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Reggina, Toscano e un integralismo che non esiste: ha già cambiato in passato. E quel “nì” sul modulo…

toscano reggina Foto StrettoWeb/Salvatore Dato

Reggina, potrebbe essere arrivato il momento di cambiare qualcosa in maniera consistente per Toscano: lo ha già fatto in passato

Quando qualcosa non va, urge trovare delle soluzioni. E’ nelle logiche della vita, quindi anche del calcio. In questo caso specifico, della Reggina. Nelle prime gare della stagione, per la compagine di Toscano, c’erano più certezze, meno cali fisici e mentali e qualche risultato. Ora, alcuni di questi fondamentali, sono andati (si spera momentaneamente) perduti. Si recupera soprattutto con il lavoro, con l’impegno e senza mai disunirsi. Ma, anche in virtù di un’infermeria che non aiuta, con delle alternative tattiche. Si può, si potrebbe. Cambiare qualche interprete, ma pure il modulo, è cosa nota, in questo sport. Lo si fa. Di solito, però, non è materia di integralisti, ovvero di quegli allenatori che “nascono e muoiono” con un modulo fisso e tutte le varianti che ne conseguono, nel bene e nel male, con risultati negativi o positivi.

Venendo a mister Toscano, non è uno di questi, anche se potrebbe sembrarlo. Di interpreti, domenica, ne ha cambiati già abbastanza rispetto al solito, come spiegato in altra pagina, a dimostrazione che forse nelle sue idee c’era già voglia di “osare”. Sul modulo, invece, è rimasto sempre fedele al 3-4-1-2/3-5-2. E’ così da un anno e mezzo e, seppur a cambiare sia stato il modo di giocare, mai il tecnico amaranto si è convinto dell’idea che fosse il modulo il problema. Non è ovviamente detto che non abbia ragione e ogni allenatore ha le sue idee e i suoi principi. Di certo, però, ci sono alcuni elementi che fanno pensare.

Il primo è legato alla risposta alla specifica domanda sul modulo, che l’allenatore reggino ha dato ieri ai canali ufficiali. “Se è ipotizzabile un cambio modulo in futuro, magari anche a gara in corso? Può succedere, è successo, l’ho già fatto a Chiavari e negli ultimi venti minuti in casa del Pordenone”. Né un sì, né un no (risposta invece data a StrettoWeb due settimane prima). In sostanza, è un… ““, che però potrebbe significare qualcosa. Magari ci sta pensando, o l’ha già fatto. Anche perché, eventualmente, non sarebbe la prima volta.

Il marchio di fabbrica 3-4-1-2/3-5-2 non fa di Toscano un integralista. Nella sua già consistente carriera da tecnico, infatti, l’allenatore si è ritrovato altre volte a modificare l’assetto tattico per far fronte all’emergenza, sotto tanti punti di vista. Solitamente, però, per dare una svolta ai risultati. L’ultima volta è accaduto a Salò, alla Feralpi, ultima sua esperienza prima di ritornare a Reggio. Dopo un iniziale 3-5-2,  il tecnico è passato alla difesa a 4 e al centrocampo a 3, utilizzando l’albero di Natale o il trequartista in appoggio alle due punte. Fatto che, in precedenza, si era anche verificato a Terni e a Novara, dove il tecnico ha ottenuto altre due promozioni in B. Base di partenza, sempre il 3-4-1-2/3-5-2, cambiato poi per varie circostanze. In Umbria, 4-3-1-2 con Nolè in appoggio a Singaglia e Litteri, in Piemonte invece è passato anche al 4-2-3-1, con Corazza unica punta prima di trasformare lo schieramento in un 4-3-3. E’ bene mettere in evidenza, tra l’altro, che lo ha fatto anche in condizioni non estreme, bensì nel corso delle stagioni che hanno portato poi al salto di categoria. Dimostrazione, questa, che Toscano può cambiare non soltanto per emergenza o esigenza ma perché pensa che i calciatori a disposizione siano più adatti ad un altro vestito.

Come spiegato ieri su queste pagine, domenica – forse per la prima volta – non è sembrata essere “la squadra di Toscano”. E infatti, non per niente, sono stati utilizzati – sempre per la prima volta – quasi tutti giocatori “nuovi” nell’undici iniziale, non riuscendo a sorreggere – nell’impianto di gioco e nell’atteggiamento – quello che è il credo del tecnico. Da qui, il bivio: tornare ad affidarsi il più possibile ai calciatori della scorsa stagione, a “garanzia” di un modo di giocare già rodato, o cambiare tanti interpreti ma conseguentemente anche l’assetto e l’atteggiamento? E’ la grande domanda in vista di sabato, per via dei tanti indisponibili, ma anche in vista del futuro prossimo, delle settimane a venire. Questo, però, lo proveremo a spiegare in altra pagina.

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