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Reggio Calabria, la psicosi da Coronavirus scatena la barbarie della caccia agli untori: chiamano i Carabinieri segnalando “grande assembramento” in un noto bar, ma erano gli addetti alla sanificazione

polizia municipale carabinieri notte Immagine di repertorio

Reggio Calabria, chiamano i Carabinieri denunciando grave assembramento in un noto bar della città. Che però aveva già chiuso da un’ora: dentro c’erano solo gli addetti alla sanificazione

Scene da psicofobia. Questa sera intorno alle 18:50 alcuni cittadini hanno segnalato telefonicamente al 112 un “grande e pericolosissimo assembramento” all’interno de “La Dolce Sosta“, un noto e apprezzato bar situato nel popoloso quartiere di Sbarre. Nel giro di pochi minuti, sul posto sono intervenuti gli stessi militari dei Carabinieri che avevano ricevuto la telefonata, coadiuvati da una pattuglia della Guardia di Finanza e una volante della Polizia Municipale. Le forze dell’ordine, però, hanno trovato dentro il bar soltanto il personale addetto alla pulizia e alla sanificazione.

Il locale, infatti, aveva regolarmente chiuso da un’ora (è da oggi in vigore il nuovo DPCM che obbliga i bar a chiudere alle 18, mentre l’asporto resta consentito fino alle 22 per gli altri locali della ristorazione) e all’interno c’erano i dipendenti della ditta che quotidianamente pulisce e sanifica i locali proprio per il mantenimento dell’igiene rispetto alle linee guida anti-contagio.

Per l’ennesima volta, quindi, raccontiamo un episodio tragi-comico che ha visto numerosi servitori dello Stato impegnare il loro tempo e le loro risorse inutilmente a causa della psicofobia dilagante nella popolazione, repressa senza libertà e violentata psicologicamente in uno stato di costante paura al punto che sempre più numerosi sono gli sfoghi di istinti barbari e gretti come la fobia, il panico e la delazione.