Coronavirus a Reggio Calabria, un barbiere arrabbiato col Governo scrive a StrettoWeb: “Bonus di 600 euro? Il grande Totò diceva… Ma mi faccia il piacere!”

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Lo sfogo di un barbiere di Reggio Calabria: “Per ripartire serve un anno fiscale bianco”

Riceviamo e riportiamo di seguito lo sfogo di un barbiere di Reggio Calabria contro le misure economiche adottate dal Governo per far fronte all’emergenza coronavirus:

“È un momento difficile per tutti! La categoria artigiana nello specifico i barbieri non facciamo altro che pensare a quando finirà tutto questo per poter tornare nelle proprie botteghe! Noi tutti con i nostri continui video e post pubblicati sui social denunciamo le nostre ormai insostenibili difficoltà economiche/fiscali che spero stiano arrivando a chi di dovere….ma è sempre lui a decidere e a vincere, lo Stato “democratico”. Uno stato che oggi ci chiede di rispettare le regole, che ormai sono parte integrante della nostro quotidiano vivere…ma lo Stato deve fare la sua parte. Gli artigiani e le partite iva chiedono sostegno concreto, senza giri di parole da parte dello Stato.
Poichè dello Stato ci fa paura non quello che dice, ma quello che non dice.
600 euro una tantum per le P.iva e autonomi...Il grande Totò diceva “Ma mi faccia il piacere”. Se lo Stato tiene al popolo e vuole garantire una ripartenza sana, pulita e vigorosa, quanto sta facendo non basta… come rinviare i pagamenti. Se i soldi non li abbiamo oggi non li avremo nemmeno domani! Dateci sostegni economici più consistenti, concreti… Bloccate Iva, Irpef, Inail, imposta sui redditi, acconto 2021, Inps,etc etc e per chi non è proprietario dei locali un aiuto sugli affitti. Abbassare i costi dell’energia elettrica e i qualunque utenza di prima necessità, poiché le famiglie tutte, sono recluse in casa da settimane.
Serve un anno fiscale bianco e non un rinvio dei pagamenti!
Poiché rinviare quello che dovremmo tutti pagare oggi, lo dovemmo pagare con ciò che oggi avremmo incassato. E così non è! Le categorie artigiane oggi hanno risposto all’appello, chiudendo ogni attività che garantiva il pane quotidiano. Ma lo Stato deve ascoltare la nostra voce. Noi tutti ci stiamo impegnando a preservare la nostra salute e quella della comunità e teniamo duro… Parlo soprattutto a nome dei miei stimati cari colleghi, quando dico che ci sarà un dopo e dopo penseremo… questo ormai lo ripeto da settimane alle centinaia di colleghi con i quali mi confronto ogni giorno. Ma allo Stato noi barbieri tutti, diciamo questo: “Il popolo barbierato italiano non dimentica”.

Criminalbarber Vittorio Saccà