Reggio Calabria: consegnati i lavori del nuovo Centro Sportivo di Condera. Don Nuccio contro Falcomatà: “ha la memoria corta, non sono stato invitato pur essendo l’artefice dell’idea progettuale”

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Reggio Calabria: consegnati i lavori del nuovo Centro Sportivo di Condera. Polemica di Don Nuccio contro Falcomatà

Di seguito le parole di Don Nuccio, già parroco di Condera e artefice dell’idea progettuale del Centro Sportivo di Condera, al sindaco di Reggio Calabria: “hai la memoria corta”.

“Ciao Sindaco,
apprendo dal tuo messaggio e dai social che oggi avete consegnato i lavori per il campo sportivo di Condera. Sono contento che finalmente l’opera tanto desiderata dalla Chiesa reggina e dal quartiere, dopo circa trent’anni comincia a vedere la luce. Tuttavia mi dispiace farti notare che hai dimenticato di invitare alla cerimonia anche il sottoscritto, già parroco di Condera e artefice assieme al compianto sindaco Italo Falcomatà dell’idea progettuale. Dopo la morte di Italo, sono rimasto solo a perseguire con tenacia che l’idea nata in una notte di natale di tanti anni fa’, quando al presepe vivente fatto proprio dentro l’area che oggi è interessata ai lavori, il sindaco Italo, il vescovo Mondello e il sottoscritto, mentre assieme inauguravamo il primo presepe vivente del quartiere, mi rivolsi al sindaco dicendogli che tra le opere del Decreto Reggio , avrebbe potuto inserire il restauro e il rifacimento del vecchio campo sportivo. La mia idea fu subito accolta e con il compiacimento del vescovo (ancora vivo e vegeto, grazie a Dio) promise che avrebbe inserito l’opera nel Decreto. Così fu. Nel corso degli anni tra il mutare delle amministrazioni comunali, il sottoscritto non ha mai mollato la preda. Fu fatta una convenzione tra Curia (proprietaria del suolo) e Comune al tempo della sindacatura Scopelliti per gli gli atti necessari. Alla fine, dopo alterne vicende, sei subentrato tu nella carica di Sindaco e hai condotto a compimento il lungo iter burocratico. Oggi inauguri l’inizio dei lavori, ma forse hai dimenticato di ricordare gli uomini che hanno lavorato con tutta l’anima nei lunghi anni all’idea progettuale. Capita lo so. Quanto all’intitolazione del campo, non ho nulla in contrario, in linea di principio, ma vorrei suggerirti che per intitolare un’opera, questa va prima realizzata. Spero che non finisca anche questa tra le tante cominciate e abortite in corso d’opera. Questo sentivo di dirti caro Sindaco”.

Don Nuccio