Fase 2 in Calabria, a Cosenza riapre il bar Colosseo. Lucanto: “segnaletica, gel sanificanti e plexyglass. Ecco come ci siamo attrezzati” [FOTO E INTERVISTA]

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Calabria, “dallo Stato e dalla Regione pochi aiuti, sono arrivati soltanto i €600 delle P.iva. Ordinanza Santelli non poteva reggere”: il proprietario del bar Colosseo spiega come si è attrezzato per la riapertura

Solo un piccolo passo verso la ripresa, tanta felicità per essere tornati a lavorare, la speranza di ritrovare presto la quotidianità. L’ordinanza della Regione Calabria oggi ha permesso la riapertura di molti bar, che seguendo le misure di sicurezza si sono messi in regola. “Noi siamo pronti, ci siamo attrezzati al meglio. Aspettiamo i nostri clienti!”, è il bellissimo caso del bar Colosseo situato a Quattromiglia (Cosenza), uno dei più noti della provincia. “Iniziano per noi alcuni giorni di prova – spiega il proprietario Francesco Lucanto. Per il momento l’orario sarà ridotto e lavoreremo con la metà dei dipendenti. Mi sarebbe piaciuto richiamare tutti gli operatori sin da oggi, ma ancora non è possibile. La gente è un po’ intimorita dopo oltre due mesi di lockdown”. In questi primi giorni di riaperture infatti è difficile aspettarsi il pienone come un tempo, fa strano persino prendere un caffè al bancone, ma pian piano ci si farà l’abitudine.

Per procedere alla riapertura sono servite prima diverse disposizioni di prevenzione al contagio: “abbiamo attuato tutte le misure necessarie – spiega Lucanto – . Intanto abbiamo installato due dispenser con gel igienizzante, uno all’entrata del locale ed uno prima dei bagni. Poi tanti cartelli di segnaletica in ogni angolo per informare i clienti su come comportarsi. Davanti al bancone abbiamo applicato diversi ‘segnaposto’, ognuno distante dall’altro 1.40 m circa e a 2.5 m dai baristi. Inoltre i ragazzi che fanno servizio sono stati ben istruiti e ho procurato loro tutti i Dpi necessari”. Il titolare del bar Colosseo preme su punto fondamentale, cioè la sanificazione dei servizi: “avverrà almeno 6 volte al giorno. Tre la mattina e tre il pomeriggio”. Dalle foto inoltre si nota il pannello in plexyglass posto davanti alla cassa per isolare i clienti dagli operatori e evitare ogni possibile rischio di infezione.

Procurarsi i dispositivi necessari, igienizzare il locale più volte nella stessa giornata è sicuramente una spesa consistente per ogni locale: “dalla Regione nessun aiuto, ho dovuto procurarmi tutto da solo. Soltanto il Comune ha fatto un bando per procedere al rimborso spese, ma la domanda andava presentata entro oggi e in molti non hanno fatto in tempo, vista anche la complessità dell’iter”, ha spiegato Lucanto. L’imprenditore ha poi affermato che “l’unico aiuto concreto arrivato ad oggi dallo Stato è stato il bonus di €600 delle P.Iva del mese di marzo, aspettiamo quelli di aprile che dovrebbero arrivare in questi giorni”.

Un riferimento infine all’ordinanza della Presidente Jole Santelli, che aveva deciso di applicare i tavolini all’aperto già da fine aprile per bar e ristoranti che facevano asporto: “non ci è stata di grande aiuto, per le modalità si intende e non per l’idea. E’ arrivata in tarda serata e non ci dava grandi linee guida da rispettare. Era scontato non potesse reggere. Io personalmente ho aspettato prima di riaprire e credo proprio che chi lo abbia fatto in quei giorni non abbia igienizzato al meglio i locali, altrimenti non riesco a spiegarmi come sia possibile organizzarsi in poche ore tra la notte e il giorno dopo”. Insomma, dopo un periodo di incertezza il motore dell’economia locale torna lentamente ad azionarsi. Vedere gente consumare un caffè ai tavoli è un segnale di normalità e libertà che fa ben sperare tutti.