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Giro d’Italia 2020 – Borracce killer, Coronavirus e tanta sfortuna: è boom di ritiri nella 103ª edizione

Fioccano i ritiri al Giro d’Italia 2020: borracce killer sull’asfalto, positività al Coronavirus e squadra che si ritirano in blocco, la 103ª edizione prosegue fra grandi difficoltà

Il 2020 non è un anno come tutti gli altri, diciamo che c’è stato più di un indizio che lo ha reso chiaro a tutti. Il Giro d’Italia 2020 dunque non poteva essere ‘come tutti gli altri’. La 103ª edizione della Corsa Rosa ha rischiato la cancellazione, dovuta all’epidemia di Coronavirus, ha vissuto settimane di incertezza nei primi mesi dell’anno, fino a subire uno slittamento fino ad una collocazione autunnale unica nel suo genere.

Scongiurato il rischio rinvio, i ciclisti hanno dovuto fare i conti con la minaccia Covid e tanti altri episodi che hanno generato un’incredibile serie di ritiri. Neanche il tempo di partire che nella cronometro di Monreale Miguel Angel Lopez è finito ko dopo una brutta caduta. Al termine della tappa il vento generato da un elicottero ha fatto volare una transenna nel bel mezzo del tracciato, mettendo ko due ciclisti della Vini Zabù. Nel trasferimento da Enna al km 0 della terza tappa una borraccia ha letteralmente messo fuori gioco Geraint Thomas, protagonista di una terribile caduta nella quale si è fratturato il bacino. Immancabile lo zampino del Coronavirus: dopo il primo giro di tamponi, due big del calibro di Simon Yates e Steven Kruijswijk, risultati positivi, hanno abbandonato la corsa insieme a Mitchelton-Scott e Jumbo Visma in blocco (8 ciclisti ciascuna). Assenze alle quali si aggiungono i ritiri di Ciccone per sintomi di bronchite; Visconti che, dopo aver evitato un chiodo arrugginito conficcato nella scarpa, è stato fermato da una tendinite al ginocchio; Spreafico positivo all’ostarina. Dei 176 ciclisti partiti se ne sono ritirati già 43 a due tappe dalla conclusione e chissà che dei 133 rimasti qualcuno non alzi bandiera bianca sul Sestriere, vista la protesta di oggi per la troppa stanchezza.

Un’edizione piuttosto sfortunata quella del 2020 dunque, che riporta alla mente il secondo Giro d’Italia della storia, quello del 1910 nel quale un camion si è ribaltato e il contenuto ha colpito diversi corridori mettendoli ko, Cittera venne steso da un cavallo imbizzarrito e Lauro Bordin colpito da una macchina: arrivarono al traguardo 20 dei 101 corridori partiti. Nel 1914 furono addirittura 8 su 81 a concludere la corsa, il numero più basso di sempre, mentre nel 1928 si ritirarono 172 dei 298 ciclisti iscritti!