Omicidio George Floyd: la protesta arriva fino a Messina

Le proteste per l’omicidio del 46enne afroamericano George Floyd sono rapidamente dilagate in tutto il mondo e domenica ce ne sarà una anche a Messina

Lo scorso 25 maggio nella città statunitense di Minneapolis, in Minnesota, il 46 anni afroamericano George Floyd perde la vita dopo che l’agente di polizia Derek Chauvin lo ha immobilizzato a terra tenendogli premuto sul collo il proprio ginocchio per 8 minuti e 46 secondi. Durante gli otto minuti, come testimonia il video girato dagli increduli astanti, l’uomo dirà più volte all’agente che lo stava immobilizzando di avere difficoltà a respirare e continuerà a ripeterglielo fino a quando, esausto, esalerà l’ultimo respiro. Tutto questo sotto lo sguardo indifferente del collega di Chauvin, l’agente Tou Thao. Floyd era stato fermato dalla polizia perché sospettato di aver usato una banconota falsa da 20 dollari.

L’episodio si è collocato all’interno di una profonda frattura interna alla società statunitense generata da quello che da molti viene letto come un atteggiamento profondamente ostile da parte delle forze dell’ordine nei confronti della popolazione afroamericana.
Numerosi i casi simili verificatisi in passato, anche durante l’amministrazione Obama, che hanno contribuito ad minare sempre più la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni portandoli, dopo la morte di Floyd, a scendere in strada dando luogo ad accesissime protese, che in alcuni casi si sono trasformate in vere e proprie rivolte, rivendicando giustizia, autentica, uguale per tutti.
Diversi i personaggi illustri che hanno immediatamente sposato la causa mettendo a disposizione le proprie risorse economiche per finanziare istituti che possano, con il loro lavoro, elaborare dei meccanismi virtuosi per garantire l’uguaglianza de facto tra i cittadini americani, ottenendo così la pacificazione sociale. Non a caso uno degli slogan più in voga della protesta è proprio “no justice no peace”.

La protesta si è allargata a macchia d’olio da Minneapolis a tutti gli Stati Uniti, prima, ed al resto del mondo, poi, intercettando il tema della discriminazione raziale comune e numerosissime realtà alle più diverse latitudini, da Parigi a Gerusalemme, passando anche per Messina.
Anche nella città dello Stretto infatti il collettivo universitario Link Messina – Studenti Indipendenti ha deciso unirsi solidalmente ai manifestanti americani e del resto del mondo organizzando per domenica 7 giugno un sit-in in piazza Unione Europea.

La presidenza di Donald Trump – si legge nel comunicato del collettivo – si piazza lontana dalla tragedia umana e distante dall’affermare le vere responsabilità della vicenda: gli abusi razziali sono una costante del sistema sociale americano, e non solo. Come comunità umana non possiamo tacere di fronte a tale abominio e sentiamo di affermare con forza il principio già condiviso dalla carta dell’indipendenza americana stessa, e mai realmente osservato, cioè che ‘Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali’. Questa è una occasione, anche per noi che osserviamo le proteste oltreoceano, per ridiscutere il valore della nostra umanità e per affrontare le piaghe sociali del razzismo e degli abusi di potere presenti anche in Italia. Per queste ragioni invitiamo la cittadinanza alla manifestazione commemorativa prevista per Domenica 7 Giugno. Enough is enough”.