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Covid, medici del GOM di Reggio Calabria: “vaccino evita rianimazione, scorretto dare 25 euro per ogni prima dose, nessuno dovrebbe essere obbligato a vaccinarsi”

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Covid, webinar sulla pandemia con Macheda e Malara del GOM. I medici dell’ospedale reggino evidenziano l’importanza delle vaccinazioni e si dicono critici con la scelta di Occhiuto che premia i medici di base con 25 euro per ogni prima dose

Nella serata di giovedì 20 gennaio sulla piattaforma zoom si è tenuto un webinar sul Covid-19 organizzato dall’associazione di volontariato “Forza Reggio“, attiva sul territorio reggino per la protezione dell’ambiente, sport (affiliata ASI) e attività sociali. L’evento è stato organizzato da Pietro Marra, consigliere comunale di Platì dov’è anche Presidente della 2ª Commissione “Territorio e Beni Ambientali”, su input del presidente di “Forza Reggio”, Demetrio Stellittano, che ha incaricato Marra di organizzare l’evento dopo la dichiarazione della zona rossa a Platì “per capricci politici“. Marra ha invitato autorevoli esponenti della società reggina, autorità, forze dell’ordine, medici e psicologi, ed è riuscito a mantenere alta l’attenzione per oltre tre ore su un tema di scottante attualità come quello della pandemia. Il webinar ha avuto il patrocinio morale gratuito da parte del “Lions Club International Distretto 108 Reggio Calabria città del Mediterraneo“.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il primario della terapia intensiva del GOM – Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dott. Sebastiano Macheda, e la dott.ssa Giovanna Malara, direttore del reparto di dermatologia dello stesso ospedale reggino. Tra gli interventi più autorevoli anche quello della dott.ssa Rosa Veccia, psicologa e membro del Lions Club International Distretto 108 Reggio Calabria, il Capitano Commissario Paolo Fortunato Cuzzola del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, il dott. Roberto La Grotteria, formatore della protezione civile, il dott. Angelo Di Perna, ispettore della polizia locale di Salerno, gli Assessori del Comune di Platì Caterina Portolesi, Caterina Sergi e Salvatore Perri, i consiglieri comunali Salvatore Arena e tutti i componenti del gruppo consiliare M.A.P. della minoranza in consiglio comunale, i dott. Giuseppe Leonardo e Nicola Foti, la prof.ssa Ersilia Cedro, il dott. Pietro Vincenzo Marcianò (coordinatore M.A.P.) e numerosi partecipanti collegati online da tutt’Italia.

L’argomento trainante del dibattito sulla pandemia è stato quello sulle vaccinazioni. Particolarmente brillante in tal senso l’intervento della dott.ssa Malara, che ha evidenziato come i soggetti fragili siano proprio i più esposti al rischio di complicazioni da Covid-19 e quindi quelli che più di ogni altro dovrebbero ricevere il vaccino, mentre invece si abusa delle patologie pregresse per evitare la vaccinazione che in realtà serve proprio a proteggere chi ha già problemi di salute. “C’è molta disinformazione sui pazienti cronici, che sono i soggetti fragili – ha esordito la dottoressa – il concetto è che il paziente – nella maggior parte dei casi – mi dice di non essersi vaccinato proprio perché è fragile e fa particolari terapie, in realtà è sbagliato perché il paziente fragile deve per primo fare la vaccinazione anziché non farla, proprio perché è a più alto rischio Covid e perché in fase di anamnesi ci sono tutte le linee guida per consentire a chiunque di conciliare la vaccinazione con le proprie patologie in modo sicuro. Inoltre devo testimoniare che vedo moltissimi pazienti che dopo la vaccinazione sviluppano manifestazioni cutanee di tipo infiammatorio, e su questo bisogna fare una riflessione importante: si deve considerare che la vaccinazione porta all’attivazione del sistema immunitario, è il lavoro che deve fare. Quindi se io ho una malattia che nasce da una cattiva attività del sistema immunitario, è normale che la vaccinazione mi possa riattivare una malattia di tipo infiammatorio che prima del vaccino era sopita, ma non c’è niente di male, è un fenomeno para fisiologico, per cui se un paziente soffriva di orticaria o dermatite o altre malattie e con la vaccinazione vede un risvegliarsi di queste patologie non si deve spaventare, è normale, queste manifestazioni possono avvenire a seguito della vaccinazione e poi pian pianino regrediranno, non deve essere motivo di timore, è una cosa normale, possibile e che va messa in conto“.

Ad evidenziare l’importanza delle vaccinazioni, con la solita serenità del professionista serio e preparato, anche il dott. Macheda: “oltre le opinioni bisogna considerare i numeri, su cui c’è poco da discutere. Nel nostro reparto di terapia intensiva abbiamo ricoverato dall’inizio della pandemia, in quasi due anni, 197 pazienti Covid provenienti da tutta la provincia. Purtroppo circa la metà di questi non ce l’hanno fatta. Su 197 ricoverati in terapia intensiva, solo 5 erano vaccinati di cui 2 sono guariti e altri 2 li stiamo curando in queste ore. Appare evidente, con questi numeri, che i pazienti che vengono in terapia intensiva con il Covid sono quasi tutti non vaccinati, quindi possiamo dire senza ombra di dubbio che il vaccino protegge dalle forme gravi della malattia, e questo è un dato di fatto. Ovviamente possiamo anche dire che abbiamo appurato con il tempo che il vaccino non protegge dal contagio, e questo è un altro dato acclarato. Abbiamo in questo periodo un problema enorme per le infezioni degli operatori sanitari, tutti con terza dose, e siamo in difficoltà per mancanza di personale anche per questo. E’ tanto evidente che il vaccino protegge dalle forme gravi della malattia quanto che non protegge dal contagio. Un altro aspetto che è importante da evidenziare riguarda l’età dei ricoverati. L’anno scorso avevamo quasi esclusivamente pazienti anziani e con gravi patologie pregresse, invece adesso nell’ultima ondata post vaccinazioni l’età media dei ricoveri si è abbassata, in prevalenza sono sempre anziani con malattie croniche ma abbiamo iniziato a vedere anche adulti, sessantenni e qualche cinquantenne, non sempre con patologie pregresse. Quindi l’età media si è abbassata, anche se giovani sani in terapia intensiva non ne sono mai entrati, neanche non vaccinati“.

Macheda ha anche evidenziato le criticità degli ospedali rispetto alla carenza di posti letto e personale, dichiarando di “confidare nell’operato del Presidente Occhiuto e della dott.ssa Fantozzi sul rinforzo delle risorse umane” ed evidenziando come fino ad oggi l’ospedale abbia fatto tutto da solo, affrontando l’emergenza con le proprie risorse e quindi inevitabilmente andando a sopperire alle carenze con mezzi e personale di altri reparti, che hanno quindi avuto ripercussioni a causa dell’emergenza pandemica.

Nel corso del dibattito, Pietro Marra ha chiesto ai medici del GOM cosa pensano del fatto che il governatore calabrese Occhiuto ha deciso di premiare i medici di base che fanno vaccinare i loro pazienti con 25 euro per ogni prima dose, una scelta che Occhiuto rivendica con orgoglio quotidianamente su tutti i mass-media. “E’ scorretto, secondo me è scorretto – ha risposto il dott. Machedami permetto di dirlo e lo sosterrò davanti a chiunque, il medico di base dovrebbe parlare con i propri pazienti e spiegare l’utilità della vaccinazione non per avere 25 euro ma per proprio dovere professionale, dovrebbe farlo a prescindere e dargli un premio in denaro è scorretto soprattutto nei confronti di quelli che gratuitamente, dalla mattina alla sera, vanno nei centri vaccinali per dare una mano. Io non obbligherei nessuno a fare il vaccino, vi testimonio che in terapia intensiva i vaccinati non arrivano o arrivano in modo estremamente raro e con le forme meno gravi, quindi ognuno dovrebbe vaccinarsi per se stesso in scienza e coscienza, non con obblighi e ricatti“. La dott.ssa Malara si è espressa sulla stessa linea di Macheda: “sono assolutamente d’accordo, è vergognoso” ha commentato con riferimento al premio di 25 euro che Occhiuto elargisce da dicembre ai medici per ogni prima dose dei loro pazienti. E’ evidente il traino scientifico del punto di vista dei medici, che non si ritrovano in un mondo che svende il nome della scienza con “lotterie per i vaccinati” o addirittura offerte di sesso orale per chi fa la prima dose (a Ginevra sono arrivati anche a questo). Occhiuto, quantomeno, è stato più sobrio.

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