

“Secondo me tante cose sono frutto del periodo attuale, tra Covid, stop a marzo, ripresa, campionato iniziato in ritardo, calendario ristretto. Tanti calciatori hanno avuto questo genere di infortuni negli ultimi mesi. Se si va a fare una statistica, molte squadre hanno avuto a che fare con tali problematiche”.

Con questi infortuni cambiano le strategie di mercato in attacco?

“Si fanno considerazioni, sono state fatte e si fanno quotidianamente. Stiamo cercando di valutare tutto, tenendo in considerazione le difficoltà del mercato di gennaio – c’è poca scelta e chi ha i calciatori bravi se li tiene – e l’aspetto economico. E’ un momento in generale complesso, quello attuale, e noi non ci nascondiamo. Ma il presidente, fino a dove ne ha la possibilità, è disposto a fare sacrifici. Penso che la chiarezza sia importante”.

In che senso?

“Credo sia giusto dire con sincerità ciò che si può fare e non si può fare. Nell’interesse del presidente, della Reggina e di tutti, cercheremo di fare il possibile per assicurare e mantenere questa categoria. Siamo fiduciosi e convinti che questa squadra abbia dei valori. Sfido chiunque a dire dove ha sfigurato, se non a Empoli”.

A proposito del presidente, come sta?

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

“Gli dico sempre che lui ha visto per ora solo la parte bella del calcio. Ma anche questo è fatto di momenti belli e brutti. Credo che chi lavora al suo fianco debba cercare di trasmettergli serenità, perché lui è passionale, vive di risultati. Bisogna essere lucidi, capire come uscire fuori da questi momenti ed evitare la frenesia di buttare tutto all’aria per qualche risultato negativo”.

Quindi non è pienamente sereno?

“Non sta vivendo bene questa situazione, è preoccupato, lo dico con grande sincerità. Ci tiene moltissimo, cerca di fare in modo di venire fuori da questo momento in qualsiasi modo. Siamo tutti un po’ delusi e amareggiati perché avremmo voluto vedere questa squadra in una situazione di classifica migliore, ma – ripeto – vedo il lavoro che fanno i ragazzi e l’allenatore tutti i giorni, l’impegno che ci mettono e quindi sono convinto che usciremo fuori da questa situazione”.

Ci sono novità sulla questione stadio?

“Al momento nulla. Credo che ci siano già grandi problematiche legate al Covid, dobbiamo risolvere queste prima di pensare ad altro”.

E sul ritorno dei tifosi?

“Da quello che si sente, il presidente federale sta spingendo per far riportare qualche persona allo stadio. Però poi, quando leggiamo dichiarazioni di qualche virologo che parla ancora di tanto tempo da aspettare prima di rivedere i tifosi, questo lascia un po’ pensare. L’augurio è quello di rivedere un po’ di gente, specie qui a Reggio dove il pubblico trascina. Se ci fosse stato da inizio stagione avremmo visto sicuramente una classifica migliore”.

Domanda finale extra Reggina. Ha visto il derby venerdì sera, lei che lo ha vissuto per anni da calciatore prima e dirigente poi? Sconfitta meritata per la Roma.

“Il derby è sempre una partita particolare, per tutti e per i tifosi in primis. Perderlo in maniera diversa avrebbe lasciato forse meno amarezza. Al di là di questa partita, però, credo che la squadra sia forte, costruita bene, con una proprietà seria che farà molto bene. Poi ci sono molti elementi giovani e bravi, supportati da gente di spessore ed esperienza come Dzeko e Mkhitaryan. Col tempo darà grandi soddisfazioni. E’ l’augurio che mi faccio perché la Roma è stata, è e sarà la mia vita nonostante abbia dovuto lasciarla per incomprensioni con determinati personaggi”.