Coronavirus e “mascherine elettorali”: “Falcomatà per 5 anni ha aperto la città agli immigrati di tutto il mondo e adesso si scandalizza per fratelli siciliani, donne incinta e anziani ospitati per una notte in albergo”

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Coronavirus, polemiche a Reggio Calabria per il comportamento controverso del Sindaco Falcomatà

Nicola Malaspina, Presidente Centro Studi Tradizione Partecipazione, Giancarlo La Monica, Presidente Brigate Sbarre e Demetrio Surace, Presidente Brigata Reggio Centro, hanno inviato a StrettoWeb una nota intitolata “Covid19 e mascherine elettorali” che riportiamo integralmente:

E io sono troppo emiliano,

Tu sei troppo siciliano

Egli è troppo calabrese,

E voi troppo molisani

E noi siamo troppo chiusi,

Loro son troppo altoatesini

E anche se è caduto il muro,

Abbiamo sempre troppi confini!”

Luca Carboni ci è venuto in aiuto in questo caso, perché quello che è successo ieri ha a dir poco dell’incredibile.

Sono giorni difficili per tutti noi Italiani, facciamo i conti con un virus difficile da combattere e in ogni parte d’Italia contiamo le vittime e i contagiati e cerchiamo di farci forza vicendevolmente. Gli infermieri sono degli Eroi, così come lo sono i Dottori e chiunque svolga un compito che lo vede coinvolto in prima linea, ma spesso questa solidarietà esclusivamente SOCIAL, è solo una maschera che nasconde la vera identità di qualcuno che dimentica che le persone bloccate a Villa San Giovanni sono nostri fratelli Siciliani. “Fratelli”, SI,  perché, soprattutto in queste occasioni, dobbiamo sentirci tutti figli d’Italia, avvolti da un’unica bandiera.

Bandiera tricolore pesante per qualcuno, come il Sindaco di Reggio Calabria che svegliatosi dal torpore che lo vedeva impegnato tra torte e giochi di società, sentendo le urla di DeLuca dall’altra parte dello stretto, ha deciso di uscire allo scoperto nel modo peggiore, NEGANDO riparo e ristoro a degli Italiani che volevano solo tornare a casa, e che chiusi in un albergo, controllati a vista dalle forze dell’ordine, difficilmente avrebbero potuto diffondere il virus, sempreché fossero contagiati, nella nostra città.

L’evidente “solidarietà” a corrente alternata è percepibile nell’utilizzo a proprio uso e consumo del mantra “restiamo umani”. Il sindaco uscente, si è speso ad oltranza per accogliere il “prossimo” proveniente dell’altra parte del mondo, ha trasformato in nostro porto in un centro di accoglienza, ha sottratto alla Comunità le palestre cittadine per offrire ristoro a chi, forse, ne aveva meno bisogno, ed oggi, a capo delle “milizie” comunali, vorrebbe impedire ad altri italiani, anziani e bambini, di trascorrere la notte in un luogo caldo e non in una macchina parcheggiata nel piazzale del porto di Villa San Giovanni.

Qualche tempo fa, fu tra i primi a rendersi disponibile ad ospitare i migranti che i cittadini non volevano, fu il primo a condannare le immagini di quegli italiani che avevano circondato i pullman cercando di impedire l’accesso nel proprio quartiere, oggi quella sua fotografia, che lo ritrae in posa davanti ai blindati delle forze dell’ordine, le sue parole da novello barricadiero, servono solo a smascherare l’ipocrisia, di un sindaco che, in più di 5 anni, nulla ha fatto per i suoi concittadini ed è disposto a sfruttare qualsiasi argomento, dalla memoria della Rivolta, alla tragedia di questo dannato virus per racimolare un po’ di consenso“.

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