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Rissa Ibrahimovic-Lukaku, cosa rischiano? Dalla squalifica alla sospensione a tempo per ‘comportamento discriminatorio’

Foto Getty / Marco Luzzani

Rissa Ibrahimovic-Lukaku, cosa rischiano i due calciatori? Tutto ruota intorno all’evidenza del possibile ‘comportamento discriminatorio’

La rissa Ibrahimovic-Lukaku ha animato la fine del primo tempo del derby di Coppa Italia fra Inter e Milan. I due giganti non se le sono mandate a dire, finendo anche per scontrarsi fronte a fronte in un accenno di rissa, fortunatamente placata prima che degenerasse. Il tutto è nato da alcune frasi di Ibrahimovic indirizzate all’avversario, nelle quali fa riferimento a ‘riti voodoo‘. Se tali parole dovessero essere confermate e in essere dovesse esserci traccia di ‘comportamento discriminatorio’, ravvisato dall’arbitro e dunque contenuto nel referto arbitrale, oppure registrato attraverso immagini, audio o video, i due calciatori (in questo caso maggiormente Ibrahimovic) rischiano una severa punizione.

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Rissa Ibrahimovic-Lukaku: cosa dice l’articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva

La giustizia sportiva infatti, tende ad usare il pugno duro contro la discriminazione, seguendo quanto previsto dall’articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva. Possibile una squalifica per almeno 10 giornate (da scontare in Coppa Italia), oppure una sospensione a tempo che ricoprirebbe campionato e coppe europee. Nel dettaglio l’articolo spiega che:

1. Costituisce comportamento discriminatorio ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporta offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine anche etnica, condizione personale o sociale ovvero configura propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori.

2. Il calciatore che commette una violazione di cui al comma 1 è punito con la squalifica per almeno dieci giornate di gara o, nei casi più gravi, con una squalifica a tempo determinato (…)