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40 anni dalla morte di Piersanti Mattarella: il Presidente della Repubblica a Palermo [FOTO]

  • Francesco Ammendola/Ufficio Stampa Quirinale/LaPre
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Oggi a Palermo il ricordo dell’ex presidente della regione Siciliana Piersanti Mattarella: intitolato un parco alla memoria, cerimonia solenne all’Ars

Numerose oggi le iniziative a Palermo per commemorare il 40° anniversario dell’omicidio di Piersanti Matterella, ex presidente della Regione siciliana. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha partecipato alla seduta solenne dell’Ars. Presenti anche i figli di Piersanti e i nipoti, sono intervenuti i capigruppo, il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e il governatore Nello Musumeci. Dopo aver lasciato Palazzo dei Normanni, Mattarella si è recato in visita  al Giardino Inglese che proprio oggi è stato intitolato all’ex presidente della Regione Siciliana. Ad accompagnare il presidente della Repubblica, il sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, che ha fortemente voluto l’intitolazione del Giardino Inglese a Piersanti Mattarella. Nel giardino è stata apposta un targa con la scritta ‘Parco Piersanti Mattarella, vittima di potere criminale mafioso’.

Musumeci: “Il merito di Piersanti Mattarella è quello di aver accettato la sfida del cambiamento”

Francesco Ammendola/Ufficio Stampa Quirinale/LaPre

“Queste mura sono testimoni dell’appassionato e intelligente impegno profuso da Piersanti Mattarella. Nonostante il breve arco di tempo la sua attività ci dà la misura del suo notevole spessore culturale. Con un simile bagaglio chissà quale futuro avrebbe avuto quel figlio d’arte, se il destino non si fosse abbattuto di lui”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, durante il intervento alla seduta solenne, a Palazzo Reale. “Il merito maggiore del presidente Piersanti Mattarella consiste nell’avere accettato la sfida del cambiamento e dell’innovazione – ha detto – La mafia, la cui presenza si osava negare a quei tempi, attivava il suo feroce braccio armato per affermare la sua feroce supremazia: questo lo sfondo tragico e sanguinario su cui lui fu chiamato ad agire con coraggio, con riforme essenziali e profonde, con la necessita’ del risanamento e del cambiamento”.

Miccichè: “Se Mattarella non fosse stato ucciso il sud sarebbe diverso” 

Francesco Ammendola/Ufficio Stampa Quirinale/LaPre

Se a Piersanti Mattarella fosse stato consentito di continuare la sua opera politica e amministrativa, probabilmente, il Meridione e la Sicilia non si troverebbero nelle attuali condizioni di isolamento sociale ed economico. Le Carte in Regola erano e sono la condizione preliminare per un ordinato sviluppo“. Lo ha detto il presidente Ars Gianfranco Miccichè, intervenendo alla seduta solenne per ricordare Piersanti Mattarella alla presenza del Capo dello Stato. “La consapevolezza del forte divario tra Sud e Nord gli consentì, per primo, di fiutare il pericolo che conteneva la proposta sulla costituzione della macro-regione della Padania, avanzata dal primo Presidente della Regione Emilia Romagna. ”L’enorme forza sociale, economica e finanziaria come quella vagheggiata dal Presidente della Regione Emilia Romagna – scrisse Mattarella in un articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia l’11 novembre del 1975 – è intuibile e finirebbe per avere sulle scelte generali nazionali l’esaltazione neocapitalista della concentrazione della ricchezza e la negazione di ogni nuovo modello di sviluppo” – dice Miccichè -Qualche decennio più tardi, fu la Lega Nord di Umberto Bossi, minacciando la secessione, a rilanciare il progetto della macro-regione della Padania. Non se ne fece nulla sia nel primo che nel secondo caso. Ma oggi, dopo l’introduzione dell’Autonomia differenziata nella Costituzione (art.116, 3° comma), il rischio che le più ricche regioni del Nord diventino sempre più ricche e quelle meridionali sempre più povere, Presidente Mattarella, è molto forte”.

Francesco Ammendola/Ufficio Stampa Quirinale/LaPre

M5S a Mattarella: “Per combattere la mafia bisogna migliorare le condizioni di vita dei siciliani”

“Una delle finalità che deve caratterizzare l’impegno politico dei gruppi parlamentari, del Governo e delle Istituzioni in generale, credo sia quella di dare un contributo decisivo per l’isolamento nella società del fenomeno mafioso. Questo risultato può essere conseguito aiutando a costruire una coscienza antimafia. Piersanti Mattarella aveva chiara quale fosse la strada da seguire per il contrasto al fenomeno mafioso, e ne parlava come di una ‘battaglia – per citare le sue stesse parole – che esige la più larga unità di intenti, alla quale tutti dobbiamo sentirci richiamati’”.

Così oggi Giorgio Pasqua, deputato regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, ha rivolto un caloroso bentornato a Palermo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, richiamando le parole del fratello Piersanti, presidente della Regione Siciliana assassinato quarant’anni fa per mano mafiosa e oggi commemorato in Aula
Le parole di Mattarella sono attualissime – ha aggiunto Pasqua – nel richiamare alla massima operatività possibile gli organi chiamati alla tutela dell’ordine pubblico, dalle forze di polizia alla Magistratura. Parallelamente egli indicava quella che, anche a parer nostro, è la strada maestra da seguire nella lotta alla mafia: migliorare le condizioni di vita dei siciliani. Presidente Mattarella, la invito – ha aggiunto Pasqua – a farsi promotore di una ampia discussione, che coinvolga lo Stato nella sua interezza, affinché per la Sicilia si avvii una stagione di riforme ed interventi che possano influire decisamente sulle condizioni socio-economiche, al fine di liberare i siciliani dalla oppressione di tutte le forme di criminalità organizzata e dalla mafia”.

Maria Falcone: “Sulla morte di Piersanti Mattarella ancora troppi interrogativi”

Piersanti Mattarella pagò con la vita la sua battaglia contro l’illegalità e la criminalità. Per questo, per noi tutti, a dispetto del tempo trascorso, resta un esempio attuale di impegno politico”. Lo ha detto oggi la professoressa Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, in occasione del 40esimo anniversario dell’uccisione dell’ex presidente della Regione. “Mattarella portò avanti la sua azione di rinnovamento della politica pur essendo consapevole dei rischi che correva. Il suo assassinio segnò il momento più drammatico di una stagione in cui la mafia dichiarò guerra alla nostra democrazia e alle istituzioni repubblicane. Un attacco che, per ferocia e pericolosità, sarebbe stato eguagliato solo dalle stragi degli anni ’90. – aggiunge – Due fasi tragiche della storia recente della Sicilia, che hanno segnato il tentativo di Cosa nostra di fermare col sangue l’azione di chi nella politica, nelle istituzioni, nella magistratura e nella società civile, aveva provato a spezzare collusioni e complicità e fermare lo strapotere mafioso”. ”Nonostante siano passati 40 anni, restano però molti, troppi interrogativi su mandanti ed esecutori di quel vile agguato. – conclude Maria Falcone – Il Paese aspetta ancora risposte su un episodio che presenta ombre inquietanti. Arrivare alla verità è il solo modo di onorare la memoria dei nostri caduti’‘.

Orlando: “L’intitolazione del Giardino Inglese a Mattarella serve a fare memoria”

Francesco Ammendola/Ufficio Stampa Quirinale/LaPre

L’intitolazione del Giardino Inglese a Piersanti Mattarella “serve a fare memoria e conferma l’ammirazione per Piersanti Mattarella. Il parco è in via Libertà dove Piersanti ha vissuto ed è stato ucciso ed è delimitato dal viale Carlo Alberto Dalla Chiesa: è un monito che vale per oggi e per domani”. A dirlo il sindaco di Palermo Leoluca Orlando intervenendo al Giardino Inglese durante l’intitolazione alla presente dei familiari dell’ex Governatore ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980.

Provenzano: “Abbiamo bisogno di un’Italia con le carte in regola”

“Abbiamo bisogno non solo si una Sicilia con le carte in regola, ma di un Sud con le carte in regola e l’Italia con le carte in regola“. Ha dichiarato il ministro Giuseppe Provenzano parlando al Giardino Inglese di Palermo per commemorare Piersanti Mattarella, il Presidente della Regione ‘dalle carte in regola’, come veniva definito.