Le Ricette di StrettoWeb – Il baccalà ai pomodori secchi

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Le ricette di StrettoWeb: ricetta e tradizione del baccalà ai pomodori secchi

Il baccalà fa parte della tradizione culinaria calabrese e questa variante ai pomodori secchi è semplice da realizzare e molto saporita. In Calabria questo pesce si mangia durante tutto l’anno ma in alcune ricorrenze come la Vigilia di Natale è una tradizione consolidata. Il baccalà è il merluzzo che viene conservato sotto sale mentre la lavorazione dello stocco implica una lunga essiccazione. Entrambi contengono proteine con alto valore nutrizionale e poche calorie, un peccato non cucinarli! 

Difficoltà: facile

Preparazione: 10 minuti

Cottura: 20 minuti

Porzioni: 4 persone

Costo: basso

INGREDIENTI

600 gr. di baccalà dissalato

200 gr. di pomodori secchi sott’olio

2 peperoncini

2 spicchi d’aglio

Farina 00 q.b.

Prezzemolo q.b.

Sale e pepe nero q.b.

Olio extravergine di oliva

Preparazione

Infarinate i tranci di baccalà, friggeteli in olio d’oliva bollente e poi metteteli da parte. Nella stessa padella mettete l’aglio, i peperoncini, i pomodori secchi ed il sale. Fate cuocere per 5 minuti e poi unite il baccalà. Fate proseguire la cottura ancora per 5 minuti e servite spolverando un pizzico di prezzemolo.

Conservazione

Il baccalà ammollato sia cotto che crudo si può conservare in frigorifero in un barattolo ermetico e va consumato entro 36-48 ore.

Curiosità e benefici del baccalà

Il nome baccalà deriva dal tedesco bakkel-jau che significa “pesce salato”. I primi ad intraprendere questa conservazione del merluzzo furono i Baschi: questi pescatori spagnoli e portoghesi partirono verso i mari del nord a caccia di balene ma pescarono molti merluzzi e utilizzarono come metodo di conservazione la salagione, impiegata per la carne di balena, dando vita al baccalà. Questa lavorazione venne utilizzata anche in Norvegia che divenne il primo produttore. Il baccalà fu importato in Italia intorno al 1500 ed arrivò anche in Calabria dove, essendo poco costoso e di lunga conservazione, divenne un alimento importante. Questa storia delle origini del baccalà viene smentita da altre fonti secondo cui questo pesce arrivò in Italia 4 secoli prima e furono i normanni, “popolo del mare”, a portarlo nelle località del sud nei primi anni dell’anno 1000. Il baccalà è un alimento straordinario infatti, nonostante la lavorazione, mantiene i suoi nutrienti; è indicato nelle diete perché contiene soprattutto proteine e grassi omega 3; possiede, inoltre, un buon contenuto di vitamine B utili al metabolismo.

Il consiglio della zia

Il baccalà fritto può essere accompagnato anche da una salsa preparata con pomodorini tagliati a pezzetti, cipolla di Tropea e olive nere. Il composto si fa cuocere a fuoco lento aggiungendo olio, un pizzico di sale ed il peperoncino. Il baccalà quindi viene immerso in questa salsa per amalgamarsi agli altri sapori.