Messina, presentata la relazione sul secondo anno del mandato De Luca: “Nel palazzo più delinquenti di quelli che mi aspettavo”; presentato anche il nuovo Direttore Generale

Cateno de luca

Messina. Il sindaco Cateno De Luca ha illustrato oggi la relazione sul secondo anno di attività della sua Amministrazione. Presentato anche il nuovo Direttore Generale di Palazzo Zanca, è Federico Basile

Presentata questa mattina a Palazzo Zanca la relazione sui due anni di mandato dell’Amministrazione De Luca. Un testo articolati in 5 tomi e 1752 pagine che verrà resa consultabile online così da consentire a chiunque di poterne studiare il contenuto. Questo in prospettiva di una serie di dirette/confronto che il sindaco ha già in programma di realizzare intorno a metà settembre e durante le quali verrà data ai cittadini la possibilità di rivolgere le loro considerazioni direttamente ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

Il primo tomo della relazione, circa 500 pagine, reca una panoramica sull’attività dell’Amministrazione nel suo complesso; nel secondo è contenuto il dettaglio sull’operato degli assessori; nel terzo quello delle partecipate; nel quarto un resoconto sull’operato del Direttore Generale/Segretario generale e su quello dei consulenti del sindaco; nel quinto quello sull’operato del sindaco metropolitano. Su quest’ultimo tema inoltre vi sarà un incontro specifico, domani, a Palazzo dei Leoni.
Preannunciata infine la realizzazione di una relazione specifica sulla fase coronavirus.

Durante la conferenza stampa di oggi è stato inoltre presentato il nuovo Direttore Generale di Palazzo Zanca. L’incarico verrà ricoperto dal Dott. Federico Basile. De Luca ha scelto Basile perché già membro del collegio dei revisori e profondo conoscitore della macchina amministrativa sotto il profilo finanziario.
Basile è un elemento che ha sempre sollevato le criticità del palazzo – ha commentato De Luca – quando mi sono insediato l’ho ritenuto persona utile alla comunità e siccome era alla fine del suo mandato l’ho nominato consulente. Grazie a lui ho messo a frutto sotto il profilo contabile la mia visione e la mia strategia di governo in tempi rapidi e veloci. Il ruolo che andrà ad assumere sarà un ruolo a tempo pieno di grande responsabilità utile a questa nuova fase. Per l’insediamento formale passeranno circa un paio di mesi”. Non è una nomina politica, non abbiamo un percorso politico comune, ma una nomina tecnica e come tale andrà valutata”.

Sul tema dell’istituzione in pianta stabile della figura del Direttore Generale, inizialmente ritenuta da De Luca non necessaria, tanto che l’affidamento di questa funzione al già Segretario Generale Rossana Carrubba avrebbe dovuto avere una durata temporanea di 6 mesi, il sindaco ha ammesso di essersi dovuto ricredere: “Sono stato costretto a cambiare idea – ha dichiarato – perché i delinquenti in questo palazzo erano più di quelli che mi aspettavo e ho capito che questo ruolo deve essere permanente”. Cosa che ha spinto De Luca ha porre fine alla sovrapposizione della doppia carica nella persona della Dott.ssa Carrubba, al fine di evitare un sovraccarico di responsabilità che avrebbe rischiato di rallentare l’attività svolta nell’esercizio delle due funzioni. “Nell’ottica dell’accelerazione che ho intenzione di imprimere in questa nuova fase non era più umanamente possibile continuare con il doppio ruolo”, ha dichiarato il sindaco.

Tra i risultati rivendicati con maggiore orgoglio la gestione del piano di riequilibrio con circa 60 milioni di euro l’anno restituiti. Sul tema De Luca ha voluto sottolineare come la sua Giunta abbia stabilito di affrontare le fasi economicamente più impegnative del piano nei primi anni del mandato, diversamente da come farebbero molti amministratori che collocherebbero le fasi più impegnative del rientro in periodi in cui ipotizzano di poter non essere più al governo: “Voglio le scuse alla città da parte del Consiglio comunale che mi faceva pressione affinché dichiarassi il dissesto”, ha commentato il sindaco.

In questo tema di vastissima portata rientra anche un secondo elemento rivendicato con fermezza da De Luca: un taglio della spesa di circa 20 milioni di euro annui, documentati voce per voce nella relazione, recuperati, tra le altre cose, dai premi per la produttività dei dirigenti del comune: “In questo palazzo – dichiara De Luca – gli obiettivi ai dirigenti gli assegnavano i dirigenti stessi, che se li affidavano a fine anno con la connivenza dell’Amministrazione loro prigioniera. Smantellando questo sistema ho risparmiato 20 milioni di euro”.

Ma le valutazioni del sindaco non hanno riguardato esclusivamente gli obiettivi raggiunti, ma anche le criticità ancora da superare e in questo contesto è arrivata una nuova stoccata al consiglio comunale: “I risultati sono agganciati al fatto di aver avuto capacità e velocità di fare certe scelte. Quando il consiglio si tiene per 4 mesi i bilanci ARISME è il disastro. La velocità della discussione di questi atti è la chiave del successo. In consiglio comunale ancora c’è la logica del babbio. La fa discussione, poi manca il numero legale, poi non si delibera, poi si fa una nuova commissione, poi manca il collegio dei revisori e intanto prendono il gettone. Questo significa farsi del male”.

Sul Consiglio comunale De Luca ha mosso critiche, però, anche in merito agli atti deliberati. In particolare il sindaco ha fatto riferimento all’approvazione dei bilanci di ATM, durante il mandato della precedente amministrazione, privi della cosiddetta “nota informativa” che avrebbe dovuto fornire un quadro chiaro della rispondenza di debiti e crediti tra partecipata e socio unico.
Seconda quanto dichiarato da De Luca sul tema, i documenti presentati dalla partecipata, che ha definito “l’emblema di come si truccano i bilanci” avrebbero rappresentato un quadro secondo cui la società avrebbe vantato crediti nei confronti del proprio socio unico, il Comune, senza che però questi stessi crediti venissero riconosciuti e messi agli atti da Palazzo Zanca. Riuscendo così ad evitare di dichiarare il fallimento.

Difeso dal sindaco anche il lavoro svolto sul sistema partecipate nel suo complesso: “Quando sono arrivato erano 15 ora sono circa 8. Le partecipate costano e anche chiuderle costa, noi ci siamo assunti questa responsabilità perché io valuto quanto produci non quanto costi. E ad oggi il risultato è che questa amministrazione sta facendo risparmiare alla città 20 milioni di euro l’anno e sta pagando 60 milioni di euro l’anno per appianare i debiti ereditati da altri. Per questo quando mi si chiede che voto do a questo periodo di amministrazione do a me e alla mia squadra 10 e lode”.