E’ calabrese il più giovane Assistente parlamentare in Europa: intervista ad Andrea Maellare: “esperienze all’estero aprono la mente”

Andrea Maellare

Andrea, classe 1996, inizia la sua carriera come stagista e in poco meno di un anno diventa il più giovane assistente parlamentare in Europa

Determinato, perseverante e con tanti sogni nel cassetto, così si può descrivere Andrea Maellare, ventiquattrenne calabrese approdato poco meno di un anno fa come stagista a Bruxelles e divenuto oggi, il più giovane assistente parlamentare. Ha iniziato a far politica da ragazzo, impegnandosi attivamente tra le file di Forza Italia Giovani, sino a divenirne Vice Delegato Nazionale. Una fervida passione la sua, che negli anni, lo ha portato a conquistare vette sempre più alte ed ambiziose. Il suo percorso muta, però, quando scopre una predilezione innata per i sistemi europei.

Come ha preso avvio la tua esperienza presso il Parlamento europeo? 

Ho iniziato il 1 settembre 2019 come stagista per l’ On. Martusciello per poi divenire il 6 aprile 2020, in piena pandemia mondiale, Assistente Accreditato al Parlamento Europeo (APA). Per diventare APA bisogna possedere una laurea e una serie di prerequisiti, inoltre, l’ UE, prima della nomina, esegue un certo numero di controlli sulla persona in esame, verifiche di tipo legale e non solo, anche se poi la nomina avviene tramite il deputato, che sceglie  personalmente il suo staff . Ci tengo a ribadire che l’ APA non è la classica figura dell’ assistente, è un’ esponente con delle responsabilità ben definite, anche di tipo legislativo, naturalmente affini al lavoro svolto dal deputato a cui è sottoposto, per di più l’età media di una figura di questo genere si aggira intorno ai 45/ 47 anni, io, attualmente, sono il più giovane Assistente Parlamentare in Europa“.

In cosa consiste il tuo lavoro? 

A differenza di quello che si può pensare le mie mansioni  sono più tecniche che politiche, è un lavoro che ti tiene costantemente impegnato, in aggiunta la nostra attività, in quanto dipendenti del Parlamento non è confinata soltanto ai margini europei, ma procede ben oltre, difatti, l’ On. Martusciello è il Presidente della Delegazione Asia Centrale ed è nostro dovere mantenere delle relazioni costanti e stabili con i paesi di quest’area, oltre a ciò, facciamo parte della Commissione EMPI  che riguarda la sicurezza alimentare, salute e ambiente“.

Che tipo di cambiamenti ha percepito spostandoti in un’ altra città?   

Ho scoperto innanzitutto una città totalmente diversa, con dei ritmi frenetici, di certo non paragonabili a quelli italiani per il semplice motivo che Bruxelles è una città che corre, in parte ero preparato a tutto questo, anche se forse non fino in fondo, nonostante ciò, ho incontrato diversi italiani e sono riuscito ad instaurare cono loro un buon rapporto, ho anche avuto l’ opportunità di incrociare tanti altri colleghi provenienti da altri paesi membri UE“.

Come hai vissuto il periodo del lockdown?

E stato un momento molto particolare, l’ ho vissuto lontano dai miei cari e dalla mia amata terra ma allo stesso tempo  ho cercato di sfruttare al meglio questa fase, difatti, abbiamo avviato una collaborazione con il prof. Massimo Fragola, docente di Diritto dell’ Unione Europea presso l’ Università della Calabria che vanta una lunga carriera in ambito accademico e non solo, il quale, mi ha contattato chiedendomi di partecipare in qualità di junior analyst al Seminario di Studi Permanente di cui ne è Presidente; lo scopo di questo progetto è quello di diffondere in Italia le giuste informazioni sull’operato europeo, troppe volte ignorato.  Come se non bastasse, essendo ancora giovane e non avendo terminato il mio percorso di studi, negli ultimi mesi ho seguito diversi corsi di formazione e mi sono anche iscritto ad un Master in politiche internazionali all’Università di Bruxelles“.

Consiglieresti un’esperienza fuori dall’Italia ai giovani calabresi? 

Certo! Lo faccio quasi quotidianamente con i tanto colleghi italiani con cui sono rimasto in contatto, suggerisco spesso di intraprendere dei periodi all’estero, perché ti forgiano, aprono la mente, e poi, non è detto che si debba rimanere fuori a vita. Sono consapevole che da percorsi di questo tipo si può apprendere tanto, ma ciò non ci preclude, un giorno, di rientrare nella nostra regione e di mettere a frutto tutto quello che abbiamo acquisito altrove, favorendo così, il progresso e l’ innovazione della nostra amata terra“.