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Dalle zone rosse all’allerta rossa: eppure basterebbe tornare normali…

lungomare reggio calabria chiuso allerta meteo 26 ottobre Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

La prima fase di quest’ondata di maltempo è finita in Calabria, continua a piovere soltanto a Catania e provincia ma anche nell’area etnea i fenomeni si attenueranno in serata quando le piogge si sposteranno su Palermo. Domani il maltempo concederà una tregua, tornerà addirittura a splendere il sole e sarà una giornata tranquilla, ma da giovedì la tempesta sul mar Jonio si intensificherà nuovamente determinando fino a sabato altre forti piogge torrenziali su tutto il territorio di Calabria e Sicilia, particolarmente intense nelle aree joniche.

Intanto città come Messina, Reggio Calabria e Catanzaro sono rimaste per due giorni blindate, con le scuole chiuse e altre restrizioni per un’allerta rossa assolutamente sproporzionata. In queste città ha fatto un po’ di pioggia ma neanche troppa, senza eccessi, senza disagi: è sempre più lampante l’esigenza di previsioni meteo comunali, perchè l’attuale sistema determina evidenti devianze e per un evento meteo estremo in una piccola località di provincia si blindano inutilmente milioni di persone provocando alle famiglie disagi enormi non giustificati da alcuna esigenza di prevenzione e sicurezza.

Eppure le previsioni erano giuste. A Messina, Reggio o Catanzaro non sono mai state previste calamità, che invece hanno colpito le zone joniche interne e costiere delle province di Reggio e Catania. La vera prevenzione non dovrebbe essere quella di chiudere tutto: basterebbe potare gli alberi, manutenere il verde pubblico, i tombini e le caditoie, e allora la quotidianità con tutte le sue attività potrebbe proseguire regolare anche in caso di maltempo come succede ovunque nel mondo evoluto e sviluppato, e com’è sempre stato anche qui al Sud prima del degrado in cui sono sprofondate le nostre città negli ultimi dieci anni. A Reggio Calabria il sindaco Falcomatà lo ha fatto, per la prima volta dopo molti anni. E nonostante la pioggia non si sono allagati nè lo svincolo di San Leo nè la piazzetta della Pace. Quindi prevenire si può, così come convivere con la pioggia si può: perchè, allora, chiudere tutto se la città funziona proprio grazie alla sana prevenzione?

E’ lo stesso approccio per la pandemia: se gli ospedali funzionano, i posti letto e i medici sono sufficienti, non ci sarebbe bisogno di restrizioni e lockdown perchè non ci sarebbe il rischio di saturare i reparti e negare le cure a chi ne ha bisogno. Invece in Italia abbiamo uno Stato che anzichè far funzionare ciò che è di sua competenza, si ritrova poi a correre ai ripari negando una vita normale ai cittadini. Dalle regioni rosse all’allerta rossa il passo è breve, che sia un virus o un po’ di pioggia il messaggio è sempre lo stesso: state chiusi a casa e non rompete le scatole. Un messaggio che la società delle psicofobie accetta volentieri: “è sempre meglio prevenire, non sia mai poi succedono tragedie”. E allora sapete che facciamo? Blindiamoci in casa a vita, ma stiamo attenti anche lì. Quando facciamo il cambio degli armadi non saliamo sulle scale. E non stiriamo le camicie che con il ferro ustionante ci possiamo bruciare. Ma poi, a che ci servono le camicie se tanto non usciamo? Attenzione a non scivolare nella doccia, qualora volessimo persino lavarci, e niente corrente elettrica che non volesse Dio ci fosse un corto circuito… Meglio le candele, anzi no che andiamo a fuoco. Insomma, sapete che facciamo? Ammazziamoci tutti, che campiamo a fare se comunque tanto un giorno dobbiamo morire?

Io, intanto, preferisco farmi due passi in questo splendido lungomare baciato da un timido sole in un giorno meteorologicamente tranquillo, senza vento nè pioggia. Non sarà la formalità di un’ordinanza a capovolgere logica e buon senso della vita reale. Così come, al contrario, se c’è una tempesta non andrò in zone a rischio, all’aperto in escursione in montagna o in riva al mare tra le onde alte 6 metri, e non ci andrò a prescindere dalle indicazioni delle autorità. Perchè non serve un grande sforzo intellettivo per guardare dalla finestra e capire l’entità del pericolo incombente.

Basterebbe tornare normali.

lungomare reggio calabria chiuso allerta meteo 26 ottobre

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb