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Ponte sullo Stretto escluso dal Def, contromossa del Senato: “inserire tra opere prioritarie allegate”

ponte sullo stretto di messina Foto di Francesco Saya / Ansa

Alcuni parlamentari, delusi dal ritardo dell’esito degli studi di fattibilità commissionati dal ministro Giovannini, hanno presentato un disegno di legge per inserire il Ponte sullo Stretto nelle opere prioritarie in allegato al Def

Entro la primavera era atteso l’esito dello studio di fattibilità sul Ponte sullo Stretto, ma ancora nessuna risposta dal ministro Enrico Giovannini è arrivata. Anzi, con dei quesiti “monstre” avanzati a Rfi, sembrerebbe che il risultato tarderà ancor di più ad arrivare. Questo mancato appuntamento non permette all’opera di collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria di essere inserita tra le priorità del Governo nel prossimo decennio. Grande delusione per una parte del Parlamento che, vista la situazione di stallo, ha deciso di passare all’attacco e controbattere.

Il senatore calabrese Silvia Vono, insieme ad altri 35 colleghi di Forza Italia, ha firmato un disegno di legge (assegnato alla commissione Lavori pubblici) che mira ad inserire il Ponte sullo Stretto nell’elenco di opere strategiche prioritarie. Una mossa per costringere il ministro Giovannini a impegnarsi realmente per la realizzazione dell’infrastruttura. “Al fine di realizzare un collegamento viario – si legge nel testo – , ferroviario e infrastrutturale stabile tra la Sicilia e il continente, il Ponte sullo Stretto di Messina è inserito nell’elenco delle opere prioritarie per lo sviluppo del Paese ai sensi dell’articolo 200 del codice dei contratti pubblici, come opera di preminente interesse nazionale, in deroga all’articolo 201 del medesimo codice. Con uno o più decreti del presidente del Consiglio, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le misure per: definire le procedure per l’approvazione dello studio di fattibilità del progetto definitivo dell’opera e per la sua realizzazione, anche attraverso una o più procedure di gestione commissariale; stabilire le modalità di finanziamento pubblico dell’opera e le modalità di eventuale partecipazione del capitale privato e di affidamento in concessione; definire le modalità per il coinvolgimento degli enti territoriali, dei portatori di interesse e delle associazioni produttive delle zone interessate alla realizzazione e alla gestione delle infrastrutture primarie e secondarie di collegamento”.