Incidente treno Frecciarossa, morti due macchinisti. Il pm: “Scambio fuori posizione”. Le testimonianze dei passeggeri: “Siamo miracolati”

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I due macchinisti, Giuseppe Cicciu’ e Mario Di Cuonzo, sono sbalzati fuori dal Frecciarossa e sono morti sul colpo: un corpo trovato non lontano dalla motrice, l’altro a una cinquantina di metri di distanza. Il bilancio è 2 morti e 31 feriti. Si indaga per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo

C’è sconcerto e dolore per Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, i due ferrovieri morti stamattina nel terribile incidente del Frecciarossa ad Ospedaletto Lodigiano. Giuseppe Cicciù, 52 anni, originario di Reggio Calabria, ma da anni residente a Cologno Monzese lascia la moglie e un figlio piccolo.

Il suo lavoro era la sua passione“- ha raccontato commosso Giovanni Abimelech, segretario della Fit-Cisl. Il 52enne era stato anche delegato sindacale. Per stare più vicino alla sua famiglia aveva deciso di non ricandidarsi alle ultime elezioni, ma- racconta il sindacalista- “ha sempre partecipato al lavoro del sindacato, rimanendo un punto di riferimento, sempre sorridente, per gli amici e i colleghi”.

La carriera di Cicciù è iniziata da giovanissimo: durante il servizio militare ha fatto parte del Reggimento Genio Ferrovieri dell’esercito, ha iniziato ha lavorare prima sui treni regionali, poi, raccontano, la scelta di passare sui convogli dell’Alta Velocità. “E’ stata una richiesta dettata dal suo interesse per la tecnologia e l’evoluzione del settore“.

Di Cuonzo, 59 anni, era originario di Capua, ma abitava a Pioltello e lascia una moglie e un figlio. “Non era solamente un eccellente macchinista, ma anche e soprattutto un uomo dalla profonda bontà d’animo“, raccontano amici e colleghi. Il 59enne era un appassionato di judo, disciplina grazie alla quale- raccontano ancora i colleghi-“aveva imparato quei valori di correttezza e dedizione che ogni giorno trasmetteva con il proprio esempio ai colleghi. Ricorderemo per sempre Mario come un amico sincero, e ci sorprenderemo nel ritrovarci in una delle sue sagaci battute che ci aiutavano a superare i momenti di difficoltà”. Di Cuonzo sarebbe andato in pensione in prossimo anno. A Cologno Monzese e Pioltello è stato proclamato lutto cittadino.

Le testimonianze dei passeggeri: “Siamo stati miracolati”

Un boato e la paura di morire. È quanto raccontano di aver vissuto i passeggeri che stamattina si trovavano a bordo del Frecciarosa Av 9565, deragliato alle 5:34. A bordo del treno c’erano 28 passeggeri e 5 dipendenti di Trenitalia. L’incidente è avvenuto all’altezza di uno scambio a Ospedaletto Lodigiano, dove si trova un edificio della manutenzione, mentre il treno viaggia a 300 km/h, quasi il massimo consentito. Il Frecciarossa ha terminato la sua corsa dopo aver urtato due carri della manutenzione parcheggiati su un binario adiacente e aver colpito l’angolo dell’edificio il locomotore. I due macchinisti, Giuseppe Cicciu’ e Mario Di Cuonzo sono sbalzati fuori dell’abitacolo e sono morti sul colpo: un corpo è stato trovato non lontano dalla motrice, l’altro a una cinquantina di metri di distanza. Il resto del treno è rimasto sulle rotaie anche se completamente fuori dai binari, la seconda carrozza si è girata su un fianco. Il bilancio è 2 morti e 31 feriti, nessuno dei quali in gravi condizioni. “Poteva essere una carneficina”-ha detto il prefetto di Lodi, Marcello Cardona. I vigili del fuoco sono arrivati 15 minuti dopo il deragliamento e tutti i passeggeri a bordo erano già scesi dal treno, tranne uno, un pulitore, che aveva un arto fratturato. “Il treno e’ deragliato e ci siamo trovati sottosopra, c’e’ stato un po’ di panico, pensavamo che fosse finita” ha raccontato uno dei passeggeri, Alex Nuvoli, 28 anni, uscendo dal pronto soccorso di uno degli ospedali che hanno accolto i feriti. “Siamo stati miracolati”, racconta Chiara, 30 anni, psicologa di Milano che era sul treno per una trasferta di lavoro.

Si indaga per omicidio colposo

E adesso si lavora per ricostruire la dinamica del sinistro e per capire per quale ragione un treno nuovissimo sia potuto deragliare. Il treno e’ “deragliato all’altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa posizione e cosi’ non era” ha fatto sapere il Procuratore di Lodi Domenico Chiaro.  “L’ipotesi di attentato – aggiunge Chiaro – e’ assolutamente destituita di ogni fondamento“. La Procura di Lodi indaga a carico di ignoti “per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose”.

Cordoglio per le due vittime del lavoro

Per le “due nuove vittime del lavoro“, ha subito espresso il suo cordoglio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, augurandosi che si faccia presto luce sulla dinamica del grave incidente. Anche il sindaco di Reggio Calabria ha voluto ricordare le due vittime ed esprimere cordoglio ai familiari: “A nome della Citta’ di Reggio Calabria intendo esprimere il piu’ sincero cordoglio nei confronti dei familiari di Giuseppe Cicciu’, il macchinista reggino morto insieme al collega Mario Di Cuonzo nel tragico incidente ferroviario di questa mattina vicino Lodi”.


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